SALVINI: «L’EUROPA? MIRA SOLO ALLE AZIENDE “BUSINESS TO BUSINESS”»

Matteo Salvini al Lago Verde
Matteo Salvini al Lago Verde

PISTOIA. 1° Maggio al Lago Verde di Serravalle. Si sono dati appuntamento i vivaisti pistoiesi per accogliere Matteo Salvini che oggi faceva tappa qui, nel suo giro della Toscana imperniato sul tema del lavoro.

Sta arrivando da Volterra, dove ha incontrato i lavoratori della Smith, un’azienda del gruppo franco-americano Schlumberger, che è in perdita e chiude. Nell’attesa che ci raggiunga notiamo il dispiegamento di forze, all’ingresso dell’hotel, carabinieri e polizia auto e camionette pronti ad ogni evenienza. Ci chiediamo se è un’Italia normale. È un clima accettabile?

Salvini dice le cose a voce alta, usa un linguaggio duro, senza imbottiture, può non essere condiviso ma di sicuro è nella legge: se invece di parlare di radere al suolo i campi rom avesse detto “mettiamo a disposizione alloggi in affitto a prezzi accettabili, invitiamo gli abitanti dei campi a trasferirsi e poi, una volta sistemati, passiamo alla bonifica delle aree liberandole dalle casupole indecorose in cui hanno vissuto indegnamente esseri umani come noi, nostri fratelli…”sarebbe stato meglio? Anche no e comunque le ruspe ci sarebbero state ugualmente e nello stesso identico senso che lui dava alle sue parole.

Va bene, si può usare anche l’ipocrisia, ma manteniamo la calma. Oggi al tavolo di questo incontro ci sono Francesco Mati, Mauro Tintori e Manuel Vescovi rispettivamente il neo Presidente del distretto vivaistico, il Presidente provinciale della Lega e il candidato capolista in Regione.

Matteo Salvini e Francesco Mati
Matteo Salvini e Francesco Mati

Alessio Bartolomei, imprenditore e new entry tra i supporter della Lega, introduce l’evento. Sono presenti molti vivaisti, con le loro associazioni: Coldiretti, Confagricoltori, e tanti visi noti del comparto del verde pistoiese.

Vescovi prende la parola e conferma la nostra premessa: la città di Prato non ha concesso la piazza a Salvini, che avrebbe dovuto fare tappa nella ex-capitale del tessile e poi a Pistoia, e invece ha optato per la bellissima città dell’alabastro, Volterra, dove un’importante industria sta licenziando 200 operai. Vescovi ci parla della difficoltà del fare impresa: viviamo in un Paese dove la burocrazia è al primo posto ma fare impresa è un’altra cosa.

Le aziende che funzionano sono come i figli, si amano si vuol vederle crescere e prosperare, l’imprenditore non può essere compreso dai burocrati. Da qui l’amara conclusione “siamo contrari all’Europa perché non è l’Europa dei popoli ma è solo burocrazia”.

Salvini entra nella bella sala dell’hotel Lago Verde accolto da un applauso e dopo i saluti e un breve colloquio con Mati che gli rappresenta la situazione del settore vivaistico a Pistoia.

Matteo Salvini al Lago Verde
Matteo Salvini parla ai vivaisti

L’attività del verde si snoda su 5mila ettari di vivai, dà lavoro a 12mila persone, cioè il 15% della popolazione, ma il peso della burocrazia è insopportabile e pur con tutte le difficoltà le piante di Pistoia hanno riempito l’Europa e la qualità della vita è resa migliore da questa ricchezza di alberature: i vivaisti – dice Mati – chiedono di essere riconosciuti e non misconsiderati come inquinatori o imprenditori di serie b perché i prodotti non escono da una catena di montaggio.

Matteo Salvini apre il suo intervento dicendo di non voler dare l’impressione di quello che conosce tutti i temi e i settori e i problemi del lavoro; dichiara anzi di non saper niente di vivaismo e continua: “Sfido chiunque ad aver sentito qualcuno parlare di vivaismo in tv… capisco però che è una realtà da premiare perché fa solo bene”.

L’Europa ha interesse solo per le grandi aziende business to business, un vivaio con 5 dipendenti a Bruxelles dà fastidio e quindi di certo non viene finanziato. Si è impegnato però, Salvini, a far conoscere le tematiche del vivaismo che in generale sfuggono all’attenzione delle istituzioni perché la più grande emergenza è il lavoro e tutto quello che consente di fare anche un solo posto di lavoro in più “mi sta a cuore”.

In modo molto semplice si è congedato sperando di potersi rivedere presto in una delle aziende dei vivaisti presenti per approfondire argomenti e strategie che vadano nel verso di migliorare le condizioni degli operatori del verde perché possano continuare a crescere e dare lavoro.

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5 thoughts on “SALVINI: «L’EUROPA? MIRA SOLO ALLE AZIENDE “BUSINESS TO BUSINESS”»

  1. Cara Paola.
    Anch’io non ho dubbi che Salvini sia “nella legge” per quello che dice, ma, in tutta franchezza, mi pare che sia solo un accalappia-citrulli.Qualcuno avrebbe dovuto informare il nostro parlamentare europeo di quanti milioni a fondo perduto arrivano ogni anno dall’Europa anche ai vivaisti pistoiesi, per i loro investimenti, attraverso i Piani di Sviluppo Rurale. Specialmente proprio alle aziende più piccole. Gli elenchi dei beneficiari sono pubblici e scaricabili dal sito della Provincia.

  2. Caro Riccardo credo che i fondi di cui tu parli siano destinati alle produzioni agricole per uso alimentari ma non ai vivai.
    In ogni caso Salvini ha detto subito di non conoscere il settore ne le relative problematicità.
    Resta il fatto che su tanti argomenti non può parlare oviene aggredito. E spesso

  3. Caro Riccardo credo che i fondi di cui tu parli siano destinati alle produzioni agricole per uso alimentari ma non ai vivai.
    In ogni caso Salvini ha detto subito di non conoscere il settore ne’ le relative problematicHe.
    Resta il fatto che su tanti argomenti non può parlare o viene aggredito. E spesso non ha torto se non perché non usa toni sfumati…

    1. Cara Paola.

      Solo dai PIF degli ultimi 2 anni sono arrivati contributi a fondo perduto, attraverso la Regione Toscana, che gestisce i fondi comunitari per l’agricoltura, per diversi milioni. E sono toccati ad aziende vivaistiche grandi e piccole. Per esmpio, anche il Nursery Park di Vannucci ha usufruito di questi contributi. Mentre nel passato i soldi dei PSR andavano soltanto ai vivai di piccole e medie dimensioni.
      Tornando a Salvini, mi pare che le aggressioni se le vada un pò a cercare, per farsi della propaganda a buon mercato. La sua presenza in TV credo comunque che sia seconda solo quella del Presidente del Consiglio.
      Condivido spesso quello che scrivi, ma Salvini mi sembra stia facendo il pieno del peggio che la nostra società può esprimere, facendo leva spesso sull’ignoranza e l’incompetenza dei cittadini su molte delle questioni sulle quali sbraita giornalmente.L’unico dubbio che ho è se lo fa consapevolmente e quindi cinicamente, oppure se anche lui, in fondo, è proprio così.

      1. Riccardo, io non credo che Salvini possa essere la soluzione per tutto, ma è evidente – volendo essere politicamente scorretto – che il peggio dell’Italia, che è poi quella più autentica e vera, si trova nei luoghi del potere e dove vengono prese le decisioni: nel Pd, e lo dico nel massimo rispetto dei singoli e degli elettori “ingenui”. Salvini è all’opposizione da almeno tre anni, e in tre anni, da Monti passando per Letta fino al Panariello minore il debito pubblico e gli sprechi sono aumentati. Assieme a scelte politiche di ogni natura dannose e dissennate.
        Salvini almeno pone un problema, che sempre esiste: e i problemi, come la sicurezza, i campi rom (discariche sociali), l’integrazione, la sovranità alimentare, il reddito degli agricoltori (che devono buttare via prodotti locali perché arrivano a meno da Polonia, Tunisia etc), l’assurdità dei mercati europei, la mancanza di una politica estera europea, l’idiozia delle sanzioni alla Russia etc… si risolvono solo se si riconoscono come tali e si analizzano. Perché esistono e sono complessi: il partito della spesa (Pd) li ignora ipocritamente lasciando di conseguenza il caos sociale su tutti i fronti. E’ la stessa ipocrisia per cui tanti “cattolici” o duropuristi della cosiddetta sinistra stigmatizzano le aperture domenicali dei centri commerciali, salvo poi passarci la domenica…
        Certo, quando Salvini dice “basta al parassitismo, la società si deve fondare sul lavoro” io mi chiedo dove si trovava (e dove vive) quando la Lega gestiva (e gestisce) le opere di “Padanaia ladrona” come la BreBemi altre “millemila”: guarda solo Expo https://www.youtube.com/watch?v=qIJy6TM-ONk http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/04/30/servizio-pubblico-expo-volevamo-davvero-cosi/366893/ quanto ha devastato le casse dello stato!
        Ho registrato Claudio Borghi che diceva “eliminando gli sprechi non si può pensare di far ripartire l’economia”: io penso invece che quest’ultima sia una battaglia di giustizia sociale da perseguire sempre e comunque, utile anche alla produttività complessiva del sistema paese. Piuttosto mi chiedo su cosa faccia leva il Pd per continuare a rimanere dove è: “l’ignoranza e l’incompetenza” dell’elettorato non mi sembrano sufficienti a garantire il consenso a un partito che: non si è fatto mancare nulla, da Mafia Capitale alle Cooperative in tutte le tangentopoli è sempre stato presente; ha bocciato la possibilità di abolire i senatori a vita; afferma di negare il genocidio armeno per non disturbare i turchi; ha “appoggiato” i nazisti ucraini che hanno fatto le stragi del Donbass; ha fatto del monte dei paschi ciò che sappiamo; impedisce lo svilupppo di una moderna politica energetica, dei trasporti e dei rifiuti, inseguendo trivellazioni e altre amenità; ha privatizzato, distruggendolo, il servizio idrico integrato (Publiacqua ha le tariffe più care d’Italia senza investimenti in fogne e acquedotti, mentre a Parigi e Berlino l’acqua viene ripubblicizzata); ha devastato la sanità toscana creando disservizi vergognosi a noi pistoiesi e non basterebbe una vita per continuare. Scusa Riccardo, mi spieghi come si fa ad affermare che il problema è Salvini?

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