sambuca. RIORDINO ISTITUZIONALE. FUSIONE SI O NO E SE SI CON CHI?

 

Castello di Sambuca Pistoiese

SAMBUCA. Negli ultimi anni nel nostro territorio si sono realizzate tre fusioni di comuni.

Abetone con Cutigliano, Piteglio con San Marcello e Granaglione con Porretta Terme.

La mia opinione su queste fusioni è positiva.

Sia perchè ai territori interessati sono state assegnate risorse aggiuntive sia perchè alcuni di quei comuni avevano serie difficoltà di bilancio.

Difficoltà dovute all’indebitamento accumulato e sopratutto allo spopolamento dei relativi territori.

Poche persone significano infatti ridotte attività produttive e quindi poca ricchezza prodotta. Chi sostiene il contrario lo fa molto spesso per posizione ideologica.

Posizione anacronistica. Intendiamoci, Io non sto sostenendo che le fusioni siano un bene in sè.

Dico più semplicemente che talvolta sono necessarie.

Lo sono quando il territorio è spopolato e le risorse prodotte non sono sufficienti per garantire servizi di qualità.

In questi casi può essere opportuno creare maggiore massa critica per avere economie di scala e più risorse a disposizione, perchè le fusioni sono incentivate da contribuzioni statali e regionali.

Sambuca è in ritardo su questo ineludibile processo di riordino a causa delle sue caratteristiche territoriali e geografiche. Siamo un grande territorio attraversato da quattro vallate: Limentra Orientale e Limentrella, Limentra Occidentale e Valle del Reno. Queste ultime due valli sono in forte odore emiliano.

La legislazione attuale, ci permette di fonderci con semplice referendum tra i comuni interessati, solo con Comuni confinanti della stessa Provincia.

Fabio Micheletti, Sindaco di Sambuca Pistoiese

Per i comuni di altra Provincia e di altra Regione le cose si complicano. Noi confiniamo solo con Pistoia, nell’ambito della Provincia.

Poi confiniamo con Cantagallo della Provincia di Prato e con Camugnano, Castel di Casio e Alto Reno Terme della città Metropolitana di Bologna.

Non confiniamo con San Marcello/Piteglio per intenderci e quindi a legislazione invariata non possiamo lavorare per il Comune unico della montagna pistoiese.

Fatto questo quadro necessariamente schematico della situazione, credo sia giunto il momento di avviare un serio dibattito all’interno della nostra comunità per decidere il da farsi.

Una riflessione che deve tenere conto non solo degli aspetti economici, politici e sociali ma anche della nostra identità, della nostra storia e delle nostre tradizioni. Non abbiamo nessuna intenzione di svendere il nostro territorio.

Non siamo, a differenza di altri comuni, con l’acqua alla gola, perchè abbiamo amministrato in questi anni, con la diligenza del buon padre di famiglia, riducendo drasticamente il nostro indebitamento e quindi la quantità di risorse da destinare al servizio del debito.

Il Monachino (comune di Sambuca Pistoiese)

Questo ci consente di ricercare una possibile aggregazione senza affanni . Sarà importante mettere i necessari paletti per avere garanzie di progresso e rappresentanza. In questo, il ritardo ci consentirà di far tesoro degli errori altrui.

Ora è importante approfondire il tema.

Protagonisti diventano i cittadini. Sopratutto, ma non solo, quelli che abitano il territorio 365 giorni all’anno. Io ascolterò la loro voce facendomene rappresentante fedele, senza per questo rinunciare ad esprimere la mia opinione.

È una discussione tutta da iniziare, il cui esito lo deciderete voi che mi leggete. Non esistono soluzioni precostituite.

Se poi l’esito del dibattito darà un’altra indicazione, ovvero che non è opportuna una fusione, ma preferibile valorizzare forme di cooperazione intercomunali quali ad esempio le Unioni Comunali, mi inchinerò alla vostra volontà.

Fabio Micheletti, sindaco di Sambuca Pistoiese

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