san marcello. E «FU FAP 90» ANNI FA

Aperta da ieri la mostra in ricordo della vecchia ferrovia. Lo rimarrà per tutto settembre
L’invito
L’invito

SAN MARCELLO. Continuano le iniziative per celebrare i 90 anni della Fap. Ieri, 18 agosto, a San Marcello è stata inaugurata la mostra per i 90 anni dall’inaugurazione avvenuta nel 1926, continuazione dell’esposizione già realizzata a Maresca lo scorso giugno e luglio.

Non è tuttavia la stessa mostra e molto materiale, proveniente dall’archivio Fap di San Marcello, viene esposto per la prima volta in pubblico.

Foto e documenti sono suddivisi ed organizzati dai curatori: Giancarlo Filoni, Roberto Manzani e Roberto Prioreschi, in due parti: la “Fap oggi” e la “Fap ieri”.

Nei 60 metri espositivi, pochi considerando la quantità di materiale ha disposizione degli organizzatori, pari a 5 volte quello esposto e che saranno pubblicati nel prossimo libro di Prioreschi, c’è spazio per il ricordo e per il rimpianto ma anche per un possibile futuro, se voluto, incentrato sul recupero totale del percorso, già disponibile in una tesi di laurea.

La mostra, dedicata ad Adriano Lori cultore della storia locale recentemente scomparso, è stata inaugurata da una preziosa esecuzione live con una tromba de Il Silenzio fuori ordinanza.

Sono seguiti gli interventi di Roberto Prioreschi, di Franco Tuci ultimo Presidente della Società Fap posta in liquidazione, di Andrea Ottanelli storico pistoiese, di Silvia Maria Cormio Sindaco di San Marcello e di Alice Sobrero Assessore alla Cultura del Comune.

“La Fap oggi – dice Prioreschi – è quella che aspetta (recupero della stazione di Pracchia), che non c’è più (casello del Pozzo Verde demolito dalla Provincia lo scorso anno), è quella scritta, è quella fatta di immagini virtuali (simulazione al computer) e quella dei modellini costruiti dai ferro-modellisti”

Un momento dell'inaugurazione
Un momento dell’inaugurazione

“Non una voce si alzò in difesa della ferrovia – riferisce Franco Tuci –, anzi tutti furono concordi nell’affermare la necessità della sua sostituzione, in quanto non serviva più a nessuno.

Chi oggi, a distanza di anni, si mette il distintivo «dell’io ero contrario» dice una sacrosanta bugia.

Nessuno in ambito istituzionale e civile vedeva nella ferrovia una prospettiva per il futuro.

La prospettiva – ha continuato Tuci – è stata intravista solo nel 1988, con la presentazione del progetto di una nuova ferrovia che ricalcando il vecchio tracciato, proseguiva fino all’Abetone: purtroppo anche questo è stato solo un giro di valzer”.

Andrea Ottanelli ha evidenziato l’importanza dell’ingente patrimonio storico, culturale, artistico e architettonico, fatto da testimonianze archivistiche, di archeologia industriale, iconografiche, e di tradizione orale, uniche nel suo genere e conservate in maniera lungimirante.

“Quello che è stato fatto in termini di salvaguardia – ha poi concluso – è un esempio di buona amministrazione. Dobbiamo ripartire da qui, da quanto fatto, per ripensare totalmente una viabilità della Montagna Pistoiese”

Giancarlo Filoni e Silvia Maria Cormio
Giancarlo Filoni e Silvia Maria Cormio

“Con dispiacere vediamo questo, ma fu una decisione frutto dei tempi – ha esordito il Sindaco di San Marcello – con le quattro ruote che imperversavano.

Una decisione forse disgraziata, che ci porta a dire, col senno di poi, che il treno poteva rimanere ed avere un uso diverso.

Queste iniziative servo a stimolare tutti. Noi pensiamo di aver dato il nostro contributo con il recupero della piccola stazione della Fap di Limestre in cui il Comune, insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, ha investito 170 mila euro.

Altri 200 mila euro, provenienti da un bando sempre della Fondazione, saranno utilizzati per il recupero del percorso ex-Fap”.

Alice Sobreo ha poi fornito ulteriori dettagli sul recupero della stazione di Limestre, dando rassicurazioni sull’archivio storico del Comune di San Marcello, messo in sicurezza e non più soggetto ad infiltrazioni di acqua piovana.

La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 10:30 alle 12:30, dalle 17 alle 19:30 e dalle 21 alle 22:30. Rimarrà aperta almeno fino al 15 di settembre e probabilmente anche nella seconda quindicina.

Al termine, il pubblico presente è stato salutato, da Giancarlo Filoni, uno degli ultimi macchinisti della Fap, con il fischio tipico del trenino, identico a quello che per l’ultima volta risuonò per San Marcello alle ore 20.15 del 30 settembre di 51 anni fa.

Per raccogliere i momenti di commozione che inevitabilmente colgono i visitatori, all’ingresso della mostra, gli organizzatori hanno prudenzialmente posto un capiente “lacrimatoio”.

Roberto Prioreschi al "lacrimatoio"
Roberto Prioreschi al lacrimatoio

Altro sulla Fap:

[Marco Ferrari]

Interno della mostra
Interno della mostra Fap

Riproduzione de "Il Trenino"
Riproduzione del Trenino

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