san marcello piteglio. ZONA FRANCA MONTANA E FISCALITÀ AGEVOLATA

Giannini: “darebbe slancio e rafforzamento alla crescita imprenditoriale e occupazionale nelle micro e piccole imprese localizzate nel territorio della nostra zona, oltretutto sarebbe un ottimo incentivo per chi ha voglia di venire a investire in montagna”

San Marcello Pistoiese

SAN MARCELLO-PITEGLIO. I problemi che assillano il sistema produttivo e i cittadini del nostro comune, sono tanti, ma uno di questi è veramente molto sentito, perché incide pesantemente su di essi, stiamo parlando della fiscalità vigente che grava sulle imprese e sulle persone.

Forse non tutti sanno che ci sono leggi e normative, tuttora vigenti, che permettono, attraverso un iter burocratico molto complicato, il conseguimento di una fiscalità agevolata richiedendo il riconoscimento di Zfm (zona franca montana), che farebbe molto bene al nostro sistema produttivo, alla popolazione residente e per estensione, a tutta la montagna pistoiese.

Come è noto a tutti, la montagna pistoiese è stata riconosciuta dalla regione Toscana, zona altamente disagiata, e come tale è nella condizione di richiedere tale riconoscimento, ma ottenerlo non è una cosa semplice, perché comporta una serie di formalità molto complicate, tali da scoraggiare chiunque, per cui sarà necessario affidare il compito ad un esperto del settore che segua la pratica fino in fondo, ma una volta ottenuto si prevedono importanti agevolazioni fiscali quali:

  • esenzione dalle imposte sui redditi
  • esenzione dall’IRAP
  • esenzione dall’imposta municipale propria
  • esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente

questo darebbe slancio e rafforzamento alla crescita imprenditoriale e occupazionale nelle micro e  piccole imprese localizzate nel territorio della nostra zona, oltretutto sarebbe un ottimo incentivo per chi ha voglia di venire a investire in montagna.

Altra questione da affrontare, sono le addizionali Irpef comunali, che gravano su tutta la popolazione del nostro comune.

Attualmente l’aliquota è allo 0,8 percento, cioè il massimo consentito, come pure l’Imu per le seconde case, anche questa al massimo consentito, 10,60 per mille, resta facile immaginare che aliquote più basse porterebbero un sicuro e diffuso benessere per tutta la popolazione e potrebbero incentivare una possibile ripresa del mercato immobiliare.

Altra questione importante sono le tariffe, questo, è un capitolo che dovrà essere affrontato con tutti i soggetti interessati, in modo da poter trovare dei margini, che esistono, per ricontrattare le stesse.

Per finire, si sa bene che l’Amministrazione comunale, per erogare i cosiddetti servizi, deve esigere che i cittadini paghino le tasse dovute, ma la popolazione è soddisfatta dei servizi che vengono erogati? Da quello che si sente in giro, e questa è convinzione diffusa, che ci siano molti sprechi, per cui sarà necessario avere l’opportunità di controllare e analizzare gli ultimi bilanci per capire come stanno effettivamente le cose.

Michele Giannini

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