san marcello. RIFIUTI NON CLASSIFICATI NELL’IMPIANTO DI TANA TERMINE

“La mancanza di certificazione – scrive in una nota Venusia Ducci capogruppo di opposizione per la Lista Futuro Civico – sulla natura dei rifiuti è inaccettabile tenuto conto del rischio all’ambiente circostante ed alla salute dei cittadini”
Tana Termini, materiale eterogeneo per compostaggio stoccato

SAN MARCELLO. Nella seduta dell’ultimo consiglio Comunale che si è tenuto il 7 marzo u.s . a San Marcello, avevamo richiesto di inserire un punto all’Odg per chiedere “informazioni sull’attuale situazione dell’impianto di compostaggio sito in località Tana Termine”.

Argomento che il mio gruppo di minoranza aveva già portato nel novembre 2017, denunciando lo stato di abbandono dell’impianto, che ricordo di proprietà della Sistemi Biologici srl (51% Cosea e 49 % di privati) dichiarata fallita nel marzo 2017.

Impianto che ancora a distanza di mesi, nasconde all’interno e sul piazzale tonnellate di rifiuti da smaltire.

Ciò che più ci ha sconvolto è venire a conoscenza del fatto che i rifiuti ad oggi non sono stati classificati, infatti “Non esiste alcuna certificazione rilasciata/emessa da Arpat in merito al materiale/rifiuto attualmente stoccato all’interno ed all’esterno dell’impianto ex Sistemi Biologici”.

Questa mancanza di certificazione sulla natura dei rifiuti è inaccettabile tenuto conto del rischio all’ambiente circostante ed alla salute dei cittadini ed è per questo che in sede di consiglio abbiamo nuovamente sollecitato il Sindaco a richiedere ad Arpat una certificazione formale relativa alla natura dei rifiuti.

Venusia Ducci

Abbiamo anche appreso che con ordinanza del Commissario Prefettizio n. 5 del 11/04/2017, il Comune di San Marcello Piteglio imponeva alla Sistemi Biologici di provvedere, per motivi di tutela e sicurezza ambientale, allo svuotamento delle vasche di raccolta di percolati ed acque di prima pioggia dell’impianto in quanto tutte le volte che piove, le acque reflue che vengono a contatto con i rifiuti stoccati all’aperto, vengono raccolte in apposite vasche per evitare che possano venire a contatto con il terreno vicino o entrare nel fiume Lima che scorre in prossimità dell’impianto.

La Sistemi Biologici è stata inadempiente, non ha ottemperato all’imposizione del Comune, che ad oggi provvede direttamente a questa operazione ricorrendo a soggetti in possesso di capacità e qualifica per farlo. Servizio che ha un costo (pagato da noi!) che ammonta a circa 15.000 €.

All’esito del dibattito abbiamo quindi chiesto nuovamente al sindaco, che ci venga presentata una certificazione dei rifiuti, tempi certi per lo svuotamento dell’intero impianto, e che l’amministrazione provveda ad insinuarsi al passivo fallimentare della sistemi biologici per recuperare le somme spese a causa dell’inadempienza di quest’ultima.

Il Capogruppo “Futuro Civico”
Avv. Venusia Ducci

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