sanità degli spregi. LA MONTAGNA HA IL DIRITTO DI VIVERE

«Fortunatamente assistiamo a gruppi spontanei che si assemblano per attuare forme di convivenza ed affrontare i problemi che si sganciano dalla “vecchia politica” e cercano di salvaguardare il proprio territorio»

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Non tutto il male viene per nuocere.

La direzione aziendale dell’Asl 3 Pistoia: Luca Cei, Roberto Abati, Lucia Turco. I benefattori della Montagna Pistoiese e non solo…

Lo prendiamo a pretesto, questo vecchio proverbio, per guardare il bicchiere mezzo pieno che la disputa sulla “riapertura” (chiamiamo ogni cosa in italiano e con il nome appropriato) del fu Ospedale Pacini sta scatenando sulla Montagna.

Parliamo di un bicchiere mezzo pieno; quello che sta “riempiendo” la popolazione della Montagna che prende finalmente coscienza del “problema sanità”.

Diciamo francamente che solo per la testardaggine e la pervicacia di pochi questo problema ha preso corpo e sostanza. Senza dovere fare nomi, è necessario che tutti quanti, per lo meno quelli liberi da vincoli di parte, ringrazino quei pochi che prima di altri hanno preso a cuore il problema e sono stati abbondantemente svillaneggiati dalla politica ufficiale che, inizialmente messa alle strette dal Comitato Recupero Ammanco in Comunità Montana, si è ritrovata a dover fare i conti sul campo con i cittadini che si sono svegliati anche con gli altri impellenti ed inderogabili problemi del territorio.

Perché è accaduta una cosa impensabile: la gestione della cosa pubblica è trapassata dalle alchimie delle alcove partitiche dove tutto veniva imposto e calato dall’alto, alla generale valutazione del cittadino – per lo meno quello intelligente – che riflette, parla, si confronta e decide e soprattutto non dimentica gli impegni presi pubblicamente e pubblicamente disattesi.

Diciamocelo francamente, “hanno” distrutto il territorio nelle sue varie forme: dai servizi essenziali (viabilità, commercio) a quelli apparentemente secondari ma non per questo meno importanti come il turismo.

E il Cei si faceva chiamare e si firmava «Avv.» pur essendosi iscritto all’Albo solo a fine 2015

Se con il fasullo problema del clima della Gretina all’Abetone, in inverno, dovesse piovere acqua calda, la Montagna cosa fa, muore?

Fortunatamente assistiamo a gruppi spontanei che si assemblano per attuare forme di convivenza ed affrontare i problemi che si sganciano dalla “vecchia politica” e cercano di salvaguardare il proprio territorio, con ciò cercando di salvare il proprio avvenire e quello dei propri figli che hanno diritto a scegliere dove vivere, come vivere e con quale qualità.

È oramai tardi? Non lo pensiamo, perché anche la politica nazionale è un magma in divenire che nessuno potrà onestamente prevedere nei suoi sviluppi.

Una cosa è certa: la Fortezza Bastiani, alias la Montagna Pistoiese, rappresenta solo poche migliaia di voti elettorali e quindi non vale niente per chi pensa di fare le proprie fortune in queste zone servendosi delle medesime come trampolino di lancio per avventure politiche più redditizie.

È necessario trovare altre forme e altri modi per fare comprendere che, comunque la si voglia mettere, la Montagna ha il diritto di vivere e di vivere non dignitosamente, ma bene.

Poiché chi scrive non ha mai coltivato l’esercizio del compromesso a oltranza, senza troppo fidarsi di chi intende rappresentare la Montagna, comincerei a elaborare un registro dei disservizi sanitari, con l’aiuto di tutti (singoli cittadini, Pro Loco e associazioni) e, creato un gruppo di legali, procede a livello di denunce amministrative e penali per i casi che quasi quotidianamente si verificano. A partire da un elisoccorso che solo dei cretini potevano collocare al Severmino…

Un’ultima annotazione di carattere politico: ma il Pci-Dc ex Pds ex Margherita ex Ulivo ex Ds, adesso Pd, ha ancora il coraggio di presentarsi alle elezioni?

Domanda: e gli altri? Risposta: gli altri, senza offesa, più intelligenti, hanno già capito prima e si sono già messi a zappettare lungo le strade…

In bocca al lupo, ragazzi!

[Felice De Matteis]


LA POLITICA, QUEL GARGOYLE CHE AMMAZZA LA GENTE 

Ecco i risultati della riforma Rossi-Marroni-Abati decretati e imposti a suon di esaltanti comunicati stampa

Lo sgombero del Pacini dopo il ‘potenziamento’

 

LA STORIA della Montagna la abbiamo vissuta noi – da Quarrata/news fino ad oggi Linea Libera – senza interruzioni.

Abbiamo seguito tutto passo passo. Abbiamo riunito la gente della montagna a San Marcello. Abbiamo raccontato che tutto il fantasy messo insieme dall’Asl di Rossi-Maroni-Abati e dal loro illuminato ufficio stampa era solo una grossa inculata per tutti.

Lo abbiamo ripetuto in tutte le salse e, proprio per questo, siamo stati colpiti dalla vendetta trasversale della politica di regime che in Toscana permea tutta la struttura politico-sociale-amministrativa etc. etc..

Lo sgombero della cucina dell’ospedale

Ma la verità è come il lardo delle ciccione che sono piene di maniglie dell’amore (forse meglio maniglie politiche): hai voglia a mettere strizzanti pancere e mutande di latta! Schizza fuori, come Dio, in cielo in terra e in ogni luogo. I problemi irrisolti tornano a galla come i cadaveri e la cacca.

Hanno fatto dire al proprio connivente ufficio stampa che l’Ospedale Pacini veniva potenziato. Hanno sostenuto che la sanità di intensità di cura era la soluzione ideale per questa sorta di Toscana-paradiso sovietico.

E ora ecco i risultati.

Cosa si può volere di più? Combattete, gente dell’Appennino! Il miracolo – Rossi e la sua Banda Bassotti – lo hanno già fatto: ora dovete fare di tutto perché i cocci vengano rimessi insieme. Ma non a caso.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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