sanità dei tagli. IN REGIONE SI PENSA AD UNA MOZIONE UNICA PER I PICCOLI OSPEDALI MENTRE L’EMORRAGIA DEI SERVIZI IN MONTAGNA NON SI ARRESTA

La solita ammuina politica. E al Piot Pacini sono spariti: diabetologia, reumatologia, pneumologia, mentre logopedia e ortopedia sono presenti solo alcuni giorni la settimana

Piot Pacini di San Marcello

FIRENZE-SAN MARCELLO. [M.F.] In Regione Toscana invece di attuare le mozioni approvate, come quella che prevede la “zona disagiata” per la Montagna Pistoiese, primo passo per ripristinare l’Ospedale Pacini con le funzioni che aveva fino al 2012, compreso il pronto soccorso, si pensa di riunire tutte le mozioni presentate in un unico documento da portare agli Stati generale della Sanità.

Lo comunica Irene Galletti (M5S) in cui si dice favorevole a condividere una discussione unica sui presidi periferici. Fra gli esempi portati la situazione di Volterra e di Pitigliano.

“Abbiamo accolto la richiesta avanzata da Donatella Spadi, consigliera regionale del Partito Democratico, di radunare tutte le mozioni riguardanti i piccoli presidi ospedalieri toscani all’interno di un’unica proposta, da portare agli Stati generali della sanità con un solo intento: quello di riunire tutte le istanze della rete dei piccoli presidi, in modo da riuscire ad armonizzare investimenti e interventi e non creare disparità.”

“Questo però non significa che rinunceremo a portare al tavolo delle trattative le richieste avanzate dai territori. L’ospedale di Pitigliano deve essere riportato all’efficienza e all’offerta di salute di quando era un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale, mentre Volterra ha bisogno di un reparto di terapia intensiva e sub-intensiva in grado di garantire i cittadini della Val di Cecina.”

“Pertanto questa mozione collettiva non deve essere intesa come una volontà di recedere dalle nostre mozioni originarie, bensì è la dimostrazione che siamo disponibili a condividere una strategia con tutte le altre forze politiche in Consiglio, per non penalizzare nessun territorio. Collaboreremo nell’interesse dei toscani, ma non accetteremo altri posticipi, perché i cittadini che abitano le periferie toscane stanno attendono già da troppo tempo che vengano discusse le loro giuste richieste e meritano di essere trattati con la stessa dignità di coloro che abitano nei centri più popolosi della nostra regione.”

La solita ammuina politica giusto per far vedere che viene fatto qualcosa e prendere o perdere tempo.

Nel frattempo in montagna l’emorragia dei servizi non si arresta: turni delle Guardie mediche accorpati, pediatra non più presente e al Piot sono spariti: diabetologia, reumatologia, pneumologia, mentre logopedia e ortopedia sono presenti solo alcuni giorni la settimana.

E meno male che durante la manifestazione per l’Ospedale del 2019 in piazza Matteotti a San Marcello i consiglieri di maggioranza glorificavano il “protocollo Rossi” appena sfornato, fra l’altro mai attuato, con la metafora del “tiro alla fune” e del tenere la posizione dopo aver guadagnato terreno.

Risulta anche a voi l’arretramento dei servizi al Piot?

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