sanità “digitale”. DITA DI QUA, DITA DI LÀ, NOI SIAMO UN’ASL DI QUALITÀ!

A Firenze l’Asl di Morello Marchese rimette le dita al titanio agli artrotici d’Arno. Ma ai pistoiesi non toccherà mica un bel “Dito” di Cattelan?
A ciascuno il suo (dito)

ORA POTREMO GRATTARCI SENZA PROBLEMI?


Prima o poi camminerà sulle acque…?

 

FIRENZE-PISTOIA. La dott.ssa Daniela Ponticelli, responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione dell’Asl Toscana Centro, dopo essere stata comunicatrice ufficiale e contemporaneamente portavoce del fu direttore generale della sanità di Pistoia, dottor Roberto Abati – una carica, va detto e sottolineato, in perfetta incompatibilità con le disposizioni della legge 150/2000 e con i pareri dell’Ordine dei Giornalisti: ma senza che nessuno, finora, abbia mosso un dito per i necessari e doverosi provvedimenti disciplinari del caso – stamattina, 1° ottobre 2019, è uscita con questa immagine (ovviamente senza il Dito di Cattelan), su WhatSapp aziendale, corredata dal comunicato che segue:

Azienda UsI Toscanacentro Informa. Protesi al titanio per le dita danneggiate dall’artrosi al Palagi di Firenze e la rete aziendale chirurgia della mano. Questo pomeriggio alle 17.30 ne parleranno a Rtv38 (canale 15) i dottori Laura Martini e Giacarlo Caruso e Lorenzo Preziuso dell’equipe coordinata da Andrea Vitali.
Fisioterapia all’avanguardia e personalizzata. In replica il 2 ottobre alle 10.30.

Ci fa piacere che l’Asl di Paolo Morello Marchese – emanazione dell’intelligenza dell’assessorA Stefania Saccardi, a sua volta protesi dell’illuminato socialista Enrico Rossi e (se le cose vanno male per i toscani) probabile successorA del medesimo sul soglio del Giglio Magico di Firenze – abbia deciso di ridare le dita ai toscani artrotici (e anche asfittici, se hanno apprezzato i riordini della sanità decisi dal Pd, oggi non più contrastato neppure dai grilli canterini, un tempo acerrimi nemici di Rossi e, domani, alleati come in Umbria… – che ne pensa Quartini?).

Paolo Morello Marchese, il re dei re

Da parte nostra, siamo, però, molto preoccupati che ai pistoiesi che bazzicano il grandioso San Jacopo, detto volgarmente «canotto» o «gommone» perché nuota sulle acque della Bassa Ombronica pistoiese, non tocchino dita al titanio, ma solo e soltanto un dito – e molto probabilmente indirizzato all’orifizio verso il quale vola di solito il famoso «uccello padulo» –; un dito «grosso, tornito e lungo» come il ben noto fungo della dissacrante canzone del fiorentino Riccardo Marasco.

E per chiarire questo non secondario orrido particolare, chiediamo ufficialmente, sia alla dott.ssa Ponticelli che ai suoi beneamati PaDroni della direzione generale dell’Asl Centro, se è vero o no che l’ospedale San Jacopo di Pistoia non ha (come abbiamo sentito dire da fonte che riteniamo certa) una polizza assicurativa che salvaguardi i pazienti e li risarcisca contro i danni causati da medici e personale ospedaliero.

Per essere più chiari, la domanda è questa:

Dott.ssa Ponticelli, è vero o no che l’ospedale San Jacopo di Pistoia non ha un’assicurazione per responsabilità civile contro i danni medico-ospedalieri subìti dai pazienti?

Siamo convinti che non bisogna avere la laurea per capire la domanda e neppure per rispondere; e restiamo in trepida, ufficiale attesa di lumi chiarificatori in merito.

Quanto aspettiamo? 5 giorni? Sì. Passati i quali, invieremo tutto al difensore civico regionale e – perché no? – anche all’Anac. Non sia mai che scappi fuori una verità sgradita ai compagni PaDroni conquistadores del mondo!

NOTA. Un piccolo successo. La Dottoressa Ponticelli sta migliorando in ortografia.

Un tempo, quando era in posizione incompatibile a Pistoia, nei suoi comunicati-stampa scriveva sempre «equipè». Oggi è sulla buona strada perché ha evitato la «è accentata aperta».

Il secondo passo sarà quello – speriamo – di apprendere che la parola è francese e che si scrive «équipe» con «é accentata chiusa iniziale»?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Non è mai troppo tardi
[a cura del M° Alberto Manzi]


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