sanità in montagna. VACCINARSI: “UN CALVARIO BUROCRATICO”

Lo segnala Marco Poli rappresentante per la Montagna della Lega Nord, alla Consulta della Salute della Montagna Pistoiese, chiedendo di ripristinare il precedente protocollo di prenotazione “più semplice e funzionale”
Marco Poli, Lega Nord

SAN MARCELLO. Spett. membri della consulta per la salute, con la presente sono qui a porre l’attenzione su un problema che mi è stato recentemente segnalato da alcuni genitori sull’ospedale di San Marcello.

Prima della riorganizzazione sanitaria della regione di fine 2015, ogni qualvolta che vi era un nuovo nato nei comuni della montagna, arrivava una lettera a casa dei genitori per le vaccinazioni.

A questo punto i genitori si recavano all’ospedale Pacini e l’infermiera organizzava il calendario delle vaccinazioni. Gestendola in autonomia e senza troppi problemi.

Da dopo la sopracitata riorganizzazione, che ha prodotti tanti danni in sanità, questo non avviene più e bisogna passare necessariamente dal Cup.

Questo ha prodotto diversi problemi che andrò ad indicare:

  1. Al Cup come avviene per tutte le altre visite, spesso non c’è il calendario degli appuntamenti e questo costringe i genitori a lunghe code per poi arrivare ad un nulla di fatto.
  2. In caso il bambino sia malato poco prima della data di una puntura ( e quindi ovviamente non possa fare il vaccino), prima bastava telefonare all’ambulatorio e l’infermiera, spostava semplicemente la vaccinazione alla settimana dopo in autonomia. Ora c’è tutta la complicanza della procedura Asl dove se non si disdice per tempo bisogna pagare comunque la visita e il ritorno al Cup per riprendere appuntamento.
  3. Sempre per il calendario “pazzo” del Cup si viene indirizzati per le vaccinazioni in altri posti come Agliana o Pescia, pur di farli nei tempi previsti, invece che nella comodità della nostra montagna.
  4. Le vaccinazioni devono essere fatte in determinati tempi e con questi contrattempi si rischia che non avvenga.

Chi mi conosce sa che sono per la libertà vaccinale, ma così come bisogna tutelare il diritto di chi non vuol vaccinare i propri figli, si deve far si che chi invece sceglie di vaccinarli sia altrettanto tutelato, e così non è al momento.

Con la nuova legge nazionale sui vaccini si chiede di farne 12 ai genitori, che in queste condizioni diventa un calvario nella nostra montagna, quando invece era un protocollo perfettamente funzionate.

Com’è possibile che con i pochi nati che abbiamo in montagna, si sia reindirizzati in altri comuni della piana? È un altro sistema per levare qualcosa che funzionava bene in montagna. Inoltre la schizzofrenia di dover passare dal Cup è davvero necessaria in un’area come la nostra?

Segnalo questo problema alla consulta e chiedo di vigilare anche su questa ennesima stortura della sanità ai danni della montagna pistoiese. Chiedendo di adottare tutte le pratiche per poter tornare al vecchio sistema, più semplice e funzionale.

Questa lettera sarà protocollata al sindaco di San Marcello Piteglio in quanto presidente dell’unione dei comune e al vicesindaco dello stesso comune, in quanto vicepresidente della Società della Salute.

Cordiali saluti

Marco Poli
Lega Nord Montagna Pistoiese

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