sanità & liste di attesa. AMMALATEVI, CHE VI CURIAMO NOI (NEL TREMILA)

Prevenire è curare
Prevenire è curare

PISTOIA. La migliore cura per le malattie è la prevenzione, un principio talmente elementare da essere alla base di qualsiasi sistema sanitario, tanto che il compianto Massimo Catalano di Quelli della Notte avrebbe potuto tranquillamente sentenziare: “È molto meglio non ammalarsi che guarire”.

Il concetto cardine dovrebbe trovare applicazione però in ogni ambito sanitario e non solo dove e quando fa comodo al sistema.

Tra un po’ inizieranno a fracassarci i cabbasisi con il vaccino antinfluenzale, mentre le giornate della prevenzione, importanti ma demagogiche, si sprecano.

A leggere poi la riforma sanitaria di Sua Sanità Enrico II si rimane letteralmente estasiati dalle vette raggiunte dal pd-pensiero così mirabilmente illuminato. Ne sanno qualcosa i montanini del Pistoiese che hanno barattato un ospedale efficiente, risparmioso, che contribuiva, pensate un po’, a diminuire perfino le liste di attesa, con la medicina d’iniziativa e una manciata, per tenere buone le associazioni del terzo settore, di strutture farlocche.

Se la sanità nazionale declinata in 20 staterelli, non funziona e sta andando verso il collasso, il problema non è del sistema e di chi lo gestisce, ma dei medici che prescrivono troppe visite di controllo e del cittadino che va convinto per legge che sta bene.

Se gli ospedali tra dicembre e febbraio espongono il cartello “tutto esaurito”, non è dovuto alla scarsità dei posti letti, cronica durante tutto l’anno, e all’attuazione di politiche sbagliate, ma del cittadino che non si è vaccinato.

Il Sindaco Bertinelli [foto Uff. stampa Comune]
Il Sindaco Bertinelli [foto Uff. stampa Comune]

Se per una signora di 70 anni viene richiesta una colonscopia e le è concessa a un ad un anno e mezzo di distanza (! – vedi il tirreno-gelocal-it) è perché sta bene: la signora e i suoi familiari, quindi, stiano sereni – direbbe Ser Allocco, citazione da Il fratello più furbo di Sherlock Holmes.

La Toscana è risaputo ha il miglior sistema sanitario della galassia, se però la signora non è convinta ha due possibilità: va a pago oppure, se vuol accedere a sistema sanitario, abbia almeno, prima, la compiacenza di ammalarsi.

Bisogna convincersi che i problemi non ci sono, soprattutto in sanità. Bisogna prendere esempio da Bertinelli, il Sindaco di Pistoia nonché presidente della conferenza aziendale dei Sindaci, il luogo principe per affrontare le questioni sanitarie del territorio.

Con un ospedale nuovo, uno vecchio, uno potenziato (San Marcello) e uno da potenziare (Pescia), la conferenza dei Sindaci dovrebbe essere permanente, ma se così non è e il Sindaco di Pistoia, come sembra, troverà perfino il tempo di fare una capatina in quel di Cutigliano a parlare, il 27, di fusioni (vedi La Nazione del 10 novembre), è perché va tutto bene, ma non scomodiamo la marchesa – tantomeno il Marchese, occupato nelle cacce al tesoro del Ciocco con la piddina famiglia Marcucci!

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Paolo Morello Marchese fa aggiornamento professionale al Ciocco con le cacce al tesoro da 100mila €

Basta e avanza la logica-filosofica di Catalano a cui tanti politici si rifanno: per risolvere i problemi, bisogna convincersi che questi non ci siano; e se non ci sono perché dovrebbero essere risolti?

L’unica prevenzione che sta a cuore ai P[aladini] della D[emocrazia] – Rossi, Saccardi & compagni vari –, è quella anti-referendum, dei 55 mila cittadini che liberamente, senza costrizioni partitiche, trasversalmente, chiedono di poter far esprimere la Toscana sul guazzabuglio sanitario di Rossi-Marroni-Saccardi & compagni vari.

E ora guardate cosa ha risposto Rossi sulla questione dell’anziana e della colonscopia e grattatevi… in testa.


COSÌ PARLÒ ROSSITHUSTRA

 

Rossi Monarca del GranducatoUN NOSTRO LETTORE, Simone Agostini, ha inoltrato la storia della coloscopia a Rossi e, come avrebbe detto il Manzoni, “lo sventurato rispose”:

Gentile signor Agostini,
ho letto l’articolo allegato e comprendo bene il suo disappunto.

Come evidenziato anche dal pezzo la lista di attesa non segue solo l’ordine di prenotazione ma anche e soprattutto quello di urgenza della visita. Se il medico di famiglia, colui che ha prescritto l’esame, ritiene che l’esame abbia carattere d’urgenza deve evidenziare il Codice U, chiamare il centro di prenotazione per richiedere la prestazione entro le 72 ore.

Nonostante la sanità toscana sia considerata di buon livello da una valutazione riconosciutaci dal Ministero della Salute sappiamo bene che si può e si deve ancora migliorare. Il giudizio del Ministero si riferisce alla misurazione annuale delle capacità delle Regioni di erogare l’assistenza e le cure essenziali per le quali la Toscana è al vertice per le cure ospedaliere e siamo la regione con la più alta percentuale di prestazioni migliori della media e la più bassa percentuale di prestazioni peggiori.

Il problema delle liste di attesa purtroppo è reale e la assicuro che stiamo cercando di trovare soluzioni condivise e rapide per migliorare la situazione. Proprio per questo a settembre dello scorso anno abbiamo lanciato un piano straordinario regionale e lo abbiamo finanziato con 10 milioni di euro.

La sanità di Rossi prima e dopo la sua riforma toscana
La sanità di Rossi prima e dopo la sua riforma toscana

L’obiettivo è eliminare le criticità strutturali. Per abbattere le numerosissime richieste la Regione ha varato un piano straordinario che potesse definire in maniera puntuale l’orizzonte entro il quale la Toscana svilupperà la sua attività di miglioramento della gestione dei servizi di diagnostica e ambulatoriali. Il nostro obiettivo finale è quello di ristabilire l’equilibrio tra numero di richieste e tempi di attesa per un esame.

Un altro aspetto che abbiamo deciso di fronteggiare per abbattere i tempi di attesa è quello di richiedere una penale a chi non si presenta ad un appuntamento programmato senza disdire.

Questo atteggiamento comporta due danni alla comunità: quello economico e, a mio giudizio quello ancora più grave, l’allungamento delle liste di attesa poiché in questo modo il servizio sanitario ‘spreca un posto libero’.

Come capirà, tutto questo allunga le liste d’attesa e noi possiamo farci ben poco, se non cercare di recupera il danno economico. Il resto tocca a tutti i cittadini a cui chiediamo di fare gioco di squadra con noi.

Inoltre, da febbraio 2015 è stato attivato il numero verde regionale 800-556060 per aiutare i cittadini nella risoluzione dei problemi legati alle liste di attesa. Il numero è attivo per le visite specialistiche più richieste (Visita ginecologica, Visita cardiologica, Visita chirurgia generale, Visita dermatologica, Visita otorinolaringoiatrica, Visita urologica, Visita neurologica, Visita oculistica, Visita ortopedica) nonché per alcune prestazioni di diagnostica (Ecografia all’addome, tac torace, tac addome, RM encefalo).

La nostra sanità è un sistema molto articolato e complesso dove siamo costantemente impegnati a consolidare ciò che funziona e a migliorare quelle situazioni che ancora non hanno raggiunto livelli adeguati e per essere efficaci in questo nostro lavoro, anche il riscontro dei cittadini è fondamentale.

Con i miei più cordiali saluti,

Enrico Rossi

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3 thoughts on “sanità & liste di attesa. AMMALATEVI, CHE VI CURIAMO NOI (NEL TREMILA)

  1. Un quesito al Rossi:
    se uno ha l’appuntamento come sopra si legge nel maggio 2016 e nel frattempo “tira le cuoia”, questo intelligentone pretende che l’appuntamento sia disdetto? Da chi? dal Padre Eterno o da Satana? Ma questo è proprio stupido!

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