SANITÀ: NUOVI SERVIZI, NUOVI PRIMARI, ORGANIZZAZIONE PIÙ SNELLA IN UN QUADRO DI SOSTENIBILITÀ? LA CGIL NON È D’ACCORDO

Il sindacato ribatte: «Aspettative frustrate nei tempi di attesa e nella possibilità di accedere alle stesse strutture ospedaliere». «È il lavoro stressante degli operatori che fa stare in piedi l’azienda». Una tipologia di relazioni sindacali quanto meno bizzarra
Il San Jacopo
Il San Jacopo

PISTOIA. Medici e paramedici della Cgil-Funzione Pubblica di Pistoia contestano le affermazioni della Direzione dell’Asl 3. Ecco il testo della presa di posizione:

Facendo riferimento alla nota prodotta dalla Direzione della Asl 3 di Pistoia e pubblicata dalla stampa locale nei giorni 29 e 30 gennaio scorsi, la Funzione Pubblica Cgil Sanità – comprensiva delle rappresentanze del Comparto e della Dirigenza sanitaria ed amministrativa – deve dare atto delle innovazioni introdotte soprattutto in ambito ospedaliero.

Nel fare ciò le scriventi Oo.Ss. non possono, però, evitare di mettere in luce che, ancora una volta, la Direzione pone in relazione diretta l’innovazione ed il cambiamento con il miglioramento della qualità assistenziale portando a supporto solamente l’opinione personale di singoli professionisti.

In contrapposizione a quanto espresso da questi stimati e qualificati dirigenti sono pervenute e continuano a pervenire agli estensori della presente molteplici e reiterate proteste da parte di gruppi di operatori afferenti a diverse aree lavorative ed utenti le cui aspettative continuano ad essere frustrate nei tempi di attesa, nella possibilità di accedere alle stesse strutture ospedaliere presenti sul territorio in cui risiedono.

Tutto questo non ha ovviamente niente di personalistico ma è riferibile ad elementi molto concreti come la carenza degli organici, la mancata declinazione dei carichi del lavoro in funzione dei cambiamenti stessi apportati nonché della necessità di rimediare a vecchi squilibri, una carente gestione del clima interno, la mancata creazione di un pool sostituzioni di infermieri e operatori socio sanitari, i turni di lavoro sempre più pesanti, la mancanza di una reale prospettiva di crescita professionale attraverso un sistema decisionale tendenzialmente monocratico, la incongruità del modello per intensità di cure in funzione delle dimensioni della rete ospedaliera pistoiese testimoniata dal perdurare del fenomeno dei ricoveri “in appoggio” al di fuori dei setting di competenza.

Queste affermazioni che sono finalizzate a dare piena rappresentazione ai diritti dei lavoratori e dei cittadini, in piena coerenza con la storia remota e presente degli organismi sindacali scriventi, non può essere confusa da parte di nessuno con disprezzo per l’operato ed il sacrificio degli stessi lavoratori. Operato e sacrificio che al momento costituiscono l’unico elemento incontrovertibile di tenuta del sistema sanitario pubblico locale.

L'inaugurazione del San Jacopo
L’inaugurazione del San Jacopo

Sorprende, infine, che dopo mesi di richieste senza risposta relative al piano assunzioni, l’Azienda pistoiese abbia deciso di fornire le prime informazioni in merito solo a mezzo stampa, propendendo così per una tipologia di relazioni sindacali quanto meno bizzarra.

A questa sorprendente modalità di confronto si aggiungono di fatto ammissioni esplicite sulla necessità di consolidamento degli organici, della valorizzazione delle competenze e della sussistenza di problematiche sul “San Jacopo” seppure mascherate da toni ed affermazioni a tratti non particolarmente corretti.

Le scriventi Oo.Ss. si impegnano a garantire con il massimo sforzo una piena fruizione del diritto all’assistenza ed al lavoro per cittadini e lavoratori.

F.P. C.G.I.L. Sanità Pistoia, F.P. C.G.I.L. Medici Pistoia

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