sanità toscana & team building. MA AVESSERO FATTO UNA SOLA PAROLA!

La Nazione, 29 ottobre 2015
La Nazione, 29 ottobre 2015

PISTOIA. Dunque, 117 dirigenti delle Asl toscane si sono dati convegno, o sono stati “coscritti”, per due giorni nei locali del Ciocco, in Lucchesia, fabbricato a quattro stelle del compagno senatore P[partito] D[issolutore] Marcucci.

Spesa di € 100.000 circa “rubati” dalle nostre tasche.

Non ci sorprendono le dichiarazioni di quella “costola” del rosso-Renzi che si chiama Paolo Morello Marchese perché quando si nasce “organici” non ci si può premettere di essere autonomi e liberi e quindi, questo niente affatto povero Paolo Morello Marchese, possibile destinatario di battutacce in rima goliardica, ci fa pena, anche se, caso mai lo avessimo sotto mano per trenta minuti, ci faremmo “delucidare” sulla fonte di siffatte trovate.

Quello che “ci fa specie” è che 117 professionisti (!), dirigenti, fra medici e amministrativi, si siano lasciati addomesticare, come un gregge neppur belante, alle insane baggianate di “padri-padroni”, e abbiano docilmente obbedito, loro, nati e vissuti sotto bandiera-rossa nel segno della libertà di critica e indipendenza mentale. Della serie: non comprendo ma mi adeguo (poi riscuoto e mi dileguo…).

Primari di Medicina e di altre specialità, gente che dovrebbe rappresentare la scienza e la salvezza dell’umanità, “costretti” (ma consci e, per questo, conniventi e corrèi, dato che la libertà intellettuale la hanno imparata nelle file del sessantotto e post, sui princìpi, anche, dell’onda del donmilanismo che non poteva bocciare), “costretti” – si diceva – a competere in una caccia al tesoro e all’ascolto di musica e altro genere di “puttanate” solo perché dipendenti delle varie aziende sanitarie e. quindi, senza diritto di contestare la loro professionalità dinnanzi a politici inqualificabili ai quali, non possiamo pensare altrimenti, da uomini liberi, avrebbero potuto e dovuto sputare in faccia.

La Nazione, 30 ottobre 2015
La Nazione, 30 ottobre 2015

Seguendo un percorso logico, evidentemente, questa “crema” delle Aziende Sanitarie di Firenze-Prato-Pistoia e Empoli, una volta accortisi dello sfregio alle loro professioni, non si sono avvalsi della facoltà di mandare affanculo i “mentori” di questa pagliacciata, ma ad essa si sono docilmente asserviti, chini & proni – ma soprattutto dimentichi, forse perché la loro preparazione culturale non va oltre la cellula di partito, che perfino quel bifolco di Bertoldo, pur di non chinarsi dinanzi al re Alboino, decise, sì, di entrare nella sala del trono, ma rigorosamente «a culo addietro», come si diceva una volta.

Mentre penso a questi “Generali Paura” che hanno in mano – speriamo non debba accadere a me – le vostre vite, mi viene in mente il prof. Pagliai, chirurgo; il dott. Reali, ortopedico; il prof. Cinque, pediatra; il dott. Brancolini, pediatra: e oltre non vado. Mi rivolgo a qualche “vecchio” della Sanità: ve lo immaginate come avrebbero reagito dinnanzi a simili situazioni?

Probabilmente nel gommone San Jacopo avrebbe preso a funzionare una sala operatoria in più rispetto alle sei attualmente operanti, a fronte delle tredici previste e attuate “su carta” e sui nostri ormai pochissimi soldi…

I signori apicali di nomina politica, in numero di 117, dovrebbero vergognarsi. Nessuno di loro ha inviato una nota di dissenso alla “velineria” della rispettiva azienda per denunciare questa “capitis deminutio” operata nei loro confronti; anzi: stai a vedere che questi due giorni di cialtroneria legalizzata saranno anche riconosciuti come trasferta ai fini economici!

morello_marchese_paolo
Paolo Morello Marchese

Allora, il sicuramente compagno Paolo Morello Marchese, al quale qualche rima goliardica prima o poi dedicheremo, dorma pure sogni tranquilli: finché avrà a che fare con simili professionisti, è assolutamente al sicuro.

Che fai Morello, figlio bello, cinguettante ne’ boschi qual nobile augello, inviti anche noi di Linee Future – i primi a sgamarti – alla prossima scampagnata? Tanto, compagno, è tutto già pagato, anzi, come risulta tu abbia detto, era tutto previsto nel relativo capitolo di spesa.

Quale capitolo di spesa? Quello del Marchese del Grillo? O quello del capo-branco “ciuffo o ciocco” del senatore Marcucci?

E di voi, coorte dei 117, nessuno ha niente da dire? Ma non vi vergognate? Non diventate nemmen… Rossi?

Ahhh, dimenticavo: non ci sono più donatori dell’Avis. E tutto il sangue è finito in acqua…


MA QUANTE NE HA VISTE L’ITALIA!

 

Una tessera del Pnf
Una tessera del Pnf

 

MA L’ULTIMA che mi viene in mente è l’aut aut dinanzi al quale il Fascismo pose i cattedratici delle Università con la scelta “tessera o non tessera” del Pnf.

Anche lì successe la medesima cosa del Ciocco, con solo un piccolo particolare diverso: una decina (o undicina o altro, non ricordo bene) d’uomini, preferì lasciare il posto per non doversi chinare al partito.

In sanità c’è una leggenda metropolitana che gira per il gommone-San Jacopo – e se è vera è, ipso facto – anche grande.

Si dice che un professionista dell’Intersindacale Medica abbia fatto, all’inizio delle mannaiate sulla sanità volute dalla trojka Abati-Turco-Cei, la proposta più semplice del mondo: “Diamo tutti le dimissioni in massa e saranno in ginocchio”.

Risposta? Zero. Perché rinunciare a tascate su tascate di euro – anche se gli stipendi dell’Asl di Pistoia sono i più bassi della Toscana e fra i più bassi d’Italia – non fa comodo a nessuno.

Testa di cazzi, maiolica di Francesco Urbini (1536)
Testa di cazzi, maiolica di Francesco Urbini (1536)

Il Papa – dice un dissacrante carme burano –, se andiamo a vedere bene la cosa in senso etimologico, viene dal verbo «papare» con il significato di «pappare, magnare». E… pancia piena, si sa, non conosce digiuno: meglio stridere un po’, tanto, poi, ci si unge con uno stipendio che (via…!) non è poi così malaccio.

C’era un filosofo che cercava l’uomo con la lanterna. Ma non lo trovò, che io sappia. Così accade nella sanità toscana. Tutti leoni: ma meglio finire coi piedi nella mota del Ciocco piuttosto che mettersi a fare polemica, non sia mai che…

Sarà forse per questo che Francesco Urbini, pensando al coraggio degli italici, nel 1536 realizzò questa straordinaria maiolica dal titolo emblematico di “Testa di cazzi”?

Buona domenica da Linee Future (e grazie a Philippe D’Averio, che ci ha suggerito la dotta citazione in una delle sue straordinarie trasmissioni).

Edoardo Bianchini


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