san[t]ità. A PISTOIA PIÙ DIRETTORI D’AREA CHE AGHI IN UN CACTUS

L’amara situazione di un’area in cui tutti i fondi sono convogliati, concentrati e male, su pochi capoccia, lasciando a secco il bacino d’utenza più consistente dopo Firenze
Il Tirreno, 21 giugno 2016
Il Tirreno, 21 giugno 2016

E in mezzo ai campi camminar vedéa
il re Didone e la regina Enea…

 

PISTOIA. Qualche giorno fa Il Tirreno ha stilato una notevole opera d’inchiostro addottorandoci su quante punte ci sono a Pistoia. Punte nel senso di vertici della sanità, per un bacino di utenza – ci dice – che è secondo solo a Firenze. Così ci ritroviamo, come al solito, con un bell’esercito di Masaniello: generali dappertutto e, in truppa, tre o quattro militi di bassa forza, con le pezze al culo e le scarpe bucate.

Tutto questo succede, o pistoiesi felici che votate Pd e che baciate la pantofola a Rossi, in una terra di mezzo – direbbe il signore degli anelli (di totano) – che sta sui corbelli a tutti, ma che viene tacitata, se ben guardate, con una larga distribuzione di “forcate di concio”.

Quanto Enea (che non è una donna, come i più credono) scende negli inferi, per passare Cerbero che ha voglia di papparselo, la Sibilla gli getta un’offa al miele, cioè una focaccia. Quando Dante a sua volta discende, Virgilio, al contrario, gli butta nelle canne (della gola) delle manciate di mota.

Rossi e la sua guida, Morello Marchese del Ciocco, ha gettato nelle canne dei medici pistoiesi, da sempre sottopagati – come abbiamo scritto spesso – rispetto ai loro colleghi di altre Asl, lo stercus diaboli, il denaro, che il caro Francesco definirebbe cacca di Satana: così, si dice in campagna, tutti contenti e tutti pari.

Così, aggiungiamo noi, si fidelizzano ancor di più i servi, che, a loro volta, intimidiranno infermieri e Oss quando cercheranno di rizzare la testa o penseranno di ribellarsi per turni di servizio da Ville Sbertoli.

Area Asl ex 3, Pistoia: dirigenti
Area Asl ex 3, Pistoia: dirigenti

E in parte tutto questo è già accaduto. È accaduto perché già dopo gli interventi di qualche sindacato non organico sul “caso dipendenti e analisi del sangue”, alcuni infermieri che si erano fatte quelle analisi da sé hanno iniziato a brontolare perché del caso se n’era parlato sin troppo: preferivano che tutti facessero silenzio in attesa dell’indulgenza in virtù di un giubileo della misericordia dei gestori dei nostri quattrini di cittadini dissanguati nel portafoglio? Aspettavano il perdono di Dio?

È vero: il potere è terribile. Ma è altrettanto vero: chi nasce servo – e alcuni dipendenti dell’Aslona Centro Toscana lo sono nati – tale resta e tale muore. È vero quello che diceva Confucio: se vuoi la bicicletta, pedala! In termini campagnoli: vi fa bono essere becchi e bastonati; è quel che vi meritate. Ve lo ricordate Cinico Tv? Era un programma di sinistra…

E tutto il rumore è partito – come sentiamo dire – dal fatto che l’ufficio anticorruzione non vuole indagare sui medici e i dirigenti autoanalizzati? E perché il popolo deve essere alla gogna e i vertici no?

E poi, pensiamo a mente ferma: di chi è la colpa se 15 soldati di truppa sono usciti sputtanati per una vicenda che comunque chiede attenzione e biasimo? È stata la stampa e sono stati i sindacati non-organici a fare rumore, oppure la famosa caposala senza volto di Pescia che spedì tutto il papiro (con nomi, cognomi e indirizzi) su tutti i monitor dell’area ospedaliera dei Ss Cosma e Damiano?

Per tornare al punto di partenza e cioè all’opera d’inchiostro: ora sappiamo tutto di tutti a metà prezzo. Sappiamo quante punte ha il cactus, ma manca un tentativo di analisi e d’interpretazione del fenomeno. E anche di altri fenomeni che noi, da mesi, continuiamo a additare e, pare, inutilmente.

Tommaso Aniello, Masaniello
Tommaso Aniello, Masaniello

Intendiamo parlare dei fiumi di quattrini che scorrono, come l’acqua sotto la sabbia del Sahara, e che affiorano qua e là, a caso, per non dire a casaccio.

Due-trecentomila euro all’anno, a Pistoia (dove si è ammazzato l’ospedale di San Marcello; dove si è segato quello di Pescia; dove si è giocato al taglio delle palle dei servizi), sgocciolano per oltre 70 posizioni organizzative distribuite (che continuano a essere create) più largamente, anche in questo caso, che non nel complesso ospedaliero di Careggi: ma ci sarà differenza fra Pistoia e Careggi o no? Eppure tutto silenzio: perché il grasso grattato all’orcio cola altrove?

Posizione organizzativa significa che chi la esercita deve organizzare qualcuno sotto di sé, ma non un solo soldato semplice: molti, molti più d’uno.

E allora pensate all’ufficio stampa di via Pertini, con un solo addetto, che gode della posizione organizzativa grazie alla quale organizza solo se stesso. E chiediamocelo a chiare lettere: vi sembra corretto e giusto, tutto questo, o piuttosto non vi pare un’evidente favoritismo nei confronti chi è più nell’occhio destro di Abati-Morello-etc.?

Ecco: e noi, che siamo dei giornalisti, dovremmo fare finta di non vedere questa plateale anomalia del sistema?

[Edoardo Bianchini]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento