san[t]ità. DALLA PANCIA AL CERVELLO, UN PERCORSO DAVVERO DIFFICILE

«La Signora Bud sa di poter contare su “colleghi”, in Consiglio Regionale, che vengono a vendere chiacchiere anche se fanno, lasciatecelo dire, una figura di cacca quando un cittadino normale li mette con le spalle al muro»
Stefania Saccardi-Bud

FIRENZE. Permetteteci di essere acidi e di presentarvi la signora Saccardi la quale, non me ne voglia, assomiglia a Bud Spencer. Con la differenza che Bud Spencer, alias Carlo Pederzoli, recentemente scomparso, faceva volutamente ridere, e questa Signora, no. Bud Spencer lo pagavamo noi al cinema, se volevamo; questa Signora, invece, siamo costretti, nostro malgrado, a pagarla. Non è una differenza da poco.

Questa Signora, renziana di latta, ha preso il posto in qualità di Assessore alla sanità toscana nella giunta del “traditore”, il rosso-Rossi, al posto dei precedenti, da Marroni (quello “canterino” di Consip, l’uomo che parlava ai trattori Fiat), a Morello Marchese (inquisito e collocato in altri ben remunerati “sgabuzzini” perché i compagni non sono mai colpevoli e un posticino in qualche scaffale della Coop-Pd lo trovano sempre; magari accanto a qualche macchinina di plastica.

Leggetevi l’ultima “sbrodolata” sul riordino sanitario e dite se ci comprendete qualcosa di umano [vedi foto].

Questa Signora, giorni or sono, su un quotidiano locale fa baluginare l’ipotesi che, guarda strano, la sanità così come concepita non funziona; e paventa anche l’ipotesi di una riacquisizione degli ospedali, come il gommone San Jacopo e gli altri tre gemelli, ciascuno dei quali costa quasi venti milioni di euro annui [vedi pdf].

La signora vorrebbe ricomperare il tutto per duecento milioni onde evitare, dice lei, altri diciannove anni di affitto. Se non sbagliamo €. 19milioni  annui, per quattro ospedali, fa €. 76milioni annui; moltiplicati per 19 anni fa €. 1 miliardo e 444 milioni.

Delle due l’una: o la Signora Bud Spencer  non sa fare di conto, o prende per i fondelli i cittadini della “sua” Toscana, con particolare riguardo ai compagni super acculturati della sua parte politica; perché gli altri, ci spiace per lei, sono persone intelligenti.

Ci viene in mente il gioco delle tre carte, dove il banco vince sempre e l’incauto giocatore perde regolarmente, perché il proponente è un baro e il giocatore un fesso.

Esiste una parte di Toscana che subisce suo malgrado, ma che non è né bara né fessa; esiste anche una minima parte di manipolatori del popolo che ancora, e speriamo per poco, continua a raggirare e prendere per i fondelli il prossimo attingendo alle casse pubbliche, sempre più smunte, ed applicando il principio che «tutti siano comunisti», cioè fessi.

Ovviamente la Signora Saccardi può permettersi queste per noi cialtronesche battute perché sa bene di avere in mano servitorelli adusi ad obbedire in cambio di lauti stipendi dirigenziali: in compenso non si rende conto di avere una massa di operatori sanitari che sono costretti al momento ad abbassare il collo per la giusta mercede mensile, frutto del loro impegno in prima linea, ma pronti a saldare il conto quando se ne presenterà l’occasione.

La Signora Saccardi sa anche di poter contare su “colleghi”, in Consiglio Regionale, che vengono a vendere chiacchiere anche se fanno, lasciatecelo dire, una figura di merda quando un cittadino normale li mette con le spalle al muro.

Godetevi, per brevità dal minuto 35:30, questo filmato anche se tutto sarebbe da ascoltare, laddove Flavio Ceccarelli, del Crest Toscana, con poche ed argomentate affermazioni, mette all’angolo l’assessore Ceccarelli e l’altro ospite, di opposta fazione, consigliere Mugnai.

In questo filmato ben si comprende perché gente incompetente e politicamente orfana di qualsivoglia progetto o idea, continui a imperversare con una faccia di bronzo che meriterebbe ben altra platea.

Buona visione!

[Felice De Matteis]

Scarica: Stefania Saccardi-Bud

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