san[t]ità dei fondelli. MA VOI CI CREDETE A UNA CHIRURGIA “AMBULATORIALE”?

«Il comunicato del sindaco Luca Marmo ci lascia perplessi; non dubitiamo della sua buona fede, ma non vorremmo che anche lui dimenticasse di essere sindaco e non, come alcuni malevoli affermano, di essere il vice sindaco del vicesindaco, essendo il sindaco altra persona non ufficialmente figurante tale (cioè sindaco), ma operante per conto di terzi settori…»
La promesse del Rossi

SAN MARCELLO. La Montagna avrebbe bisogno di politici che racchiudano quelle doti che un sacerdote, don Cipriano Farcas, parroco di San Marcello, così mirabilmente ci spiega nel suo accorato appello affinché il 13 aprile tutti indistintamente si ritrovino a manifestare per la “riabilitazione” della sanità montana.

È un appello che viene lanciato anche attraverso un percorso semantico al quale il sacerdote si affida: popolarmente tradotto in stato, comunità, unità.

Don Cipriano sicuramente avrà applicato a questa scienza il contenuto “pragmatico” che con un po’ di malizia pensiamo derivi dalle confessioni; sia quelle tradizionali in chiesa, sia quelle apprese in via breve, chiacchierando con il variegato gregge di Dio per le strade e le piazze del borgo.

Ciò che conta è la sincera propensione all’unione di tutti, al di sopra di tutto l’umano differenziarsi per un bene superiore e comune: il diritto a vivere in dignità a partire dai servizi essenziali, cioè la salute. Cioè una sanità equa e giusta, cioè un ospedale.

Tutto bello e tutto giusto, purché la politica non ci metta lo zampino maldestro e furbastro.

Anche i politici, per come la vedo io, sono figli di Dio, ma hanno un obbligo in più: quello di essere sinceri.

Il comunicato del sindaco Luca Marmo ci lascia perplessi; non dubitiamo della sua buona fede, ma non vorremmo che anche lui dimenticasse di essere sindaco e non, come alcuni malevoli affermano, di essere il vice sindaco del vicesindaco, essendo il sindaco altra persona non ufficialmente figurante tale (cioè sindaco), ma operante per conto di terzi settori…

Già dal 2012 pochi volenterosi sollevarono il problema Ospedale Pacini; nel frattempo il nosocomio è stato smantellato scelleratamente e in tutti questi anni si è proseguito nel criminoso progetto di togliere e sopprimere in base al famoso assunto che, tanto, poche migliaia di voti si trovavano più facilmente sul viale Adua in Pistoia, che non faticando su tutta la Montagna. Ve lo ricordate?

Enrico Rossi e Stefania Saccardi, i boiardi della Sanità toscana [da Toscana Media]
Vorremmo ricordare in spirito amichevole e non polemico alla Consulta della Salute che si è fatta risucchiare dalla politica ufficiale, con ciò confortando i prossimi eventuali intrallazzi, che il Piave della Sanità in Montagna è il D.M. 70/2015 sulle aree disagiate, con particolare riguardo, per gli immemori, del punto 9.2.2 Presidi Ospedalieri in zone particolarmente disagiate.

Leggetevelo e comprenderete perché quando Marmo nel suo comunicato ufficiale parla di probabile ripristino della chirurgia ambulatoriale, tanto basta e avanza per far rizzare le orecchie e cominciare a domandarsi con quale sfacciataggine la politica continui a considerare i propri amministrati come carne da voto in vista delle prossime elezioni di maggio e massa incapace di comprendere e di valutare con il proprio cervello.

La politica degli ex compagni della Montagna ci dice che dopo sette anni e più, il rosso-Rossi e il suo caterpillar sanitario di turno pensano di fare un “regalino” alla Montagna con una chirurgia “ambulatoriale”?

Laocoonte cercò di dissuadere i Troiani dinnanzi a un bel cavallo che i greci avevano lasciato sulla spiaggia con il celebre: «Timeo Danaos et dona ferentes» (non mi fido dei Greci neppure quando portano doni). Poi sappiamo come andò a finire…

Vi fidate voi delle mezze “promessicchie” del duo Rossi-Saccardi e del probabile cavallo di Troia che vi hanno preparato?

E voi, signori della Consulta, sapete che le elezioni europee sono alle porte o sulla spiaggia, come preferite, e che adesso fate comodo alla politica politicante, salvo poi mettervi i pannolini dell’acqua fredda per rischiarirvi nuovamente le idee?

Vi accontentereste della promessa – perché da qui a maggio mancherebbe anche materialmente il tempo – di una cosiddetta chirurgia ambulatoriale che non significa nulla?

Comunque sia, il 13 aprile è un appuntamento da non perdere, non fosse altro che per guardarci in faccia e chiedere e chiederci: “questi” continuano a prendere per i fondelli?

[Felice De Matteis]


Luca Marmo Sindaco – Insieme

Luca Marmo

La ritrovata coesione dei cittadini dopo il 19 marzo ha avuto il merito di imprimere una spinta forte alla Regione e all’ASL. In questi ultimi giorni ho seguito molto da vicino le evoluzioni degli approfondimenti su sanità e pronto soccorso, assieme ai rappresentanti del territorio in Regione. L’ho fatto stando fisicamente a Firenze.

Ieri sera, come da accordi, mi ha chiamato telefonicamente il Presidente Rossi, che si trovava assieme all’Assessore Saccardi. Lui e l’assessore Saccardi hanno messo a punto un riposizionamento dei servizi che interessa l’ospedale di San Marcello e il territorio della Montagna. Mi ha anticipato che la settimana prossima saremo convocati, come amministrazioni e come consulta, per valutare la proposta, in Regione.

Credo di poter anticipare che nel pacchetto c’è il riconoscimento di zona disagiata secondo quanto prevedono gli atti nazionali, il ripristino della chirurgia ambulatoriale, unitamente a una serie di servizi che nel tempo si erano persi e che, complessivamente, rafforzano l’ospedale e il territorio.

Aspettiamo di capirne di più ma se questo si conferma mi parrebbe un bel passo avanti. Forse quello che aspettavamo.

[4.4.2019]


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