san[t]ità delle denunce. «E CIUCCIATI IL CALZINO!», DISSE BART

Uno strumento caro al potere: il tromboviolino o violinofono
La testata giornalistica cara al potere: Il tromboviolino o violinofono. Si annuncia tutto a squilli di tromba e a sviolinate da diabete mellito

PISTOIA. A noi la vicenda delle analisi a “sbafo” dei dipendenti Asl, anzi dell’Azienda (e la differenza nominativa è notevole), fa un po’ sorridere.

Il Marchese (del Ciocco) Morello sta attuando quella tecnica di “distrazione di massa” per nascondere le vere criticità della Sanità pubblica compiute attraverso, quelle sì, “distruzioni” di ospedali efficienti, di servizi che vivevano di una organizzazione antica e che garantivano una dignitosa assistenza.

Tutto il contrario di oggi, tempo in cui si sono “rubate” dalle tasche dei cittadini milionate di euro per costruire ospedali inefficienti, con sale operatorie inutilizzate, con personale delle pulizie che prende cinque, sottolineiamo cinque, euro l’ora (lordi? Se anche netti sarebbe ugualmente scandaloso), con posti letto mancanti – nonostante il direttore Sds dica il contrario – e interventi chirurgici rimandati perché “non c’è posto”.

Questi sono una parte degli scandali sui quali vive la sanità toscana che è ufficialmente affidata a “porgi-chiacchiere” tolte dalla scopa e ingloriosamente prestati alla penna delle comunicazioni ufficiali.

Non muore la sanità per qualche analisi a scrocco e, detto fuori dai denti, pardon dalla tastiera, se qualche dipendente ha avuto bisogno di una colonoscopia o raggi al torace o esami per i quali occorrono mesi e mesi di attesa, alla faccia dell’urgenza, hanno fatto umanamente bene.

Prima o poi camminerà sulle acque...?
Ospedale San Jacopo. Prima o poi camminerà sulle acque…?

L’unità anticorruzione, che scopriamo essere un altro servizio di questa Asl, invece che al gommone-San Jacopo dovrebbe andare “d’ufficio” nei locali di via Pertini dove sono ammassati falangi di amministrativi santificati da una ben precisa tessera, che ci succhiano annualmente “ballate” di soldi. e magari anche con posizioni organizzative gratificate a gratis perché, sotto di sé, non hanno nemmeno un povero spazzatore di corridoi. Con questi risultati, poi.

Perché i signori che ideologicamente rancorosi e invidiosi da mezzo secolo combattono il merito, la competenza, il sacrificio e lo studio per il superiore obiettivo di diffondere il credo del “siamo tutti uguali” (meno loro ovviamente) dovrebbero essere ributtati nella cloaca mentale, prima ancora che sociale, dalla quale provengono.

Una proposta: i più anziani ricordano che i ferrovieri avevano biglietti gratis (e le ferrovie funzionavano), i dipendenti Enel avevano una agevolazione sul consumo (e non pagavamo le bollette che paghiamo oggi) e via discorrendo.

Diamo a tutti i dipendenti dell’Asl un esame gratis a scelta fra trigliceridi e colesterolo; per gli amministrativi, oltre un certo livello, come un vaccino obbligatorio, un enteroclisma forzato a base di cervello d’asino (senza offesa per il ciuco). Mal che vada, molti di loro resteranno quelli che sono.

Il giochetto del divide et impera che il Marchese del Ciocco sta attuando verso i “suoi” dipendenti, dati in pasto alla pubblica opinione con stracciamento di vesti da parte dei politici, non ci fa affatto ridere: ci fa schifo.

Senza parole
Senza parole

È sempre accaduto che in qualsiasi unità lavorativa, qualcuno abbia “passato il segno”: ma un tempo c’erano primari autorevoli, medici orgogliosi del lavoro svolto, e personale a scendere che riconosceva la gerarchia naturale che ogni comunità esprime e, conseguentemente, gli stracci sporchi venivano lavati, ma davvero, in casa e con l’aiuto della famosa commissione interna.

Dunque? Dunque in questa Italia figlia di Badoglio e del “tutti a casa”, qualcuno si meraviglia di queste “fregnacce” e non si meraviglia che si faccia carriera e si metta il bisturi nelle carni delle persone per competenza poi e per elezione di tessera, prima?

Così è se vi pare e se non vi pare. Ciucciatevi Rossi, Morello Marchese, la stampa asservita e il principio che chi può, giustamente, si fa curare privatamente – e chi non può, fischia.

L’avete voluta la bicicletta? Allora, pedalate, e restate in fiduciosa attesa che con “l’aggiustamento” della Costituzione, qualcosa di buono e bello avverrà, tirandosi su le puppe!

“Giorno verrà, tornerà il giorno in cui, etc.”. L’importante è crederci.

Mah…!

[Felice De Matteis]


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