san[t]ità. DENUNCE & PULIZIA, MA NON È FINITA QUI

L’intervento dell’Inquisizione, la crociata contro gli eretici albigesi e contro i dolciniani del Monte Rebello, potrebbero ampliarsi in lungo e in largo: perché il “salto delle liste di attesa” non sembra limitato solo ai 15 casi “presi in castagna” e messi alla gogna…
Asl ex-3. Mani Pulite bis
Asl ex-3. Mani Pulite bis

PISTOIA. Ieri tra Tg regionale, giornali, stampa locale e ufficio-stampa & veline dell’Asl ex 3 (vedi), non si è fatto altro che parlare dell’operazione “Mani Pulite bis” nella sanità pistoiese. E come è finita “Mani Pulite 1” lo sappiamo bene tutti…

Stamattina sul cellulare un viavai di api ronzanti e un messaggio che la dice lunga su questa operazione che – potete crederci – solleverà tanto rumore per nulla per poi finire, come la maggior parte degli scandali, nel più assoluto silenzio del dimenticatoio politically correct.

E che ci hanno scritto stamani? Poche parole, ma estremamente significative: «I preposti al controllo, lautamente pagati, avrebbero dovuto accorgersi di tutto ciò e segnalare tale pratica diffusa ormai da tempo: ci è voluta la denuncia di un dipendente per far venire alla luce fatti che risalgono dal 2012 fino ad oggi».

E allora torniamo indietro negli anni (Mani pulite 1) e rinfreschiamoci la memoria: tutti d’accordo e tutti zitti. Ricordate cosa disse Bettino Craxi? Si faceva sempre e comunque così: e tutti lo facevano. E fu forse per quello che Craxi è stato l’unico e morire fuori d’Italia: dissero, alla fine, che proprio lui non poteva non sapere.

Enrico Rossi
Enrico Rossi

Se questo postulato fosse vero, oggi cosa dovremmo dire di Rossi che, da Assessore alla salute, non si accorse di 428 milioni di € volati via a Massa? E che pensare, appunto, di questa mala-pratica di mala-gestione della sanità pistoiese, con salti, più che della quaglia, del canguro gigante?

Fatto si è che niente sarebbe venuto a galla – ed è molto credibile – neppure stavolta se, per motivi futili, come all’inizio di “Mani Pulite 1”, un dipendente dell’Asl non avesse fatto una segnalazione perché – questo ci dicono nostre fonti che riteniamo attendibili – “doveva vendicarsi di una collega”.

“Mani Pulite 1” fu, se non sbagliamo, un’invenzione nata da una questione di corna. Queste “Mani Pulite bis” se non lo sono di corna a parentele “per parte di fava” (vedi e ricorda Amici miei…), lo sono di corna metaforiche per frizioni e/o angherie-preferenze-invidie in un ambiente – lo ripetiamo per i più duri – in cui esistono ben oltre 70 posizioni organizzative: più che a Careggi, anche come costi (si pensa a oltre i 200mila euro all’anno, salvo errori).

Posizioni organizzative, ci dicono, date ad personam, per meriti… E quali meriti? Le posizioni organizzative sono € che volano come polpette ammansenti a chi di dovere. Anche su questo andrebbe aperta una adeguata indagine, non solo sui vantaggi illeciti che sono ora sotto l’occhio della commissione di disciplina e, presto, sotto quelli del Procuratore Capo di Pistoia, dottor Paolo Canessa.

Paolo Morello Marchese
Paolo Morello Marchese

Ma non finisce qui. La storia del salto delle liste di attesa – quella narràtaci e spiegàtaci non dal direttore generale Paolo Morello Marchese, come sarebbe dovuto essere per suo precipuo compito, ma da Daniela Ponticelli, una semplice addetta-stampa che spesso e volentieri parla e firma in nome e per conto di altri in una confusione di ruoli che, forse, è compensata, anche nel suo caso, dall’attribuzione di una posizione organizzativa di dubitabile valenza – la storia del salto delle liste di attesa, dicevamo, non si arresta a questi 15 dipendenti pizzicati e fatti arrosto dal perbenismo moralistico della pseudo-informazione dell’Asl.

Tutto questo – dicono le nostre fonti – è esteso a gran parte della dirigenza: medica, amministrativa e infermieristica. Perché, anche per il democratico Pd, altro è essere popolo lavoratore e servo della gleba, altro è sedersi, di fatto, alla mensa del P[artito del] D[uca] e pappare cervi e cignali cacciati nella riserva principesca, piuttosto che vili pollastri messi a ruspare nell’aia tra lo sterco di vacca.

E di tutto questo ci dicono che ci sono le prove. E le prove, come la “materia organica”, si sa: prima o poi vengono a galla.

Rideremo? Non è proprio il caso. Ma ecco una domanda delle cento pistole: perché di questo non ce ne parla la velineria dell’Asl che pure, come dicevamo ieri in un nostro commento, ha quasi certamente avuto accesso diretto ai documenti dell’inchiesta interna dei moralizzatori dell’Asl?

[Edoardo Bianchini]

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