san[t]ità & dindi. ARRIVANO I MAGI E IL PRESEPE SI ANIMA

Pescia. La trepida attesa dei Magi
Pescia. La trepida attesa dei Magi

PESCIA. È solo una sacra rappresentazione in poche scene e qualche quadro. Ci limitiamo a far vedere l’arrivo dei Magi al presepe di Pescia, ospedale prima preso a calci nel sedere (gli hanno tolto pediatria, manutenzioni, ascensori e emo-e-non-so-che-diavolo) e ora giungono con oro, incenso e birra (proprio birra: per ubriacare i fidelizzati…), e promettono che nel mondo del monopoli (la san[t]ità toscana di Rossi), come la Roma di Nerone di Ettore Petrolini, l’ospedale di Pescia risorgerà “più bello e più superbo che pria”!

Così possiamo vedere in vari step la giornata pesciatina, alla quale (ma potremmo sbagliarci) sembra mancasse il padrone di casa, l’amico (senza scherzo, stavolta) Oreste Giurlani.

Si inizia con la trepida attesa, si prosegue col tripudio dell’arrivo e dell’ingresso in Gerusalemme: si prosegue con il sinedrio riunito che fa lezione agli studiosi della torah in religioso silenzio, per poi finire con la deposizione dei doni che vengono accolti e, a loro volta, ripubblicizzati in termini di informazione.

L’arrivo dei Magi alla grotta
L’arrivo dei Magi alla grotta

Nel frammezzo vi invitiamo a rileggere san[t]ità. saccardi: «tre milioni di euro per l’ospedale di pescia», fra cui 500mila euro (1 miliardo delle vecchie lire!) per creare il punto di osservazione pediatrica: qualcuno si chiede se ci facciano delle suites – non si sa mai che con Paolo Morello Marchese del Ciocco alla fine i medici pediatri pistoiesi non vengano invitati a fare una caccia al tesoro in questo resort pesciatino, con uscite lungo il Pescia fino in Valleriana, da dove le famiglie non sanno come curare i propri figli, se poi (com’è già accaduto – e Rossi lo sa) devono finire all’ospedale San Jacopo, a 50 kilometri più in là, con tutti i problemi del caso.

Altri si interrogano, poi, su anatomia patologica che finirà a Empoli – e da Pescia… chiama e rispondi, come si dice!

La lezione sulla Torah
La lezione sulla Torah

Ma quello che è più interessante da notare, è il complesso spiegamento di forze informatico-informative che ieri sono state disposte sul campo per seguire i “prodi Anselmi” in trasferta: due addette stampa dalla Regione con il supporto di una capo-informazione di area vasta a sostegno e rincalzo. E tutto per produrre un semplice comunicato (pubblicato su Toscana Notizie – e poi sparato in ogni direzione e da noi raccolto).

Occorrerebbe onestamente chiedersi, anche, quanto spendano i cittadini toscani in comunicazione teleguidata (perché difficilmente potrebbe essere altro) in chiave di tromboviolino (o violinofono: autentico, per quanto stravagante, strumento musicale, che qualche collega, clamorosamente ignorante, non conosce e sbaglia come insulto alla Crozza, cioè commistione di violino e trombata – certo «ignorantia abundat in terra stultorum»!); quanto spendano i cittadini toscani in comunicazione teleguidata, se poi certi comunicatori (di cui non ci fidiamo) sono, in rotta di collisione con la legge 150/2000, contemporaneamente informatori e portavoce (sic! cioè alterego) dei direttori generali da 150mila e passa € all’anno.

Nuntio vobis gaudium magnum... (P.I.)
Nuntio vobis gaudium magnum… (P.I.)

Ma come ebbe a dire giustamente un saggio collega giornalista in sede di disciplinare: «Ai toscani sta bene così, se hanno rivotato in massa Rossi!». E la Saccardi, avvocata e assessora, ribadì, come si ricorderà, a dovere il concetto del «l’avete volsuto voi» e perciò… «l’ave… l’ave… l’avete in c…onto!».

Fine della satira sulla san[t]ità toscana. E ricordate che la satira è, in assoluto, ammessa e santa grazie alle disposizioni di legge europee che, come a tutti insegnerà Renzi (che non sa una parola di inglese, ma ci prova), tra una carota e un’altra, valgono molto al di sopra delle vetuste polverose leggi italiane che risalgono fino al buon Odoacre, ma che sono state ammodernate ai tempi del Duce e che vanno a pennello anche al P[artito] D[esolante].

Prosit!

[Linee Future]


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