san[t]ità. DISFUNZIONI IN MONTAGNA, INTERVIENE IL CREST

I brillanti risultati della nuova Sanità Montana di Rossi & C.
I brillanti risultati della nuova Sanità Montana di Rossi & C.

MONTAGNA PISTOIESE. A seguito dell’iniziativa del Sindaco di Cutigliano Tommaso Braccesi, che scrive al dott. Morello dopo l’incidente allo sciatore quindicenne caduto domenica 6 marzo alla Doganaccia, scritto nel quale denuncia la mancanza sulla Montagna Pistoiese di un ospedale e di un pronto soccorso vero e non virgolettato, il Crest invia questo comunicato.

Purtroppo la denuncia e la richiesta di questo importante servizio, il Sindaco di Cutigliano Tommaso Braccesi, la pretende per il solo periodo dell’apertura delle piste da sci e non continuativa per 12 mesi all’anno H 24 anche per i cittadini residenti della Montagna Pistoiese.

Valerio Bobini
Presidente Crest

 

Tommaso Braccesi, Sindaco di Cutigliano
Tommaso Braccesi, Sindaco di Cutigliano

 

Il Sindaco di Cutigliano ha preso carta e penna per scrivere al direttore dell’Asl Vasta Toscana Centro, Paolo Morello Marchese, e denunciare il disagio subito da un giovane sciatore che domenica scorsa non ha trovato al Piot di San Marcello risposte immediate per un infortunio sulle piste della Doganaccia.

Un weekend di ordinarie attese e disservizi. L’elisoccorso non poteva volare, sono stati necessari due trasporti in ambulanza mentre l’ortopedico entrava di turno alle 14 (tre ore dopo l’incidente): troppo tardi a detta del Sindaco che chiede di prolungare, a partire dalle ore 11, la presenza del medico specialista.

Dalla Asl arriva pronta la risposta (vedi!): il paziente aveva la necessità di un trattamento chirurgico e per questo è stato trasferito prontamente a Pistoia. E se fosse stata un’emergenza con i minuti contati, ci chiediamo noi?

L’incidente sembra chiuso. Tutto ha funzionato perfettamente, per la Asl. Ma a noi non basta.

Un sindaco si indigna e prende, giustamente, carta e penna per un giovane sciatore, ospite del suo Comune, chiedendo di risolvere un disservizio. Quello che ci chiediamo è: perché la stessa indignazione non scatta quando a subire le conseguenze di tagli e cattiva sanità sono i cittadini della montagna pistoiese, coloro che vivono in una zona disagiata 24/24h, 7 giorni su 7, con il Pronto Soccorso più vicino a Pistoia?

Valerio Bobini con Carla Breschi in audizione alla Camera
Valerio Bobini con Carla Breschi in audizione alla Camera

La Montagna Pistoiese vive anche di neve e deve garantire servizi e sicurezza ai propri ospiti. Ma la Montagna Pistoiese potrà continuare ad essere accogliente, solo se le persone, e soprattutto i giovani, continueranno a scegliere di vivere ed aver cura di questi splendidi territori.

E per continuare a farlo, devono essere messi nella condizione di avere servizi essenziali adeguati. Un Pronto Soccorso è un servizio essenziale per la Montagna, per tutti, residenti e turisti.

Senza un Pronto Soccorso, che chiediamo con forza da tre anni ormai, un’area vasta e disagiata come la Montagna Pistoiese non potrà sentirsi garantita ed assistita per ogni evenienza.

Quando, ad esempio, l’elisoccorso non potrà volare, quando le strade non permetteranno di correre e invece sarà una corsa contro il tempo, quando ci sarà una doppia emergenza.

Ci auguriamo che i sindaci della montagna pistoiese, tutti, prendano finalmente carta e penna e firmino nuovi Patti Territoriali decidendo con la Asl di restituire un Pronto Soccorso alla Montagna che amministrano.

Dall’indignazione agli atti.

Valerio Bobini

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