san[t]ità e non solo. MA ORMAI SIAMO IN UN MONDO DI MATTI!

Palmiro Togliatti
Palmiro Togliatti

PISTOIA. È necessario rendere dignità al termine “volontariato”. Genericamente il volontario è colui che offre spontaneamente il proprio tempo libero, tutto o in parte, per il bene comune o per una causa che gli sembra degna.

Offre il suo tempo, il volontario, e spesso anche denari propri, magari non dando pubblicità al gesto.

Per esempio, basta abitare nei pressi del viale Adua per sentire, in capo alla giornata, innumerevoli autoambulanze a sirena spiegata, dirette verso il “gommone” San Jacopo.

Prima annotazione maliziosa: ma cosa corrono se veramente uno non è in reale pericolo di vita, sapendo che una volta colà giunti, ben che vada, c’è da attendere quattro, cinque, sei ore al Pronto Soccorso, sbatacchiati in quelle sale, di fronte a medici e paramedici stralunati dai ritmi inumani di questo “casino” istituzionalizzato?

E mentre il malato e il medico si guardano talvolta in cagnesco, il primo perché giustamente vuole essere “accertato” con celerità, il secondo perché, magari, ha già dovuto spiegare che più di quello, in quel “capanno” chiamato Pronto Soccorso non è possibile fare in relazione al personale.

Nel frattempo il rosso-Rossi amplia numericamente e non solo il suo staff dirigenziale, dove sicuramente tutti hanno vinto un concorso, e, sulla voce di bilancio corrispondente, aggiunge un altro milione di euro l’anno (vedi). Solo per circondarsi di questi bei personaggi.

Anche su un certo tipo di volontariato, a partire anche dai servizi di ambulanza spesso terreno di dispute fra le varie società, avremmo di che dire, ma ce lo riserviamo per il futuro.

Esiste anche un volontariato business-for business dove il servizio erogato genera denaro e quindi rischio di alto tasso di inquinamento.

Anche questo tipo di volontariato genera e ha generato dispute anche legali e che magari ancora attendono la definizione del contenzioso attraverso sentenze definitive.

Su un termine però eccepiamo, quello di finanziare (vedi) con €. 500mila i vari istituti storici resistenziali perché evidentemente di volontari per rinnovellare quella “memoria” non se ne trovano e quindi si interviene con pubblico denaro. Insomma un forzoso enteroclisma storico, piaccia o non piaccia.

Non sembri questa una polemica ideologicamente “viziata”: al contrario anche il solo parlarne è una forma di propaganda per questi Istituti, arroccati allo sdrucito lembo della Storia, frequentati solo dagli appassionati del settore che però vuole locali per la propria sede in comodato d’uso, cioè gratis, finanziamenti pubblici e posticini riservati in prima fila durante le manifestazioni ufficiali.

A proposito, l’Istituto Storico della Resistenza di Pistoia ha partecipato il 10 febbraio alle commemorazioni delle vittime delle foibe, ammesso che qualche commemorazione si sia svolta?

Il francobollo russo dedicato a Palmiro Togliatti
Il francobollo russo dedicato a Palmiro Togliatti

Quest’ultima domanda è curiosità allo stato puro, perché sono certo che giuliano-dalmati, insomma esuli, siano presenti anche a Pistoia e penso che anche loro abbiano diritto a quella “memoria” negata a loro e non solamente. Almeno che per loro non valga ancora quanto ebbe a dire l’Unità del 30 novembre 1946 (quando era ancora tenuta ben nascosta la strage di Porzus dove vennero trucidati quasi venti partigiani (bianchi) della Brigata Osoppo da parte dei comunisti italiani), a firma P. Togliatti.

Debbo dire – e lo faccio non certo per captatio benevolentiae – che il dott. Barontini, noto, stimato e rimpianto medico pistoiese, svolge il suo compito di presidente dell’Istituto Storico con passione e dedizione: è un suo diritto che esercita però con pubblico denaro e questo non torna proprio per nulla.

Se l’istituto storico di Pistoia non riesce a trovare nei “cultori della memoria vincente” qualche denaro, significa che ai Pistoiesi democratici etc. etc. di questa attività non interessa un fico e quindi, per forza… neanche l’aceto!

Livorno e Vittorio Veneto
Anche per i Cavalieri di Vittorio Veneto: ma allora perché no per i Crociati?

Tanto più queste elargizioni destano rabbia dinanzi alla prossima delibera regionale, al momento sospesa, nella quale ben duecentoquaranta esami sanitari, un tempo “passati”, diverranno a pagamento completo: tipo trigliceridi e colesterolo e, se la voce troverà conferma, il medico curante che mi ha prescritto l’esame del colesterolo, non può richiedermelo per i prossimi quattro anni. Se lo voglio, prima dovrò pagare.

Si tolgono fondi per la disabilità, si riduce il personale medico e paramedico con la vergognosa scusa del taglio alle spese (ma si aumentano i “clientes” amministrativi), delle sale operatorie del “gommone” su tredici ne funzionano 5/6 ma con la necessità di mantenerle attive tutte quante, a partire dalla sterilizzazione di ferri e locali, e di contro il rosso-Rossi aumenta di quasi un milione di euro il suo apparato di gallinelle e capponi, la sua velineria starnazzante.

Penso – ogni tanto capita anche a me – che gli amministratori pubblici, pur di non perdere voti, siano pronti a tutto, anche a cadere nel ridicolo. E i signori Cinque Stelle di Livorno dovrebbero farlo presente ai vari Nogarin di turno.

Leggete modulo_richiesta_tessera_1 e valutate se non siamo veramente in un mondo di matti!

[Felice De Matteis]

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