santità. MEDICI DI FAMIGLIA E SCEMPI DA ENRICO ROSSI…

«Un tempo, in ogni Comune, c’era il Sindaco, il Parroco ed il Dottore, ai quali tutti si rivolgevano. Il Sindaco non c’è più perché non c’è più il Comune, il Parroco idem perché le vecchie Parrocchie sono amministrate in forma associata da pochi e volenterosi parroci; siete rimasti solo voi, medici di famiglia»

Ambulatorio di un medico di base [repertorio]
Ambulatorio di un medico di base [repertorio]
Caro Dottor Andreotti,
nelle riflessioni che il suo articolo stimola, per stima e affetto, vorrei ricordare che tutto “il problema” nasce dalla attuale disorganizzazione di un sistema sanitario che viene contrabbandato come una donazione e non come un diritto: un diritto che i nostri miserevoli e miserabili amministratori non sanno essere connaturato all’ esistenza stessa dell’uomo e del suo vivere  e terminare di vivere con dignità.

Perché, appunto, sono politici: ignoranti, presuntuosi e imbelli.

Devo solo un doveroso “appunto”: quando smantellavano la Sanità in Montagna e distruggevano l’ex ospedale Pacini di San Marcello Pistoiese, riferimento essenziale ma forsennatamente considerato inutile dalla politica ladra, le prime vittime del sistema innovativo, cioè voi, perché avete accettato supinamente queste violazioni?

La sanità montana di cui il Pacini era il “fiore all’occhiello” per tutta la Regione Toscana, eravate anche voi, medici con sette/nove ambulatori sul territorio che, senza alcuna retorica, quotidianamente dimostravate e ancor oggi dimostrate come l’antico giuramento di Ippocrate potesse essere coniugato con le giuste necessità che una professione/missione come la vostra comportava.

Medico di base
Medico di base

Già nei “tempi antichi” e per esclusivo interesse politico-commerciale si era tentato di sopprimere l’ospedale Pacini di San Marcello: sto parlando di fine degli anni 80, e dalla maggioranza comunista (con la cara Lucia Prioreschi) e dal suo Sindaco (Virgilio Vogesi), passando per i vari rappresentanti consiliari, Banchini, Tordazzi, Soldati fino al Msi, la politica guidò la popolazione alla salvaguardia di interessi super partes e generali.

Vinse la politica, allora, così come oggi sta vincendo una cricca di interessi camuffati da politica.

Caro Dr Andreotti, quando si parla di medici di famiglia è necessario fare alcune considerazioni che volentieri lascio alla valutazione del lettore: con nove ambulatori si fa nove volte il medico di famiglia e con un ambulatorio singolo lo si fa una volta, seppur con i dovuti “distinguo”.  Non cambia la “missione” né la responsabilità che la professione comporta: cambiano tante altre cose, però…

Vox populi ci dice che negli ultimi cinque/sei giorni sono deceduti sul territorio montano oltre dieci anziani per problemi bronchiali e circolatori o, come si dice in gergo, “dovuti all’età”: siamo sicuri che la prevenzione abbia funzionato?

Siamo sicuri che in presenza di un ospedale efficiente, prima di indirizzare queste anime nel “carnaio” del San Jacopo, forse qualcuna la si sarebbe potuta rendere ai propri familiari? Non siamo i soli a pensarla così: anche la Cgil…

Massimo Niccolai su La Nazione
Massimo Niccolai su La Nazione

Nessuna velineria organica  ai “capoccia” avrebbe potuto continuare a scrivere che la sanità pistoiese prima e toscana poi è l’optimum e il miglior sistema di cura esistente. Nessuno, se non pazzo, persegue l’immortalità fisica, ma il decoro sì, la decenza sì, il rispetto della persona, pure.

Dove è finita la famosa Casa della Salute per la quale abbiamo pagato e stiamo pagando figli della tessera politica?

Potrei continuare in questa polemica che però sposterebbe il problema dalla sana e vissuta organizzazione sanitaria di un tempo, al degrado odierno legalizzato che, soprattutto in Montagna, diviene rischio quotidiano.

Un tempo, in ogni Comune, c’era il Sindaco, il Parroco ed il Dottore, ai quali tutti si rivolgevano.

Il Sindaco non c’è più perché non c’è più il Comune, il Parroco idem perché le vecchie Parrocchie sono amministrate in forma associata  da pochi e volenterosi parroci; siete rimasti solo voi,  medici di famiglia.

Il Segretario dei medici di famiglia difende giustamente una categoria che è sempre più occupata nella burocrazia e sempre meno nella analisi, nella diagnosi e nella prognosi, ma se mai si dovesse accettare la regola che a meno esami corrispondono maggior benefici pecuniari, allora, qualcosa non quadra.

Carla Breschi
Carla Breschi

La dottoressa Carla Breschi, medico ospedaliero non “le manda a dire”, anche se membro del Pd in Consiglio Comunale a Pistoia (a proposito, ma che ci resta a fare?); cominciate anche voi, magari riconoscendo che il progetto sanitario di Rossi e dei suoi accoliti è fallito e va rivisto.

Stanno, questi politicanti, e non politici, mettendo in atto una guerra fra poveri e quando il dottor Massimo Niccolai, vostro segretario sindacale, ci parla di un pronto soccorso a Pistoia dove i medici sono “costretti a dover fare”, la rabbia per ciò che c’era e non c’è più tracima e non si placa.

Vi sentite soli? Qualche “galantuomo” che denuncia questo sistema corrotto e ladro sta passando i suoi guai dinnanzi a “barboni” della lingua italiana solo perché, dicendo la verità, sta difendendo anche voi e la vostra professione.

“Loro” hanno le loro veline, altri la ricerca di Verità.

Cominciate a incazzarvi anche voi e mandate a quel paese le varie migliorie economiche legate al numero di esami e prestazioni specialistiche tagliate. Prescrivete tutti, al sig. Rossi, una visita specialistica.

Io la consiglierei psichiatrica: voi, fate voi…

Felice De Matteis

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