san[t]ità montana. «DOTTORESSA MELANI, RISPONDERE, PREGO!»

Fra gambe rotte, trasporti d’urgenza a Pistoia, veline dell’ufficio stampa dell’Asl Area Vasta Centro e disfunzioni sanitarie che ci sono e non ci possono non essere nei luoghi in cui l’Asl di Abati ha compiuto un vero e proprio massacro…
Sara Melani
Sara Melani

PISTOIA-MONTAGNA. Gira con una certa insistenza la voce che Mosè potrebbe tornare sul Sinai a ripetizione da Nostro Signore, relativamente alle Tavole a suo tempo ricevute.

Tutto ciò per essere sicuri che il Verbo abbia il suo imprimatur ufficiale.

C’è un guitto super pagato dal contribuente che, dopo avere massacrato Dante e la sua Comedia, ed essere stato omaggiato come lettore principe della Costituzione repubblicana, ha inteso insegnare all’inclito e all’incolto anche i Dieci Comandamenti.

Minchia, signor tenente! Visto che i preti (new age = nuova generazione) non assolvono più a questo loro dovere… insomma si parte dal clergyman, si arriva al Forteto di donmilanesca memoria, transitando da Benigni e “robuccia” varia. Proprio lui, l’unto dal Signore e dai nostri soldi divenuto famoso con l’Inno del corpo sciolto.

Avrete anche compreso che al giorno d’oggi non è necessario parlare: basta far dire agli altri le nostre castronerie, come fa il bomba-Renzi con le sue gallinelle a fargli da corona, quelle comari che ai tempi del Berlusca erano chiamate “olgettine” e che oggi si potrebbero chiamare “renzine”.

Nonostante tutto, però, questo vuoto di sostanza è riempito di forma, anche se spesso a discapito della grammatica e della consecutio temporum – e l’ambito sanitario ne è la più chiara dimostrazione.

Anche il più deficiente e mentalmente “sbrindellato” vede, si accorge e ha ben chiaro che la salute pubblica sul territorio montano è a rischio quotidiano: non solo e non tanto per gli sciatori utenti, per i quali il buon Danti si preoccupa (e dei suoi concittadini?), quanto perché oggettivamente i supporti vitali sul territorio non possono paragonarsi minimamente a quelli che, solamente qualche anno prima, attraverso un ospedale-gioiello, il Pacini di San Marcello, venivano garantiti alla popolazione tutta.

E la velineria ufficiale dell’Area Vasta che ci dice? Ci dice che va tutto bene, tutto procede secondo standard previsti e bla bla, in un crescendo che talvolta mostra più di una assonanza lirica con l’opera magna di quell’Inno di quel giullare di cui sopra, e di quei cretini che hanno pagato il biglietto per ascoltarlo (io fra quelli!).

Sara Melani e gli operatori di San Marcello
Sara Melani e gli operatori di San Marcello

A San Marcello, dove chirurgia e ortopedia etc. etc. sono divenuti irraggiungibili sogni, la velineria dell’Asl ci conferma che è tutto sotto controllo (vedi).

Facendo un rapido ragionamento comprendiamo che nel mentre si tolgono medici e servizi, in compenso si lascia una figura costosa e inutile, ma evidentemente “organica” alla sanità ufficiale, che è medico ma non fa, secondo noi, il medico: è una figura con compiti prevalentemente amministrativi e fra questi, ovviamente, pensiamo noi, ci sarà anche quello di relazionare sul nulla di concreto e tanto di chiacchiere che avvolge la sanità montana.

Per esempio, ma è uno solo e potremmo farne altri: quando la velineria aziendale, a proposito del giovane infortunatosi, ci dice che l’ortopedico dalle ore 13 era in servizio, vorremmo conoscere se l’inizio del servizio parte da Pistoia o Pescia (unici due presidi ospedalieri rimasti), insomma dove è stato firmato il cartellino di inizio servizio.

Perché, che lo sia stato a Pistoia o Pescia, è evidente che nel turno di servizio deve essere compreso anche il tempo di viaggio che intercorre fra la casa madre (Pistoia o Pescia) sia per quanto riguarda l’andata, sia per il ritorno a fine servizio. In termini di vile pecunia a che punto siamo?

Dunque, dottoressa Sara Melani, referente da San Marcello, può spiegarcelo lei? E ci potrebbe spiegare quale funzione assolve, a livello medico, nel Piot di San Marcello?

Sappiamo che è lei il referente sanitario, terminale di tante operazioni (per noi) di facciata a partire dalla società della salute, ma in qualità di medico non sarebbe più utile in una corsia che non in un ufficio a sbrigare incombenze che sono in larga parte amministrative e cartacee?

Incombenze che troverebbero il loro motivo di essere se l’ospedale di San Marcello fosse tale: forse anche se fosse un Pronto Soccorso, con i servizi sanitari che la legge prevede. Ma essendo un Piot, lei cosa ci sta a fare lì?

E con questo è appurata un’altra circostanza: ovvero che la velineria o scrive in proprio o lo fa, nel caso di specie, su segnalazione di persone terze (la referente sanitaria?) : in ambedue i casi “un’unità” di personale è di troppo…

Dottoressa Sara Melani, c’era anche lei al Ciocco, alla caccia al tesoro? Rispondere please!

[Felice De Matteis]

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