san[t]ità montana. «SPROFONDO IN ROSSI». INTERVALLO: «LA MENSA È SVANITA, ANDATE IN PACE!»

La mensa fu fatta sparire quasi per… magia!

 

SAN MARCELLO. Prima di continuare la carrellata per documenti dell’opera “potenziatoria” del San Lorenzo (con l’erre moscia, dei compagni al cachemire – detto alla francese è più raffinato e consono ai difensori del popolo – della finanza creativa, e dei buchi nelle Asl da 428 milioni di euro come quello di Massa, tranquillamente spalmabili, Gianfranco Venturi docet: vedi l’articolo di Felice De Matteis pubblicato su Quarrata News L’ospedale Pacini e un Sindaco da prendere a fischi –, in pochi anni sì, ma con le mani nelle tasche dei cittadini), ecco un breve intervallo, giusto il tempo per comprare i popcorn del SS (senatore semplice) Renzi e ributtarsi stravaccati in poltrona in attesa del secondo tempo.

Febbraio 2014, intermezzo con brio, ma mica tanto

In ogni film d’azione che si rispetti c’è sempre il cuoco, vero colpevole di tutti i misfatti; ma in questo giallo, tinto di rosso per la vergogna che qualcuno forse prova, c’è una cucina-mensa, misteriosamente sparita durante l’intervallo.

È un attimo, come il battito d’ali di una farfalla o come prenderlo in culo, giusto il tempo di scendere a prendere un caffè e fumarsi una sigaretta, che puff, si riaccendono le luci e la cucina, con annessa la mensa dell’Ospedale Pacini, è sparita, fumata, dematerializzata a lode e gloria di Madame Ponticelli [aggiunta del direttore].

Incredulità generale. Non è vero, sono le solite bufale, fake news si direbbe ora: ma il termine tanto caro ai sinistri all’epoca della sparizione doveva essere ancora coniato, la Trump-fobia doveva ancora venire le Moretti, le Morani, i cormorani e i… bibbiani.

Si smentisce sùbito. L’Asl, per mezzo dell’efficientissimo ufficio stampa-balle (non è colpa nostra se ancora una volta lo nominiamo, ma è sempre in mezzo ai piedi e attaccato alla uallera – vedi dizionario napoletano), minaccia diffide contro “chi ingenera allarmismo nella popolazione”, cioè noi che raccontiamo solo le cose per come stanno.

E i nostri eroi? I responsabili tutori della sanità del popolo? All’oscuro di tutto, come sempre. Apprendono la notizia dai giornali tra una sigaretta e un caffè.

Ma come? Dopo tutte le rassicurazioni avute alla firma del condono sanitario (vedi primo tempo) in cui è scritto che si ritiene “indispensabile far precedere ogni decisione relativa alla riorganizzazione dei presidi sanitari e/o territoriali, anche della Montagna, alla preventiva concertazione con i comuni interessati”, manco vengono informati su cosa succede in casa loro?

È piovuto troppo, ci sono infiltrazioni e i locali non sono più sicuri, quindi: si chiude. «Addìo, Spiro Kito, mio dolce sposo (dice l’Ifigonia in Culide) e tira l’acqua del water closo

Sarà la volta in cui giustamente s’incazzeranno e rovesceranno il tavolo? Macché, un’assemblea e via, per tenere botta all’Asl, tenere a bada cittadini e dipendenti imbufaliti, e per rasserenare gli animi. Valium per tutti a gratis!

Con Natale e Befana ormai passate non rimane che distribuire i tipici dolci di Carnevale: i cenci conosciuti anche, coincidenza, come “chiacchere”. Quindi chiacchere a profusione, prodotte e mangiate in gran quantità dalla politica.

In fondo mica è stato chiuso un ospedale, solo la mensa-cucina. Per la cronaca l’ultima loro indignazione risale ai volantini distribuiti nottetempo, a scippo-ospedale avvenuto, che gridavano vergogna e svegliamoci.

Si chiude, dice l’Asl, ma, ovviamente, temporaneamente e garantendo, anche con forniture esterne, che i degenti non siano lasciati a digiuno. Un «grazie al cazzo» ci può stare o non è politicamente corretto?

Così funzionano le cose nei feudi democratici dello Czar Rossi. La mensa, per ora è finita, andate in pace!

Marco Ferrari
[marcoferrari@linealibera.info]
Diritto e rovescio di cronaca, critica e satira


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