san[t]ità montana. «SPROFONDO IN ROSSI». SECONDO TEMPO: «LA TELA DI PENELOPE»

Pronto soccorso cancellato su proposta di Tommaso Braccesi. Beccàtevi questo!

Tommasìn, che bel discorso!

Cancellato hai il Pi-Soccorso

Ed i Sindaci gaudenti

cul’all’aria &… consenzienti!


PREMESSA INDISPENSABILE

Esiste una regola precisa nel giornalismo: impone che, se un pezzo viene modificato [e in questo caso il pezzo di Marco Ferrari è stato ritoccato personalmente da me, il direttore] l’autore abbia il diritto di veder cancellato il proprio nome.

In ossequio di tanto, poiché Ferrari non condivide la mia scelta satirica Cutigli-ano, tolgo la sua firma rendendolo libero da qualsiasi responsabilità, e marco il pezzo come Redazione.

Questa si chiama anche trasparenza e correttezza. E che i compagni del Pd non si incazzino: Linea Libera è anche giornale satirico, che piaccia o no ai PaDroni del baccellaio…

e.b.


Il volantino delle fuffe

 

SAN MARCELLO. Mangiato il pop corn di Renzi? Bene, proseguiamo per la gioia soprattutto dei sinistri al potere, ma anche dei destri che anelano a prenderlo, ambidestri e monchi, la carrellata per documenti della distruzione della sanità della Montagna Pistoiese.

Tocca ora a quelli rimasti chiusi nei cassetti, fintamente attuati o inesistenti.

Per non dimenticare

Ma prima di proseguire, un breve riepilogo obbligatorio, data la tendenza a dimenticare e a far passare la vulgata moscia secondo cui, in un momento delicato e drammatico come l’attuale, bisognerebbe stingerci tutti a corte, stare zitti e soprattutto non far polemica; evitare di ricordare per soprassedere ai disastri combinati negli anni da chi ha governato o sgovernavato, secondo la logica che: i meriti se ci sono, sono loro, mentre i disastri sono di tutti. Eh, troppo comodo, caccole!

L’Ospedale Pacini, dichiarato eccellenza nel 2010, viene distrutto (o potenziato, secondo il linguaggio dei trinaruciuti ossigenati da Daniela Ponticelli), nel 2013, smontando, in un sol colpo, sala operatoria, reparto di chirurgia-ortopedia e riducendo il pronto soccorso a punto di primo soccorso (Pps = piscia pure, scemo!). L’anno successivo, sempre nell’ottica trinariciuta dei potenziamenti debilitanti, mensa e cucina vengono chiuse per far posto a forniture esterne con le vettovaglie che arrivano da Massa: fredde e scotte come il cinci della sinistra progressista, che si rizza solo quando gli fai una bella pista di €uro – che ne so? Un nuovo ospedale bello come il gommone San Jacopo!

Nel volantino riprodotto a margine uno splendido esempio del pensiero dei trinariciuti illuminati della Montagna Pistoiese.

san[t]ità montana. «SPROFONDO IN ROSSI», PRIMO TEMPO: IL PD METTE IN RIGA I SINDACI
san[t]ità montana. «SPROFONDO IN ROSSI». INTERVALLO: «LA MENSA È SVANITA, ANDATE IN PACE!»

Ormai l’insofferenza verso i politici è alle stelle…

Dicembre 2013, in montagna tutti zitti?

In Montagna tutti zitti? No, vengono organizzate alcune manifestazioni di protesta e sensibilizzazione.

Una di queste a Firenze con Sindaci da tutte le parti della Toscana tranne che dalla Montagna Pistoiese.

La manifestazione è organizzata dai soliti 4 gatti “terroristi”, che in casa loro sono sfottuti, derisi, minacciati e deferiti alla Digos, dai superdotati di terza narice, utilizzata, allora come ora, per far uscire il cervello e permettere al pensiero unico europeista-buoinista-accogliente e politicaly correct di entrare e occuparne il posto.

Questo il clima della montagna scippata del suo ospedale, dove il problema sono i volantini, i cartelloni di protesta e chi, con la quinta elementare, metteva in dubbio le scelte fatte.

L’asessore Marroni pensa alla stabilità del Pacini e a servire Renzi a Roma…

Sempre dicembre, una targa per le facce di [s]bronzo

Per suggellare l’opera compiuta dal Pd, Luigi Marroni, assessore alla salute della Regione Toscana, aiutato dai soliti collaborazionisti locali, viene in montagna e blinda le supercazzole dei patti territoriali incidendole nel bronzo della sua faccia, a lode e gloria degli amministratori locali e di tutta la loro santa chiesa pidiotica.

Settembre 2014, non aprite quel cassetto

Per chiarezza di chi legge, si fa presente che lo scrivente “Sig. Giornalista”, complottista e terrapiattista – se ci sono altri “ista” da aggiungere, comunicatelo a ilsignorgiornalista@gmail.com – diventa consigliere di minoranza del Comune di Cutigli-ano.

I quattro Cavalieri dell’Apocalisse

Il 6 di settembre, l’amministrazione guidata da Tommaso Braccesi presenta al consiglio un ordine del giorno su L’organizzazione della Sanità in Montagna Pistoiese.

Dopo discussioni, proposte, controproposte, endovenose e supposte, il documento passa con i soli voti della maggioranza.

Quindi: se lo votano senza la compiacenza delle opposizioni. Nella sostanza la maggioranza chiedeva il pronto soccorso, ma in contrasto con la normativa sanitaria, non le strutture di supporto necessarie a dare garanzia allo stesso, agli operatori e ai cittadini, senza cioè: chirurgia e ortopedia.

Nonostante ci fosse la richiesta, approvata, di inviarlo all’Unione dei Comuni per essere valutato in un consiglio allargato, il documento sparisce e viene chiuso in un cassetto, dove ben presto ne arriveranno altri.

Per i dettagli consultare il comunicato con tutta la documentazione:

CUTIGLIANO. SANITÀ E OSPEDALE IN CONSIGLIO: ECCO COM’È ANDATA

Gianfranco Venturi, ex Consigliere Regionale Pd. Solo e pensoso, sta forse ripassando, una ad una, le proprie supercazzole?

Novembre 2014, «ghe pensi mi!»

I comitati già da tempo pressavano la politica per far inserire nel nuovo Piano Sanitario 2012-2015, che da lì a poco sarebbe stato approvato in Regione, il riconoscimento di Area Disagiata alla Montagna Pistoiese, unico appiglio normativo per riottenere un ospedale in sostituzione del potenziato Piot (Più idioti ovvero Tordi).

Ci pensa l’ex consigliere Gianfranco Venturi del Pd. Scende dal Palazzo, incontra i cittadini riuniti in presidio davanti alla Regione, e annuncia di aver presentato, cosi dice, una mozione per il riconoscimento di Area Disagiata punto 9.2.2. con riferimento al Patto-Stato Regioni del 5 agosto 2014.

Qualcuno il giorno dopo va in Regione a chiedere della Mozione: è l’ennesima presa di culo, il documento non esiste.

Settembre 2015, si firma per il referendum

In soli due mesi, tra settembre e ottobre, vengono raccolte, dai comitati in difesa della sanità nati un po’ ovunque in Toscana, ben 56 mila firme per abrogare la Legge della Regione Toscana n.28 del 16 marzo 2015, e abolire, almeno, l’ultimo pezzo della controriforma sanitaria attuata dai rossi di Rossi, iniziata nel 2012 con la Delibera di Giunta Regionale 1235, quella che ha permesso la stipula dei patti (pravo) territoriali.

Referendum abrogativo della riforma Rossi: scendiamo in campo!

Con la legge 28/2015 vengono istituite le tre Aslone (ciascuna con a capo un colmone, ma ubbidiente e ligio al sovrano) e una pletora di dirigenti inutili e superpagati.

Vengono anche sepolti i cadaveri di alcune Asl in profondo rosso di bilancio, vedi Massa (ma anche Pistoia, mi pare): in compenso ora funziona tutto alla perfezione.

A Cutigli-ano viene chiesto al consiglio di appoggiare la richiesta di referendum, non di esprimersi in uno o nell’altro senso: ma i democratici, respingono sdegnati la richiesta – ovviamente nessuno dei sudditi può criticare il già citato sovrano (etimologia = che sta sopra l’ano, che sta sul culo a tutti, ma a cui i compagni porgono volentieri, come nel testo dell’Ifigònia in Culide, «il buco dell’ano»).

Del resto il cervello Pd, generalmente aperto ai Rolex e onninclusivo, antisionista e filopalestinese, è portato naturalmente ad accogliere l’uso del tappeto da preghiera: in ginocchio, culo all’aria e… pronti a soddisfare le voglie del PaDrone.

Le firme per ottenere il referendum comunque bastano e avanzano. La Regione inizia a preoccuparsi e per non far esprimere la popolazione, anche questo da veri democratici. I compagni buttano alle ortiche la legge fatta oggetto di referendum e ne fanno una nuova. Eugenio Giani, aspirante al PoDere regionale, attuale candidato a presidente della Giunta Toscana, per la carica ricoperta di Presidente del Consiglio regionale, dovrebbe essere il garante di tutti, ma – colto da un attacco di mattarellite acuta – non ha niente da eccepire. Tra il buttare alle ortiche una legge sottoponendola a giudizio dei cittadini e le 56 mila firme dei toscani in disaccordo con la politica [in]sanitaria di Rossi, si opta per dare un calcio in culo a chi a firmato. Perché «loro sono loro e la gente non è un cazzo!».

La nuova legge viene approvata in una maratona estenuante sotto Natale. Nasce monca, zoppa, cieca e [slo]vacca e castrata dei 40 articoli finali. I consiglieri si erano rotti di discutere e volevano anche loro poter festeggiare il Natale non con «seghe e gazzose», ma con donne e champagne. Quindi, per non perdere le buone abitudini, si tagliano gli articoli di troppo, tanto non servivano. Ed Auschwitz-Sanità è pronta e s…fornata.

Ottobre 2015, viene chiesta l’area disagiata

Le opposizioni del Comune di Cutigli-ano e del Comune di Abetone, ripropongono il tema della sanità e dell’ex-Ospedale Pacini in consiglio per la richiesta di zona disagiata e ospedale di base. L’ordine del giorno è aperto in modo da permettere la più ampia discussione e integrazione.

All’Abetone l’amministrazione Danti approva senza modifiche. Più in basso, a Cutigli-ano, il documento viene stravolto dalla maggioranza di Cutigli-ano Bene in Comune (e male nel deret-ano), tanto da costringere le opposizioni a votare contro.

La solita manina passa il bianchetto

Maggio 2016, la tela di Penelope

Lo stesso documento viene presentato e discusso in Unione dei Comuni. L’esito è disastroso e le stesse manine innocenti sbianchettano qua e là parole frasi e richieste con particolare e maniaca attenzione a “Pronto Soccorso” su cui viene tirata sopra una riga nera.

Non ci credete? Stropicciatevi gli occhi: l’atto è ancora disponibile nell’archivio dell’Unione dei Comuni o consultabile qui: Richiesta riconoscimento area disagiata e ospedale di base.

La richiesta per il Pronto Soccorso viene cancellata su proposta di Tommaso Braccesi da: Giampiero Danti Sindaco di Abetone, Luca Marmo Sindaco di Piteglio, Maria Silvia Cormio Sindaco di San Marcello Pistoiese, Fabio Micheletti Sindaco di Sambuca Pistoiese, Luigi Baldassarri, Franco Ballantini, Cristian Taddei, Gabrio Fini, Marco Ceccarelli.

Contrari: Marco Ferrari e Claudio Gaggini. Assenti: Giorgio Fabbri, Maria Fronti Kelly, Giuseppe Montagna.

Si apre il solito cassetto, l’atto viene riposto sopra il precedente e si richiude, ma ancora c’è posto.
Del documento si perdono, nonostante sia stato votato dalla maggioranza, tutte le tracce.

È chiaro, ora, come vengono intrecciati i fili della sanità in montagna? Esattamente come la tela di Penelope: di giorno si tesse e in pubblico sono sì, di notte si disfa l’ordito e nelle segrete stanze i sì diventano no!

Redazione
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Nota. Della forma «Cutigli-ano» se ne assume la responsabilità il direttore, che non ha paura di chiamare le cose con il loro nome e di giocare con le parole come Crozza. Alla faccia dei Pd politicamente corretti all’ananas e con una sprizzatina di Rolex!

La salute prima di tutto!
Chi non lo vuole è un farabutto


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