san[t]ità montana. TUTTE LE FAVOLE DI DON FERRANTE E DONNA PRASSEDE

Elezioni: si avvicinano le europee e le regionali e in qualche modo bisogna cercare di turlupinare gli elettori

Enrico Rossi e Stefania Saccardi, «una coppia di alto affare», don Ferrante e donna Prassede [da Toscana Media]
SAN MARCELLO-MONTAGNA. “C’è una casetta piccola così con tante finestrelle colorate”…: ve la ricordate questa canzone di Lucio Dalla? È vero, nella canzonetta c’è anche il lupo non il poveraccio nostrano, quello vero, quello che parla alla pancia (e la mangia) e non al cervello, perché le budella e contorno gli piacciono molto.

Quel lupo pericoloso con la fascia che “caccia” le pecore, cioè, per dircela tutta, ciascuno di noi e il nostro voto.

Oggi la Montagna ha risposto, da par suo, alle offerte che la Regione Toscana ha elargito alla pancia dei suoi scribi con una unicità di sentimento che dovrebbe far riflettere.

Scarnificata attraverso la sua Comunità Montana, dimenticata nella sua viabilità e nei suoi servizi essenziali, desertificata nella sua attuale capacità turistica ed occupazionale, attraverso due Sindaci (che avrebbero dovuto essere quattro), ha riunito l’anima e il cuore di tanti cittadini che hanno voluto manifestare il loro amore per il territorio.

Non sembri poco, al di là del poi effettivo risultato che è il nulla.

Il risultato lo vedremo quando verrà messo “nero su bianco” tutto ciò che è stato promesso e che comunque, piaccia o no, non è quello sperato.

Quello di cui la Montagna ha diritto è solo e solamente l’applicazione del D.M. 70/2015 sulle zone disagiate. Il resto è demagogia pura, pane per i politici politicanti ma non degli “umani intelligenti”.

Colloqui amorosi…

Quella “casetta piccola così” che il povero Rossi, che ancora sta cercando 450 milioni di euro spariti nell’Asl di Massa, pensa abitata da gente stupida che accetta si possa mettere un “salottino” in quattro mura diroccate e chiamarla casa.

La Consulta della Salute, alla quale è stato demandato un parere sulle proposte regionali, sa benissimo che le parole restano tali e i fatti, pure.

Hanno smantellato i locali del fu Pacini di San Marcello e adesso parlano di ripristino di cosa? Dei venti posti letto di Medicina con attigue competenze secondo il decreto Balduzzi? E dove li vogliono mettere? Nella vecchia sala operatoria adibita a ambulatorio? E la nuova Tac promessa, come funzionerà senza un medico anestesista? Dettagli? Sì, ma essenziali e ci fermiamo qui.

Ci fermiamo qui, perché giocare sui sentimenti è criminale.

Un voto non vale, per chi ha fatto politica ovunque collocato, la presa di culo delle masse che, poi, essendo tali, possono solo plaudire o dissentire, a comando.

Però, su una proposta siamo in accordo con la Regione Toscana: su due letti di cure palliative, cioè di gente che sta morendo o viene a morire nel cronicario di San Marcello e che non ha bisogno di particolari cure, se non un letto, un po’ di morfina e l’affetto e la cura di familiari ed amici (non a carico del servizio sanitario nazionale).

Allora, potenziare anche la camera mortuaria, no?

P.S. – Ospedale Lorenzo Pacini – Pronto soccorso – Piot e nuova dizione che è un altro acronimo che mi rifiuto di scrivere. L’unica cosa che posso dire è che l’hanno inventata i “pidioti” in Umbria, nella loro Sanità e che adesso sono tutti in galera per reati vari…

Già, fra un mese ci saranno le elezioni europee; fra un anno quelle regionali.

Ma guarda un po’!

[Felice De Matteis]


DOMANDE BESTIALI

Nicht Violinentrompete mehr?

Ma come? Oggi che la Regione rassetta il servizio sanitario in montagna l’ufficio stampa e propaganda dell’Asl non ha niente da strombazzare?

Suonò e sviolinò così tanto, quando disfacevano il glorioso Pacini, e ora che lo fanno rinascere «più bello e più superbo che pria» (Petrolini), così tanto silenzio?

Non vi sembra che ci sia qualcosa che non torna?

[e.b.]


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