san[t]ità prato. IN TRE MESI AZZERATO IL NUMERO DEI LETTI DI “APPOGGIO”

I nuovi letti
I nuovi letti

PRATO. La riorganizzazione del presidio Santo Stefano avviata, lo scorso mese di maggio, comincia a dare risultati positivi.

Nei primi mesi di quest’anno, in media, il numero di pazienti ricoverati in settori dell’area chirurgica, ma con patologie di pertinenza dell’area medica, era di oltre 20.

Nel mese di giugno il numero di pazienti è sceso mediamente a meno di 3, fino ad azzerarsi nel mese di agosto.

Questi dati positivi sono il frutto di una serie di interventi messi in campo dall’Azienda Sanitaria.

L’operazione di “restyling” effettuata nelle aree assistenziali attraverso una diversa modulazione dei posti letto ha permesso di indirizzare i ricoveri rispetto all’intensità di cura richiesta e per percorsi assistenziali specifici (malattie tumorali, cerebrovascolari, reumatiche ecc…).

Il nuovo ospedale di Prato
Il nuovo ospedale di Prato

L’unità operativa di medicina interna pre e post operatoria ha accolto i pazienti chirurgici ma che necessitano di competenze internistiche, la forte integrazione delle unità operative di medicina interna e geriatria, disposte allo stesso piano dell’ospedale, ha consentito la gestione di pazienti con pluripatologie.

Nell’area medica, area di prevalenza di ricoveri, i posti letto sono stati aumentati di 28, consentendo al Pronto Soccorso una maggiore disponibilità di ricovero.

A questi 28, sono stati aggiunti i 19 posti letto, sempre di area medica a Villa Fiorita a cui si accede direttamente dal Pronto Soccorso.

“Questa serie di azioni che ha disegnato una nuova mappa dell’ospedale ha dato risultati soddisfacenti – commenta Giancarlo Landini, direttore Dipartimento specialistiche mediche – dopo tre mesi dalla riorganizzazione al Santo Stefano, il numero dei letti di “appoggio” si è azzerato: grazie a questa operazione di rimodulazione e razionalizzazione dei posti letto abbiamo fornito una rapida ed efficace risposta alla necessità di ricovero proveniente dal Pronto Soccorso assicurando un’assistenza sempre più attenta ai bisogni dei pazienti ed alle esigenze degli operatori sanitari”.

[vannucchi – usl toscana centro]


 

QUANDO LE CHIACCHIERE NON FANNO FARINA

 

Toscani, questa è la vostra fine in sanità!
Toscani, questa è la vostra fine in sanità!

VISTO COSÌ il discorso non fa una piega. Solo che è visto così soltanto da parte Asl: e che la Lucia del Manzoni finisca con il dire che Renzo “è un gran bel fio” non fa certo testo.

La realtà, l’altra, che Renzo è stato e resta un gran bel torcione, si dimostra da sé pensando a tutti i letti che l’Asl di Paolo Morello Marchese e del Pd dei paraculo ha dovuto riaprire dopo la strombazzata apertura del nuovo ospedale di Parto che – come quello di Pistoia – per lo più fa… onco a’ bai.

Del resto è l’etica e l’ottica del Pd che realizza tutto questo con una arroganza mielata da fare schifo: degna di Papi di sinistra e di giubilei della misericordia. Tanto a fare le figure di cacca sono gli addetti stampa del regime (che si prestano a scrivere e firmare tutto), a cui si fa dire quel che vuole la velinità ufficializzante di chi paga gli stipendi di fine mese e – per giunta – le indebite posizioni organizzative, alias quattrini in più (dei nostri, non di Morello Marchese).

No: il muro di Berlino, non è mai caduto. E il Partito Comunista Sovietico non è per niente cambiato: lo hanno riassunto in toto i democristiani smessi che si sono trasferiti in massa in casa della sinistra (?) per continuare a comandare e a tenere le mani in pasta come vogliono e credono.

Non vi fidate di quello che stiamo dicendo? Pensate a Renzi e a chi è! Un uomo di sinistra democratica come il signor Enrico Rossi il socialista?

Benigni l’ha capito o l’ha sempre saputo...?
Benigni l’ha capito o l’ha sempre saputo…?

Contate i danni alle casse: dal buco di Massa (428 milioni dai quali Rossi è stato graziato in questi giorni), ai miliardi dei nuovi ospedali regalati ai privati e, ora, alla terza corsia autostradale Firenze-Mare o al raddoppio della ferrovia Pistoia Lucca.

E intanto i malati toscani si grattano il culo perché la sanità più bella del mondo è andata a farsi fottere e quattrino non ce ne sono più.

Se Benigni non fosse un paraculo qual è e fosse rimasto fedele al suo Berlinguer, non farebbe la campagna per il .

Farebbe quella, più santa e più giusta del «Monta qua, tu vedi Lucca!».

Gente, il Pd e lo Stato vi prendono per il culo. Preparatevi, dunque, a morire non curati e contenti

Edoardo Bianchini

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