san[t]ità-prato. «LA SALUTE NON È PIÙ UN DIRITTO»

Il dramma dei tagli voluti da Rossi. Cgil in commissione consiliare 5: erano presenti il direttore generale della Asl Toscana Centro, Paolo Morello Marchese, i consiglieri regionali Ilaria Bugetti e Nicola Ciolini e l’Assessore al sociale Luigi Biancalani. «A questa Turchia che stiamo vivendo, ci siamo giunti solo grazie a voi: che avete scambiato il “bene comune” con gli “affari di famiglia”!»
Il nuovo ospedale di Prato
Il nuovo ospedale di Prato

PRATO. Il 20 settembre scorso la Fp Cgil ha illustrato ai consiglieri del comune di Prato componenti della Commissione quinta il proprio piano per la sanità che conteneva tre richieste agli intervenuti direttore Asl Toscana Centro e presidente della Società della Salute.

Abbiamo fatto presente il saldo negativo, 43 operatori in meno nel 2015 rispetto al precedente anno, per il personale, l’enormità delle giornate di ferie non godute per l’anno 2015 (57.402 pari a 26,14 giornate medie di ferie pro capite), l’impossibilità di avere le sostituzioni per maternità e ferie, malattie, infortuni e legge 104 per il dipartimento delle medicine e delle chirurgie, l’aumento smisurato di accessi al Pronto Soccorso (+5.200 dal 2014 al 2016) e la parallela riduzione di personale tecnico e infermieristico assegnato.

Il Direttore Generale dell’Asl Toscana Centro, supportato dal proprio staff, ha garantito una maggiore spesa per l’area pratese, oltre 36 milioni di euro, con la finalità di attivare — ma senza illustrare la tempistica — 2 case della salute, 2 distretti socio sanitari e ulteriori 16 posti di Cure Intermedie.

Le politiche del personale, invece, non prevedono più professionisti sanitari per Prato, nonostante le ferie residue e la riduzione di 43 lavoratori nel passaggio tra il 2014 e il 2015.

Viene confermato il numero del personale attualmente in forza – come avevamo intuito e preannunciato a mezzo stampa – sostituendo gli operatori assunti tramite agenzie interinali e partite Iva, con 41 nuovi rapporti di lavoro a tempo determinato.

Sandro Malucchi
Sandro Malucchi, Fp Cgil Prato

Verrà istituita una Commissione per l’analisi del Dipartimento Emergenza Accettazione dell’intera Asl Toscana Centro che valuterà i volumi di attività, il modello organizzativo, la strumentazione informatica e le distanze da altre realtà organizzative toscane.

Da ciò dovrebbe derivare una riflessione sulla composizione della pianta organica del Dea di Prato.

Dal 1° ottobre prenderà il via la sperimentazione della cartella informatizzata nel Dipartimento Medico; secondo la loro valutazione ciò dovrebbe facilitare il lavoro nel dipartimento, riducendo i carichi.

A nostro avviso la modalità di tenuta della cartella informatizzata non sarà sufficiente a garantire la sostituzione del personale assente per ferie, legge 104, malattia e infortunio.

In conclusione: riteniamo essere rimaste inevase le nostre domande che vertevano sulla possibilità di assumere personale, almeno nella misura dei 43 ridotti dal 2014 e i tempi di realizzazione di case della salute e punti di primo soccorso atti a ridurre il numero di accessi al pronto soccorso, porta di accesso a un ospedale che rimane l’unico presidio di sanità nella terra di Prato.

Vedi: relazione-per-commissione-v-20-09-2016

Sandro Malucchi
Fp Cgil Prato

Rileggi: http://www.linealibera.info/santita-prato-fp-cgil-nessun-nuovo-occupato/


CUGINI STRETTI DI ERDOGAN

 

L’unghiata er la... san[t]ità
Rossi. L’unghiata per la… san[t]ità
SIAMO CUGINI STRETTI di Erdogan. E questo intervento di Malucchi ce lo riconferma anche stamattina.

Ci riconferma, innanzitutto, che qui non siamo dinanzi a malucchi trascurabili della sanità, ma in mezzo a una voragine che sta ingollando tutto e tutti come il gorgo descritto in Una discesa nel Maelström.

I nostri beneamati padroni – tutti rigorosamente targati Pd, ammennicoli vari e fiancheggiatori di ogni tipo: i fichi Verdini crescono proprio bene in stagioni come questa – a tutto pensano fuorché a risolvere i nostri mali: se moriamo è meglio, così non rompiamo le palle alla politica e a chi, a fine mese, si trova migliaia di euro in banca.

Soldi, ci è stato detto e ripetuto, non ce ne sono più: perché il Pd o chi prima per lui – ricordiamoci che qui siamo nella Toscana socialista di Rossi – ha seccato anche il ciborio, l’ostia pura santa e immacolata, munta come una vacca e ridotta tutta pelle e ossa.

Gli ultimi soldi sono stati ciucciati come il calzino di Bart Simpson con la costruzione (che strepitosa gonorrea!) dei nuovi ospedali di Enrico Rossi – e dopo che Massa aveva ciucciato ben 428 milioni di euro, ricordàtelo bene.

Rossi il socialista [il tirreno]
Enrico Rossi il socialista [Il Tirreno]
Il resto – li definiamo ultimi sgoccioli del mestruo…? – se ne sta andando a ventinate di milioni all’anno di pizzi per i quattro nuovi ospedali: tant’è l’affitto dovuto a chi succhia perfino i parcheggi da Dracula ai malati e alle loro famiglie nelle aree intorno agli ospedali del deserto.

Sono finiti i soldi, non c’è più trippa per i gatti: ma, nonostante le dichiarazioni del signor Paolo Morello Marchese del Ciocco e di Carabas… se la Raggi dice “Niet Olimpiadi”, c’è sempre un Presidente emerito del Consiglio regionale (Giani, vedi) che lancia l’idea di far fare le Olimpiadi in Toscana dopo la rinuncia di Roma. Lì, nei giochi della minchia, i miliardi si buttano volentieri: in sanità i miliardi si levano. Tutto chiaro, no?

E non solo. Rossi il socialista & C. è impegnatissimo a far raddoppiare la ferrovia Pistoia-Lucca (per ora), ma poi fino a Viareggio. Ci vorranno, alla fine, più di due miliardi, se va bene. E un altro paio di miliardi – per ora in progetto: quindi, in realtà, assai di più – per la terza corsia dell’A11, l’autostrada per il mare sulla quale i fiorentini potranno andare a Viareggio con il barroccio e il ciuco quando lo stato di Renzi andrà in default, fenomeno per cui è solo questione di tempo; basta che finiscano le carote…

Tutto questo lo abbiamo avuto grazie al Pd e a chi per lui prima. Di queste grazie dobbiamo rendere grazia a Dio padre onnipotente con annessi, connessi e fiancheggiatori alla Verdini.

Recep Tayyip Erdoğan
Recep Tayyip Erdoğan. L’Italia trabocca di suoi cugini stretti

Siamo cugini stretti di Erdogan; di quelli che arrestano e fanno arrestare i giornalisti perché dicono il vero: magari partendo dalla comminazione e dall’inflizione di una censura da parte della commissione di disciplina dei giornalisti della Toscana – come è successo a noi – solo perché abbiamo meticolosamente documentato la scorrettissima velineria dell’addetta-stampa dell’Asl 3 di Pistoia (beneficata anche da una indebita “posizione organizzativa” senza avere nessuno da coordinare se non se stessa!) sempre pronta a dire che con i nuovi ospedali “tutto va meglio, anzi ottimamente, madamo lo marchese Paolo Morello del Ciocco”.

Mettetevi una mano sul cuore (ma lo avete?), signori della politica e del sindacato, marchesi, bugetti e ciolini, ma anche malucchi della Cgil e sindacalisti che, alla fine, partite in crociera per brain storming come angeletti scesi dal cielo (vedi).

A questa Turchia che stiamo vivendo, ci siamo giunti solo grazie a voi: che avete scambiato il bene comune con gli affari di famiglia!

Edoardo Bianchini

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento