san[t]ità & punti di vista. IL CONVEGNO CGIL SECONDO PIERO GIOVANNELLI

Saccardi a PistoiaPISTOIA. Se un neopensionato non sa cosa fare in una piovosa giornata invernale a Pistoia, cosa ci può essere di meglio che andare alla Biblioteca San Giorgio ad assistere al convegno organizzato dalla Cgil su “Stato di salute della sanità pistoiese: criticità e proposte” ed avere così il piacere di rivedere, per la terza volta in cinque mesi, quasi senza muoversi da casa, l’assessore regionale al “Diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitaria” Stefania Saccardi?

Non resta che cogliere al volo la ghiotta occasione e andare.

Tralasciando tutta la parte che precede l’intervento della Saccardi, sulla quale, per Linee Future, ha già ottimamente riferito qui Lorenzo Zuppini, mi vorrei soffermare in particolare sull’intervento del citato assessore regionale, circa quarantacinque minuti, che hanno di fatto chiuso il convegno.

Conoscendo già un pochino tale personaggio, vorrei innanzitutto sgomberare il campo da giudizi sommari che potrebbero portare a sottovalutare il medesimo e le sue capacità. Bisogna riconoscere infatti, a mio avviso, che l’assessore Saccardi mostra di avere una discreta dose di intelligenza, di parlantina, di furbizia, di savoir faire (non per niente è anche avvocato, immagino, neppure di secondo piano).

Il problema grave è che usa queste doti non “per il bene del Paese” (come direbbe il suo mentore Matteo Renzi), ma per ammaliare la platea, confondere e annacquare il senso delle cose, mettere in bocca, a coloro che avessero inteso contestarla, cose che questi non hanno detto o hanno detto con ben diversi intendimenti.

Se vogliamo fare un esempio, solo parziale, delle “perle” uscite dalla bocca della Saccardi (o che ha accuratamente evitato di fare uscire a seconda delle convenienze), eccone alcune:

Rossi e Saccardi
Rossi e Saccardi

1) “È falso che noi vogliamo privatizzare la Sanità… ma se abbiamo addirittura comperato Villa Ragionieri, struttura che era privata, con centosessanta posti-letto, e che adesso noi di fatto abbiamo reso pubblica”.

Bene, dico io: ma non prendiamoci in giro. Una rondine non ha mai fatto primavera; figuriamoci se è in grado di farla questo gesto isolato, per quanto apprezzabile (ammesso che le cose stiano davvero così). Perché, per il resto, gli indizi che portano a pensare a un progressiva privatizzazione della sanità toscana sono ormai tanti.

2) “Chi ci contesta (movimento referendario, altri) ci accusa continuamente di non avere fatto le cose quando le si fanno, o di averle fatte male, in modo che non si capisce mai, questa gente, cosa vuole. A Pistoia, ad esempio, ma non solo, abbiamo regalato alla città un ospedale nuovo e veniamo contestati. Se l’ospedale non lo avessimo costruito, sicuramente, saremmo stati contestati ugualmente”.

Discorso molto furbino e da prestigiatore della parola, mi permetto di aggiungere io. La Saccardi evidentemente dimentica, o non sa o non vuole dire, che la contestazione non è certo espressa nella maniera qualunquistica che vuole far credere lei.

A Pistoia non si voleva e non si vuole l’ospedale nuovo perché costruito in un luogo del tutto inidoneo, con una più che prevedibile moltiplicazione dei costi, e quando da pochi anni almeno metà dell’ospedale così detto “vecchio” era stata rifatta pressoché ex novo.E soprattutto, a Pistoia come altrove, si è estremamente scettici nei confronti della nuova filosofia ospedaliera detta “per intensità di cura”.

Questi e non solo sono stati i motivi di contestazione, che mi paiono molto fondati nel merito. Altro che discorsi “un tanto al kilo” con cui l’abile assessore vorrebbe delegittimare chi rema contro a questo sistema.

3) “Non si può fare tutto da tutte le parti”, dice ancora la Saccardi, dando a bere che chi le si oppone cada dalle nuvole e non conosca la realtà.

Un abitante della montagna, che lotta per il mantenimento del presidio di San Marcello, ad esempio, è il primo a sapere che se ha bisogno di un intervento di elevata complessità, deve andare, neanche a Pistoia, ma a Firenze o, meglio ancora, a Bologna.

Corrado Catalani e Maria Benvenuti
Corrado Catalani e Maria Benvenuti

Però, la nostra cara assessora (se è consentito) non può e non deve dire neppure che si devono “razionalizzare” (cioè chiudere, tanto per non girarci intorno) tutti quei reparti/ospedali dove non si riesce a fare un certo numero di interventi annui stabiliti a tavolino.

Come se il problema dipendesse tutto dai numeri e non dalla qualità, dall’esperienza, dalla capacità del singolo medico/chirurgo. Come se, per decreto, un medico/chirurgo che opera a San Marcello Pistoiese, a Volterra, all’Elba ecc., dovesse essere meno bravo di uno che opera al Niguarda di Milano o al Gemelli di Roma; solo perché la sua struttura è situata in zone molto meno abitate.

È chiaro che con questa “filosofia”, di fatto, si mettono in fuori gioco tutte le zone dette marginali, con una spirale perversa che collega poca popolazione, pochi interventi, progressiva chiusura, azzeramento dei servizi.

4) Andando avanti, l’assessore non si è potuta esimere dall’affrontare l’annosa questione delle liste d’attesa e della loro lunghezza, e non potendo negare il problema, si è cosparsa metaforicamente il capo di cenere, ha fatto ammenda ed ha affermato che l’amministrazione regionale sta facendo di tutto nel tentativo di alleviare prima, e di risolvere poi, il problema. Anche Rossi, tra l’altro, ebbe a dire ciò nella sua ultima comparsa pistoiese.

Tutto giusto ciò che dice la Saccardi sull’argomento, ci mancherebbe! Ma quando nel corso degli anni e con il succedersi degli amministratori, si fanno sempre le stesse ammissioni di colpa e niente cambia, anzi, magari, peggiora, ci sia consentito dire che da qualche parte c’è puzza di bruciato.

E, visto che ci siamo, sarebbe il caso che la Saccardi ci spiegasse, magari la prossima volta, come mai la Sanità privata non presenta alcuna lista di attesa e se si ha urgenza di una visita o di un esame (è normale, in argomento sanitario, che si possa avere fretta!), si viene serviti praticamente subito… ovviamente pagando.

5) C’è poi un’altra cosa che l’amabile assessora, tra l’altro priva di un vero e proprio contraddittorio, non ha spiegato, ed è anch’essa molto grave: le attese che si fanno nei Pronto Soccorso, misurabili in ore, anche per chi avrebbe urgenza di essere preso in esame velocemente.

Anche questo non è un problema nuovo, è conosciuto da tutti, ma ci battiamo sempre il naso. E non è certamente colpa dei medici presenti in quella struttura, i quali si prodigano sempre (o quasi) al massimo.

Rossi a Bonelle, dans sa maison
Rossi a Bonelle, dans sa maison…

Tanto per ripetere un esempio già raccontato, quando, nella scorsa estate, il sottoscritto, dopo una caduta in un ghiaione avvenuta in Alto Adige, è dovuto andare in ambulanza all’Ospedale di Bolzano, senza neppure che avvenisse la assegnazione di un codice (posso immaginare che, se del caso sarebbe stato verde) è stato preso in cura da ben tre medici nel giro di cinque minuti e, dopo quaranta minuti era già fuori, con punti, iniezione antitetanica, completa ripulitura, fasciatura e incerottatura delle braccia, varie ed eventuali… e scusate se è poco. Non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se la caduta, invece che sulle pendici di un monte chiamato Corno Bianco fosse avvenuta, che so, sul nostro Libro Aperto.

6) Infine, tanto per concludere in bellezza, la simpatica Stefania, nel corso del suo intervento, ha più volte preso di mira, in maniera alla fine quasi affettuosa, il dott. Corrado Catalani, “reo” di avere presentato dati invero assai preoccupanti, sulla mortalità annua a Pistoia (vedi a tal psoposito http://www.linealibera.info/santita-media-regionale-a-pistoia-si-muore-meno/n.d.r.).

Ha affermato che i dati di Catalani non concordano con quelli in suo possesso, non solo senza mostrare o parlare di questi ultimi, ma anche senza offrire una sua spiegazione sul fatto che, su un argomento del genere, possano esistere dati diversi provenienti, immagino, da fonti diverse.

Se così stanno le cose, è possibile che qualcuno bari, e a questo punto il sospetto è che il baro si annidi proprio nell’apparato, nel sistema di cui la Saccardi fa parte e che difende a spada tratta.

E con questo concludo e invio all’assessore Stefania Saccardi un cordiale saluto e un invito a tornare di nuovo a Pistoia… magari con il proponimento di raccontarci qualche bugia di meno.

[*] – Lettore, ospite


MA KING KONG NON MUORE PIÙ?

 

King-Kong
Cumannari è megghiu di futtiri

 

 

DIETRO queste parole di Piero Giovannelli, peraltro tutte impostate su termini di perfetta continenza verbale, devo pur aggiungere qualche battuta politicalliscorrect. Ci sta bene, ci vuole.

Ieri nel commento al come e quanto si muore in Toscana, propinatoci dall’ufficio degli uffici stampa dell’Aslona del centro del singor Marchese Morello, per prudenza non ho voluto fare dirette connessioni al fatto che il “richiamo del padrone” al popolo servo e bue mirava a distruggere la credibilità del dottor Catalani e dei suoi numeri.

Lo ha fatto, però, come vedete qui sopra, Piero Giovannelli, voce non sospetta anche per la sua più volte richiamata iscrizione al Pd.

Ora però voglio aggiungere di peggio. Voglio bacchettare la Cgil e Brachi stesso per aver fatto venire a Pistoia la Saccardi a raccontar frottole ai pensionati, la parte debole del sistema; quelli che il sistema sente come un peso, che l’Inps deve foraggiare e temere nel timore di troppa aspettativa di vita, senza contare che loro hanno già dato abbastanza, se non sono baby pensionati e pensionati d’oro così cari a quel balòss di Renzi, ormai preso a calci in culo da tutta Europa, pur se adorato dagli italiani bischeri del Paese Infelice, il popolo dei “gratta e vinci”.

Che calcio nei coglioni, questa mossa, signori della Cgil! Invece di difendere i deboli, li avete offesi portando un’attrazione da Circo Togni, un King Kong, alla San Giorgio: per imbambolare la gente e farle ingoiare la pillola di cacca della riformina sanitaria toscana – che in qualche modo ricorda, purtroppo, la misericordina di Francesco.

In questa triste storia c’è un solo, ma impedonabile, peccato: che mentre la grande attrazione nel famoso film alla fine muore e ci commuove, questa stella radiosa della politica, invece, che si è esibita cantando le lodi della sua malasanità rossiana, non solo non cadrà da nessun grattacielo, ma, restando ben salda sulla sua poltronciona, finirà col grattare i nostri ultimi spiccioli in nome del bene comune.

Che per la maggior parte dei toscani sarà (perdonateci) un pène comune. Da cacare – come direbbe qualche famoso poeta latino autore di strepitosi epigrammi e non un qualsiasi bischero di strada – a carissimo prezzo.

Ma questo, è ovvio, non importa né al Pd né alla Cgil.

Edoardo Bianchini

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Per Cumannari è megghiu di futtiri, vedi: http://forum.corriere.it/leggere_e_scrivere/03-02-2014/cumannari-a-megghiu-di-futtiri-2464180.html

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2 thoughts on “san[t]ità & punti di vista. IL CONVEGNO CGIL SECONDO PIERO GIOVANNELLI

  1. Dunque dunque, Saccardi….Saccardi….ah si, la collega della Fratoni, quella rinviata a giudizio, si quella che fa parte di quel partito che ha fatto eleggere a governatore un condannato in primo grado, che in Parlamento conta solo 83 parlamentari indagati, dei quali nessuno si dimette ma che da 10 giorni danno addosso ad un movimento che ha espulso un suo eletto a dicembre per aver ricattato un sindaco che non ha commesso alcun reato. Insomma loro, quelli dell’ex rottamatore che è caduto pesantemente nei sondaggi e quindi ora attacca a testa bassa l’UE (Draghi ti prego non perdere la pazienza: tieneici ancora in piedi….). Gente credibile, perfetti per addormentare i bambini la sera con qualche favola.
    PS. Piero, mi congratulo per la pensione! Bravo e mi raccomando, la prenda per i prossimi 50 anni, tenga duro e gli faccia venire un travaso di bile al Padoan.

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