san[t]ità terno a lotto. «NON C’È POSTO, TORNI A CASA»

La vicenda di una signora ottantenne rispedita a casa perché al Piot di San Marcello non c’erano letti disponibili
Un Piot non è un neccio con la ricotta...
Un Piot non è un neccio con la ricotta…

SAN MARCELLO. La san[t]ità “terno a lotto” che offre la possibilità di vincere una visita di controllo gratuita messa in palio nelle varie iniziative/lotterie organizzate dalle Asl per sensibilizzare i pazienti su determinate patologie (vedi: Il vero di chi comanda. La santità terno a lotto di Rossi-Saccardi), è solo uno specchietto per le allodole.

Queste iniziative spesso organizzate in collaborazione con associazioni di volontariato che operano nel sociale (vedi), sarebbero funzionali allo scopo prefisso, in un sistema in cui l’accesso alle cure fosse snello e con tempi di attesa normali, ma non quando, la quotidianità dei fatti testimonia e prova esattamente il contrario.

Nella settimana appena conclusa, del 2-8 maggio, una signora ottantenne – che chiameremo con il suo vero nome: Mariella –, è stata accompagnata per ben tre volte al pronto soccorso di San Marcello, lamentando sempre lo stesso problema: malessere generale, dolori addominali e diarrea. “Segua la terapia e torni al pronto soccorso tra due giorni”, è stata la risposta.

Neanche 24 ore dopo e una nottata insonne e, Mariella, è stata riaccompagnata nuovamente al pronto soccorso; viene visitata ambulatorialmente dal chirurgo e, cosa apparsa strana, senza misurarle la pressione, in quanto l’apposito strumento non era in dotazione. Diagnosi: “Non è niente di grave le passerà” e la signora viene rispedita nuovamente al mittente.

Terzo giorno: nuovamente al pronto soccorso; codice verde, attesa, visita e: “Signora la terremmo anche, ma non ci sono posti letto; vada a casa: la richiameremo noi per gli esami”.

La sanità dei tagli
La sanità dei tagli

Inutile dire che la signora è ancora a casa con i suoi problemi irrisolti in attesa della telefonata.

I familiari nel frattempo si improvvisano infermieri, attuando la medicina d’iniziativa (termine gentile che tradotto alla Crozza suona come: “Son cazzi vostri”), di cui i capoccioni delle Asl si riempiono la bocca per magnificare la riorganizzazione sanitaria voluta con i “patti territoriali” dai sindaci, passati e presenti.

Al Piot di San Marcello i posti letto non sono sufficienti, anche perché occupati dai pazienti provenienti dal San Jacopo (!) e pensare che la chirurgia, fiore all’occhiello dell’ex-ospedale Pacini, è stata tolta perché non era ammissibile che i pazienti di Pistoia venissero a operarsi in alta quota. Pacchi/paziente che dalla montagna vengono spediti al San Jacopo di Pistoia o ai Ss Cosma e Damiano di Pescia, e quelli della piana, viceversa, inviati in montagna. Una logica da Einstein, non c’è che dire!

Questi sono gli effetti collaterali della riorganizzazione: lesinano sui posti letto, ma in compenso scialano con mezzi di soccorso che viaggiano incessantemente su e giù per “Le Piastre” e gli elicotteri volano tra l’Abetone e Careggi come calabroni. Dove sia il risparmio è incerto, di certo ci sono solo tutto il disagio e i maggiori costi a carico dei cittadini e non della Saccardi.

Il giorno dopo un uccellino, ci ha poi informato che i posti letto non solo non c’erano a San Marcello, ma neanche a Pistoia e nemmeno Pescia. Signori della Asl è così? Sì o no?

I brillanti risultati della nuova Sanità Montana di Rossi & C.
I brillanti risultati della nuova Sanità Montana di Rossi & C.

Perché per trasparenza non mettete, come avviene per pronto soccorsi in diretta, sul sito web aziendale, la situazione in tempo reale di occupazione dei posti letto dei vari ospedali e del Piot sanmarcellino?

Già lo fanno gli alberghi e anche questo, potrebbe essere un servizio, per rendere più attrattive (termine usato dai dirigenti Asl) e appetibili le strutture sanitarie: in fondo, dopo il taglio dei posti-letto – Pistoia è al minimo regionale con 2,11 per 1000 abitanti – la sanità, funziona già, come il settore alberghiero dove la tecnica dell’overbooking è utilizzata per massimizzare i profitti, prendono più prenotazioni di quanto la capacità ricettiva possa permettere.

Che i posti letto, non siano sufficienti è evidente, e non lo diciamo noi gufi di Linee Future, ma i fatti e questo trapela anche delle intenzioni della stessa Asl e del Comune di Pistoia che vorrebbero adibire, il vecchio Ospedale del Ceppo a Casa della Salute, per fare da valvola di sfogo al San Jacopo, sovradimensionato in sale operatorie, ben 13, e sottodimensionato in posti letto, solo 400.

Per Mariella non sarebbe stato possibile attivare uno dei due posti letto di osservazione breve di 48 ore a disposizione dei medici curanti invece di consigliarle di ripresentarsi dopo due giorni? Anch’essi erano forse occupati?

Questo era un codice verde, ma se si fosse presentato un codice rosso, il sistema “potenziato” della sanità montana, come avrebbe risposto? Sarebbe stato convito qualche paziente a dimettersi “volontariamente” per liberare un posto? Grave sarebbe se il personale si prestasse a tali pratiche.

Statisticamente coloro che avranno più necessità di ricorrere all’assistenza sanitaria sono le fasce deboli, tra cui principalmente proprio gli anziani, tradizionale bacino elettorale del Partito Democratico.

Pronto soccorso o punto di primo soccorso?
Pronto soccorso o punto di primo soccorso?

In prima linea ci siete quindi voi, cari nonni e bisnonni. Pensàteci, e quando le solite faccine verranno a casa vostra a chiedervi la consueta “X” per salvare la “democrazia”, vedete voi questa volta dove stampargliela. Sulla fronte.

Infine l’Asl non si dia pena di rispondere passando le solite veline all’ufficio stampa già oberato di lavoro tanto da avere due posizioni organizzative (vedi). La risposta la conosciamo già: Va tutto ben, madamo lo Marchese del Ciocco!

La san[t]ità “terno a lotto” della Toscana Felix di Rossi-Saccardi è anche questa: avere la fortuna di trovare un posto letto disponibile in ospedale.

P.S. – Sta per post scriptum ma anche per pronto soccorso. Nell’articolo è riportato sempre senza le virgolette, come nei documenti rilasciati, non solo alla signora, ma a tutti coloro che vengono presi in carico dal punto di primo soccorso di San Marcello. Se, come è e come dicono i soloni della sanità, un P.ps. (punto di primo soccorso) perché viene indicato semplicemente come pronto soccorso? Non è anche questo un esempio di pessima e forviante informazione da velinari di periferia?

[Marco Ferrari]


UNA NOTA a volo d’uccello. Presto – perché time is over – vi racconteremo la storia delle veline dell’Asl e della Commissione di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti intervenuta a difendere chi prende in giro i cittadini: quelli che pagano.

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