san[t]ità toscana. I COMPAGNI DEL PD FECERO AFFARI CON I 5 STELLE?

Dalla sanità toscana di Enrico Rossi al Conte bis: una sequenza di coincidenze che forse fanno meglio capire i “vaffanculo” di Grillo che finiscono in gloria e la felicità di un Di Maio chiuso in un ministero non degli esteri ma del turismo e delle gite fuori-porta
Storie svanite nel buio delle nebbie

L’amico di tutti, l’amico di nessuno

 

LA STORIA – si dice in Il nome della rosa – altro non è che una periodica ricapitolazione di ciò che è stato prima.

E a ogni ricapitolazione si riparte da capo mentre l’orologio inizia da zero e torna a segnare le solite tappe, che nella storia sono quelle scandite dalla teoria polibiana dell’andamento circolare degli eventi:  Monarchia/Tirannia, Aristocrazia/Oligarchia, Democrazia/Oclocrazia. Le parole in grassetto sarebbero, per lo storico greco, la degenerazione della forma di governo corretta che le precede.

Ora, in questo nostro pasoliniano metaforico Porcile, si verificano, contemporaneamente, tutte e tre le peggiori forme di costituzione statale: c’è la Tirannia dell’Europa e dei mercati; c’è l’Oligarchia del popolo dei dem radical chic; e c’è, in diretta, anche l’Oclocrazia, ovvero la forma degenerata della democrazia (leggi: l’inutile Piattaforma Rousseau).

La parola degenerata deriva dal greco òchlos, e indica quel popolo indistinto che non è in grado di darsi un ordine logico e sbarroccia indifferentemente a destra e a sinistra; quel pueblo unido, della canzone degli Inti-Illimani, che non è vero che jamás será vencido, cioè che non sarà mai vinto; ma che è già vinto in partenza, immanentemente vinto dai suoi Che Guevara: e dagli eventi causati dagli uomini che lavorano, ogni giorno, non per il bene comune, ma per le tre forme deviate dello stato.

Dobbiamo essere grati ai nostri benefattori che ci hanno salvato dal default riportandoci per mano in Europa

La ciclicità della storia, come vista da Polibio, è estremamente interessante e pacificamente confermata nella teoria e nei fatti. Quello, tuttavia, che assai spesso sfugge, è che gli uomini, pur essendo delle mòne (cioè degli stupidi, con chiara allusione sessuale a ciò che i francesi di Emmanuel e Brigitte definirebbero tête de con, dove con è sempre la vulva, pur se l’espressione è ben tradotta nel siculo tìesta ri minchia), non sono delle mònadi, ben definite e circoscritte, uniche e impermeabili: i babbuini umani interagiscono fra loro e fra loro si consolano della propria disperante solitudine, combinando pasticci con il solo ed unico scopo di gratificarsi rispetto al terrore che provano ogni giorno, senza rendersene conto, per l’idea della morte.

Hanno anche un apposito Bignamino

È stata questa stupidità di fondo a far sì che Esaù rinunciasse alla primogenitura a favore di Giacobbe per un piatto di lenticchie. E guarda caso le lenticchie, nell’immaginario popolare, sono metafora della grana, del quattrino, del possesso, della roba: insomma, di tutto ciò che nessuno di questi «pagliacci» che vogliono salvarci, riuscirà a portare con sé nella tomba.

Mi sono allontanato dal titolo, ma se siete curiosi e volete continuare a vedere come vanno le cose del mondo, vi consiglio, stamani, di leggere (e anche di stampare), due interessantissimi articoli del 2015 e del 2016 che, sia pure a distanza di qualche anno, sembrano aprire, se non una finestra, almeno una riflessione su ciò che è oggi la sanità toscana, proprio grazie a ciò che sarebbe stata ai cosiddetti tempi márqueziani del colera, cioè quando a Enrico Rossi venne in mente di costruire 4 nuovi ospedali con il sistema del project financing, genialata che oggi ci costa 20 milioni di euro all’anno per 4 strutture (80 milioni all’anno) per 20 anni (quindi un miliardo e 600 milioni di euro sulle spalle del popolo bue).

Il problema è – come dicevo prima – che i babbuini umani interagiscono fra loro e, con l’idea di stare vicini-vicini, mettono le mani in pasta, vanno al mulino e, inevitabilmente, tornano a casa infarinati.

Laura Bottici

Come il Conte bis è la presa di culo del momento, ottenuta con l’inciucio istituzionale QuirinalCondor-NapoliStalin-Renzi-Europa/Mercati con il fine del nostro bene (ma soprattutto per tener comodo il popò in poltrona); così oggi, 2019, è destabilizzante, se vera, la storia che ci raccontarono ImolaOggi e La Stampa con articoli che passarono, allora, sotto silenzio.

È una storia che allude a speculazioni Pd e a silenzi 5 Stelle: non degli attivisti, dei capi. Una storia che è stata scritta in buona parte a Pistoia da personaggi noti (Maurizio Giorgi, attivisti M5S, Daniele Rovai, autore di libri d’inchiesta ) e attraverso vari giornali on line, da Quarrata/news a Linee Future e Linea Libera. Una storia in cui avrebbero dovuto mettere le mani anche la senatrice 5 Stelle Laura Bottici con altri parlamentari come l’on. Artini, ma che è finita nel dimenticatoio, soffocata con il cuscino e sfumata nel nulla senza che se ne sia mai capito il perché.

Poi – notizia non smentita da nessuno, ma lasciata cadere come una foglia d’autunno, senza rumore – ecco che appare sulla scena la Permasteelisa, multinazionale delle costruzioni con sede a Treviso, che ha realizzato i rivestimenti esterni di tutti e quattro i nuovi ospedali toscani. Un’ azienda fondata da Massimo Colomban, considerato molto vicino al Movimento 5 Stelle e in particolare a Gianroberto Casaleggio (ma successivamente avvicinatosi a Matteo Renzi).

I 5 Stelle riescono a fare ispezioni nelle nuove strutture ospedaliere sempre al centro di scandali e lamentele che infastidiscono Rossi, l’Asl e l’addetta-stampa Daniela Ponticelli.

Massimo Artini

Lo fanno più o meno a sorpresa, ma – e cito da ImolaOggi – «Qui iniziano una serie di vicende la cui trama deve trovare ancora una spiegazione plausibile. Contrariamente a quanto viene fatto di solito, la senatrice Bottici richiede che non siano fatti comunicati stampa in seguito all’ispezione, né vuole parlare con la stampa. Profilo basso, anche se nessuno sul momento ne capisce il motivo». E un basso profilo – per non dire bassissimo – lo tiene anche la Procura della Repubblica di Pistoia, a cui sembra sia stato inviato un voluminoso esposto-denuncia in merito, svanito nel nulla.

Ma la senatrice Bottici non era, a quanto si dice, vicina a Grillo e a Casaleggio? E perché tanto silenzio intorno? E ancora: per quale motivo anche noi, che avevamo seguito con il nostro solito puntiglio tutte le vicende in corso, fummo messi – con una scusa banalissima – sotto accusa dalla disciplinare dell’Ordine dei Giornalisti in séguito alle doglianze della Ponticelli, addetta stampa ma, più che giornalista-informatrice, portavoce del direttore generale dell’Asl 3-Pistoia e in solare conflitto d’interesse secondo la legge 150/2000? Conflitto, peraltro, oggi confermato documentalmente da una sentenza della Corte dei Conti da cui risulta che la stessa addetta-stampa era stata gratificata, per la funzione aggiuntiva del suo «commissariato politico», con l’attribuzione del compenso di posizione organizzativa (non spettante: non aveva nessuno da organizzare sotto di sé!) per il semplice fatto che rivestiva la carica di “voce del padrone”, ovviamente Pd.

Cosa ci hanno fatto e ci fanno vivere, nostro malgrado, i salvatori del sacro suolo d’Italia e dei nostri risparmi; gli uomini dalle mille facce culo-cangianti; i benefattori che, della politica e del bene comune, hanno fatto la loro mucca personale da mungere senza pietà?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
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[finché sarà concessa…]


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