san[t]ità. UN ALTRO DISSERVIZIO IN SALUTE MENTALE

L’appello dell’associazione “Oltre l’orizzonte”. Pellegrini: «Ma a Pistoia solo il peggio?»

un-momento-del-pranzo-al-csm (foto archivio)
Un momento del pranzo al Csm [foto archivio]
PISTOIA. Ogni giorno una notizia peggiorativa rispetto alla qualità dei servizi per la salute mentale… e non solo

Il centro diurno Desii 3 da lunedì perde una importante peculiarità: la possibilità per gli operatori di fare la spesa insieme ai pazienti e di coinvolgerli nel cucinare il pranzo, un modo per applicare concretamente il principio per cui i centri diurni psichiatrici erano stati creati: l’acquisizione di autonomie di vita.

Da lunedì non ci sono disposizioni ma non ci sono neanche soldi per fare la spesa. Quindi, qualcuno si porterà il panino da casa, qualcuno non andrà più e non parteciperà, neanche all’attività di ascolto del dopopranzo. Di nuovo, una noncuranza di quanto prevede la legge, nazionale questa volta, quella che ha istituito i centri diurni.

Questa legge dice che devono essere gestiti come farebbe “il buon padre di famiglia” appunto perché non sono né parcheggi né cliniche ma sono luoghi finalizzati all’autonomia attraverso attività per l’acquisizione o riacquisizione di abilità personali socialmente inclusive.

Il problema è reso più grave e di rilevanza per Pistoia.

Cosa c’è dietro all’attuale non decisione? Questa situazione è dovuta al fatto che nessuno ha preso decisioni riguardo ai budget di spesa e quindi le casse da cui prelevare i soldi per la spesa sono vuote.

A Pistoia nessuno può decidere nel campo sanitario, pare. Questo problema si era presentato già l’anno scorso quando il direttore amministrativo dell’Asl aveva pensato di far arrivare i pasti dalla mensa ospedaliera.

Kira Pellegrini
Kira Pellegrini

Il buon padre di famiglia farebbe questo? Conti alla mano, fu dimostrato che oltre a snaturare la mission del centro diurno e a peggiorare la qualità del pasto, i costi sarebbero stati maggiori e la decisione rientrò.

Ora, in questo vuoto istituzionale, con il centro decisionale altrove, dove la “cattiva pratica” della mensa è diventata una pratica quotidiana nell’indifferenza generale, quale sarà il prossimo passo?

Temo che sia l’omologazione.

È questa stupidità il prezzo che dobbiamo pagare per far parte dell’area vasta? Ma a Pistoia solo il peggio?

Nelle altre Asl della nostra Area Vasta-Firenze ed Empoli il numero di operatori è maggiore e i servizi sono più articolati ma a questi parametri sicuramente non ci adegueranno.

In tutto il resto della Toscana l’accesso ai servizi di salute mentale è diretto, come prevede la legge nazionale, a Pistoia no dalla primavera scorsa. I pazienti ad ogni visita o prescrizione devono passare dal Cup, e nessuno mette mano a correggere il disservizio.

Chiediamo aiuto a tutti i cittadini pistoiesi perché almeno il buono che non costa di più venga mantenuto!

Kira Pellegrini
Presidente di Oltre l’Orizzonte

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento