san[t]ità. UNA ASL CHE FA CRESCERE DISCARICHE NEL SAN JACOPO

E visite ispettive dei Vigili del Fuoco “a sorpresa” segrete come le ispezioni del Duce negli aeroporti della Regia Aeronautica Italiana...
Foto 1. Il San Jacopo sommerso dai rifiuti
Foto 1. Il San Jacopo sommerso dai rifiuti

PISTOIA. È incredibile. Basta fare un giro al “nuovo” ospedale di Pistoia, il San Jacopo, per avere del materiale su cui scrivere. “Una gallina dalle uova d’oro” per il cronista che si ritrova “a sparare sulla Croce Rossa”, come si dice.

Cosa è successo? È successo che dovendo andare a trovare un amico ricoverato, abbiamo iniziato a passeggiare per i “settings”, dove tutto è “open”, nel senso che si va dove si vuole, anche nei percorsi “interni”.

Caso ha voluto che aprissimo delle porte di alcuni bagni. Non diciamo i piani, né in quali “settings” siamo. Non ha importanza. Importante è quello che abbiamo trovato.

Accanto al lavello, nell’angolo, una gabbia in metallo piena di sacchi del sudicio. Sudicio? Sì, sudicio. Che tipo? Indifferenziato chiaramente. Magari infetto? La regola vuole che sia identificato. E quei sacchi sono comuni sacchi neri da spazzatura. (vedi foto 1)

Foto 2. Il San Jacopo sommerso dai rifiuti
Foto 2. Il San Jacopo sommerso dai rifiuti

A questo punto ci incuriosiamo e cerchiamo altri bagni. Dalla targhetta vediamo un bagno per soli disabili (?). Anche qui gabbie con sacchi del sudicio indifferenziato. Oltre ai sacchi neri, ci sono buste di plastica, scatole di cartone e scatole con una grande “R”. Vuoi vedere che c’è materiale di scarto infetto? (vedi foto 2)

Ma ecco la sorpresa. Sempre sullo stesso piano, stesso “settings”, dietro una porta socchiusa cosa abbiamo trovato “appiccicato”? Un foglio su cui è scritto che il lunedì successivo ci sarà il controllo dei Vigili del Fuoco e che quel “sudicio” deve essere fatto scomparire entro domenica sera! Vuol dire che quel “sudicio” lì non ci deve stare? Ma i controlli dei vigili del fuoco non dovrebbero essere… a sorpresa? (vedi foto 3)

Foto 3. La beffa del San Jacopo e dei Vigili a sorpresa...
Foto 3. La beffa del San Jacopo e dei Vigili a sorpresa…

Cosa succede quindi? Che per tutta la settimana il “sudicio”, anche infetto, viene parcheggiato in alcuni locali – quando la regola vorrebbe che lo sporco venisse portato subito nel piano interrato dove ci sono gli “Agv”, ovvero i robot-carrelli automatici che lo portano via – e che viene portato via solo quando il carrello è pieno o quando c’è un controllo… a sorpresa.

Che dire di spazzatura ospedaliera che viene lasciata nei reparti? Che dire dei controlli a sorpresa dei Vigili del fuoco? Che dire di un’Asl che multa i bar se trovano un guanto sporco nella cucina, ma che tiene il sudicio nei reparti, pardon “settings” del proprio ospedale?

Ma soprattutto, che dice la Asl?

[Daniele Rovai]


 

E CHE DICONO

 

Una stampa perlopiù velinara
Una stampa perlopiù velinara

A QUESTO PROPOSITO le addette-stampa veline dell’Asl Area Vasta Centro Toscana e “portavoce” del Marchese del Ciocco sempre pronte a difendere l’operato della buona amministrazione e a gettare regolarmente le colpe della propria caserma sul groppone degli altri…?

La nostra domanda è: sono davvero informatrici terze e neutrali come legge 150/2000 vorrebbe o sono solo protette dall’Ordine dei Giornalisti e da una  Commissione di Disciplina politicizzata?

l.f.


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3 thoughts on “san[t]ità. UNA ASL CHE FA CRESCERE DISCARICHE NEL SAN JACOPO

  1. Bravo Daniele, continua così!
    Anche se con queste facce di bronzo simili ai giornalisti della Pravda dei tempi brezneviani, c’è poco da sperare; probabilmente la cosa non creerà loro neppure un minimo di imbarazzo
    Piero Giovannelli

  2. O parbleu! Un classico caso di cialtroneria aggravata dai futili motivi, ovvero la pigrizia: sarebbe stato opportuno scrivere il reparto, a mio modesto avviso. Perchè qui sennò se la cavano sempre a buon mercato.
    Massimo Scalas

    PS. come il Cip e Ciop dimostra, una telefonata i controllori non la negano mai a nessuno….specialmente se trattasi di colleghi statali o pubblici.

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