san[t]ità-variazione bilancio. MUGNAI (FI): «COMMISSARIAMENTO EVITATO PER UN SOFFIO»

Stefano Mugnai
Stefano Mugnai

FIRENZE. «La giunta aveva annunciato un bilancio sanitario in attivo, e invece qui siamo in braghe di tela. E sfida il senso del ridicolo il tentativo da parte della maggioranza di far passare questa variazione di bilancio come qualcosa di talmente buono da poter quasi quasi essere fatto comunque, anche in assenza di difficoltà contabili.

«Questo che oggi è il problema del pay back, è quello che deriva dal crac della Asl 1 di Massa Carrara e poi da tutti i rossi più o meno accentuati che sono sempre stati tamponati con misure estemporanee».

Questo uno dei passaggi della valutazione espressa in Consiglio regionale dal Vicepresidente della Commissione sanità Stefano Mugnai (capogruppo Fi) rispetto alla situazione economica della sanità toscana oggi oggetto di una variazione di bilancio che riconduce in cassa risorse già erogate e destinate ai servizi sanitari propriamente detti.

Quali? «Quelli legati ai progetti che più stanno a cuore ai cittadini tra abbattimento delle liste d’attesa, codice rosa, Vita Indipendente. Sono, tra l’altro, gli stessi progetti su cui la giunta regionale ha fatto fior di conferenze stampa al momento degli stanziamenti, segno che esiste consapevolezza di quanta importanza rivestono. Ma questi soldi, allora, servono per essere spesi o per farsi belli?

«Non vale, come giustificazione, il fatto che ci si trovi davanti a risorse derivanti dal fondo indistinto; ma sui territori il bisogno resta. C’è una marea di nostri concittadini che chiedono queste cose che oggi vengono depennate dalla giunta e per le quali dei soldi non sono stati spesi. Sono mille progetti che se ne vanno con un tratto di penna da parte vostra».

«Questa non è affatto una bella pagina», ha osservato Mugnai. «Questa variazione di bilancio è uno scivolone che si è tentato di far passare alla chetichella. Per l’appunto, però, alla parola pay back mi scatta un riflesso pavloviano di allarme. Intanto, approfondendo, si è capita la necessità di modificare la modalità di inserimento del pay back, perché altre regioni si comportano in maniera differente sotto il profilo anche dimensionale, inserendo a bilancio quote più contenute.

«E poi, approfondendo sempre, il dato politico è sconfortante: siamo così bravi da avere un avanzo in sanità che si è trasformato, semmai, in minor disavanzo. Questo non è un giorno di festa come tentate di far credere. Lo è forse per chi ha scongiurato il punto di caduta che sarebbe stato il commissariamento. Ma per i cittadini no, i loro bisogni restano e la logica del ‘governo amico’, Bpel docet, non funziona. Oggi, intanto, sul pay back mancano i presupposti giuridici».

[mo.no – comunicato]

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