scandali & impunità. PRONTA A SCOPPIARE LA BOMBA DI PALAZZO PALLAVICINI?

Il Soprintendente Tesi dopo un sopralluogo a palazzo Pallavicini
Il Soprintendente Tesi dopo un sopralluogo a Palazzo Pallavicini

PISTOIA. A breve scoppierà la bomba del “Condominio Pallavicini”, quello in piazza dello Spirito Santo numero 13?

Le sue recenti vicende costituiscono lo specchio dei problemi del nostro Paese, strangolato da una burocrazia in cui non si ha mai la certezza né del diritto né tantomeno del dovere.

Ovviamente pubblichiamo integralmente le carte da cui ricostruire i fatti che riproponiamo ai lettori.

Oltre alla perizia del ctu Pierattini, che già pubblicammo in L’Italia che non può salvarsi. Sentenze violate alla luce del sole, alleghiamo la lettera dell’avvocato Fabio Cannizzaro (scarica qui: nota-avv-cannizzaro-1, nota-avv-cannizzaro-2, nota-avv-cannizzaro-3), in cui vengono analizzati i problemi gravanti sul condominio e il decreto di trasferimento del tribunale fallimentare di Pistoia (scarica qui: decr-trasferimento-tribunale-1, decr-trasferimento-tribunale-2, decr-trasferimento-tribunale-3), che assegna, a seguito di un’asta, alcuni locali al piano terra del palazzo storico in oggetto.

Infine la comunicazione del Comune di Pistoia al regolare acquirente dei vani (comprati alla summenzionata asta fallimentare): si tratta di una specie di ingiunzione, firmata dal geometra Roberto Vignali, incautamente mandato allo sbaraglio, che intima di effettuare dei lavori nell’arco di 30 giorni (entro il 6 novembre). In caso di inottemperanza provvederà il Comune con spese a carico del proprietario. Ma andiamo con ordine, partendo dall’inizio.

Nel 1997 era stato approvato il piano di recupero del Palazzo Pallavicini (storicamente Pallavicini-Rospigliosi) vincolando l’operazione al rispetto della legge 13/1989 sull’abbattimento delle barriere architettoniche. La società immobiliare Uno 95 srl non rispetta l’obbligo della concessione edilizia, non realizza cioè la rampa per disabili in un atrio del piano terra, con accesso da vicolo Taverna, la cosiddetta “stanza delle biciclette”.

Palazzo Pallavicini, “intimazione” del comune
Palazzo Pallavicini. L’intimazione del Comune

Fallita la Uno 95, subentra la curatela fallimentare ma rimane l’abuso, che – ripetiamo – consiste nell’omessa esecuzione di opere vincolate: la rampa-disabili per il superamento della barriere architettoniche.

Il giudice fallimentare, nell’atto di vendita dei vani del piano terra, dove dovrebbe essere realizzata la pedana, specifica che i beni non sono conformi a quanto indicato nella pratica edilizia e «Restano a carico dell’aggiudicatario l’onere di completare i lavori o, in alternativa, di procedere alla sanatoria edilizia, che, previa autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Firenze risulta ammissibile, trattandosi di sole opere interne».

I vani vengono così venduti con destinazione d’uso commerciale/magazzino, “botteghe e negozi”.

L’avvocato Cannizzaro evidenzia più volte che il Comune «non ha rivolto le sue attenzioni verso il soggetto inadempiente» e che avrebbe «dovuto emettere le prescritte ordinanze di ripristino e, nell’ipotesi di inottemperanza all’ordine, procedere in danno, sia che fosse l’Immobiliare, sia che fosse il Curatore del fallimento».

Addirittura l’avvocato arriva a scrivere: «provvedimento del Tribunale di Pistoia sulla cui legittimità nutro dubbi proprio per l’esistenza di un abuso non regolarizzato e in assenza di abitabilità».

Ci riagganciamo così all’ordinanza (scarica qui) con cui due anni fa la dirigente all’urbanistica del comune, architetto Spilotros, sospese gli effetti dell’abitabilità del palazzo Pallivicini: lo fece appena noi di Linee Future  ricordammo che il Tar aveva respinto la richiesta di deroga sul mancato superamento delle barriere architettoniche presentata dal condominio.

Palazzo Pallavicini-Rospigliosi, da google earth
Palazzo Pallavicini-Rospigliosi [da google]
Ci risulta tuttavia che alcuni condomini dispongano di auto con permesso per residenti: è mai possibile ciò, in una Pistoia della legalità e della trasparenza, se per avere la residenza serve l’abitabilità (che il Comune non riconosce al condominio)?

Torniamo indietro per ricordare che, nel 2000, Usl e Comune avevano messo nero su bianco la realizzazione della pedana disabili, certificando l’agibilità/abitabilità dell’immobile. Lo spiega il geometra Marco Pierattini nella già menzionata perizia scaricabile da qui.

I colpi di scena non finiscono: il tribunale di Pistoia, per non farsi mancare niente, pensa bene di assegnare alcuni locali in oggetto come casa familiare/affidamento, cioè residenza, nonostante la diversa destinazione. Un po’ come il campeggio abusivo della Macchia Antonini, dove il tribunale aveva messo ai domiciliari un pregiudicato (rivedi qui).

L’avvocato Fabio Cannizzaro
L’avvocato Fabio Cannizzaro

Precisiamo che l’avvocato Cannizzaro si era attivato per conto dell’amministratore del condominio Pallavicini, per difendere le ragioni di tutti i condomini (Fabrizio Bertocci, Cristina Andreghetti, Enrica Arcangeli, Isabella Mati, Simone Paoli, Donato Rubino, Alessandra Biagianti, Piero Capecchi, Laura Signorini, Andrea Scarpellini, Giovanni Torracchi, Paola Maria Carrara, Stefano Salmoria, Rodolfo Concas, Paolo Andreotti, Vilma Landini, Paolo Pisaneschi, Filippo Gaggioli) ad esclusione di Simone Corrieri, proprietario (uno dei due, vicende giudiziarie di altra natura, di cui eventualmente parleremo ingrbigliano ancor di più il caso) dei vani del piano terra.

Dove, par di capire, in qualche maniera i condomini, ma non solo, pretenderebbero la realizzazione della pedana e avere finalmente l’abitabilità: ma il Corrieri li aveva regolarmente comprati dal giudice fallimentare per altri usi…

Infine: con quale autorità o a che titolo il Comune pretenderebbe di imporre una servitù in una proprietà privata? Si rendono conto, a palazzo di Giano, di quanto simili atti (involontariamente comici e ridicoli per un osservatore distaccato) possano giuridicamente compromettere l’ente più di quanto già non lo sia già di per sé?

[Lorenzo Cristofani]

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