(s)correttori. MA IL VESCOVO AGOSTINELLI NON AVEVA INTUITO NIENTE SULLE VICENDE DI DON SPAGNESI?

Il già vescovo di Prato Franco Agostinelli, oggi Correttore nazionale delle Misericordie

Sembra che Don Francesco Spagnesi fosse uno dei parrocci più vicini all’episcopio pratese e che dunque, godeva di grande fiducia e stima dell’ex Vescovo Franco Agostinelli. Ma lui dov’era?

PRATO. Il Vescovo di Prato Nerbini interviene sulla scandalosa vicenda di Don Francesco Spagnesi, parroco della ricca parrocchia di Castellina ed esprime il suo dolore e sgomento.

In attesa di vedere gli esiti giudiziari dell’indagine, prendiamo nota della sospensione da ogni servizio, ma alcuni bene informati della Parrocchia ci dicono che Don Francesco, aveva oramai espresso le sue turbe da almeno un lustro di tempo (ci sarebbe anche una diagnosi per un conclamato disturbo psichico), tanto che la sospensione è stata disposta con una certa urgenza in questa estate e decorrente il 1 Settembre.

Una attività criminosa condotta con l’uso dei social e dunque facilmente comprensibile a chi “voleva capire”, ma nessuna nota sembra mai essere stata mossa dal precedente Vescovo/Correttore Agostinelli.

Don Spagnesi

Ridicoli i servizi televisivi e radiofonici, sui quali si riporta che nell’autovettura del “compagno” di Don Spagnesi erano state rinvenute numerose pasticche di Gbl, la droga dello stupro: ma l’aggettivo “compagno” a che fine è stato usato dai colleghi giornalisti delle testate strutturate?

Intendevano dire “compagno di Partito”, o forse “compagno di Preghiere” o “compagno” di qualche altra attività?  E quale di grazia?

In questa vicenda, ci torna in mente il fatto che Don Francesco Spagnesi sarebbe stato uno dei parroci molto vicini al Vescovo Agostinelli, anche Correttore morale nazionale delle Misericordie, a noi spiacevolmente noto perché ha rigettato in più occasioni la nostra richiesta di colloquio, negato anche alla delegazione di volontari della Misericordia che veniva da diverse parti di Italia per denunciare le malagestioni di Confederazione nazionale: l’inossidabile (ai giornalisti curiosi) Correttore nazionale, oggi siede nel consiglio di via Steccuto e dirige il movimento delle Misericordie.

È vero che il parroco Don Spagnesi era stato anche invitato a un periodo in altre diocesi del nord Italia per le “riflessioni” indispensabili a una necessaria correzione di certi comportamenti allora definiti anomali, poi sfociati in incredibili attività criminose?

E il Correttore nazionale, non poteva dunque correggerlo e verificare la sua avvenuta espiazione da comportamenti sì tanto deviati, già presenti da oltre un lustro dall’insediamento del nuovo Vescovo Nerbini?

Agostinelli oggi è confermato “correttore nazionale” e dunque dovrebbe correggere e vigilare.

Possiamo constatare oggi, senza fare uso appropriato dei documenti disponibili in archivio, che lui, l’Agostinelli, non solo non seguiva le vicende della grande famiglia Confraternita della Misericordia – che è tutt’ora aperta e da “benedire” nella correttezza formale della nascita (da Luca Bagnoli) –, ma dunque era anche poco attento ai suoi parroci più vicini?

Non aveva davvero intuito niente? È vero che Don Francesco Spagnesi era un suo “pupillo” e che la frequentazione tra i due era molto stretta per le attività diocesane?

E dunque, come è possibile che il Vescovo Franco non avesse mai capito o sospettato niente?

Eppure i reati dei quali è accusato sono gravi e assai sensibili per l’ipotesi di consumo di stupefacenti e altre nefandezze anche più gravi?

Davvero nessuno aveva delle perplessità sul soggetto? Ci risponderà questa volta l’Eccellentissimo Franco Agostinelli per questo “basso profilo” sulle tanto incresciose vicende emerse dall’inchiesta su Don Spagnesi?

Alessandro Romiti

[alessandroromiti@linealibera.info]

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