scuola & cgil. SALTA IL PROGETTO VAB PER I QUINTINI, MA SI SCOPRE CHE A SABOTARLO SONO STATE LE MAESTRE?

UN SE NE PÒLE PIÙ. Qualsiasi cosa nel mondo di oggi diventa un’offesa, un danno, un abominio, un razzismo, un nazismo, un fancazzismo, un revisionismo, un turismo, un favismo sardo, un salvinismo. Ma “Bruci la città” di Irene Grandi una volta per tutte, così la Vab spegne l’incendio di un bosco di ignoranza e la fa finita

SE STAI ZITTO, NON TI PENTI

ALTRIMENTI SON SERPENTI!


Era sui maggiori giornali italiani [5 giugno]

DA MASSIMILIANO.VAB, responsabile della vigilanza antincendi boschivi di Serravalle, ho ricevuto la seguente mail:

Buona sera sono il responsabile di vab serravalle il quale è stato indirettamente investito dal suo squallido articolo postato su fb, il quale aggredisce la sig. Ra Maffei e senza colpa anche noi… Vorrei sapere con quale diritto e chi le ha passato le notizie del progetto ultima campanella, tra l’altro non veritiere… Io gradire delle scuse pubbliche perché il suo artico ha danneggiato i bambini e noi come associazione! L’evento è stato annullato la ringrazio… Buona serata

Si lamenta del mio articolo presidi, «pugni de fero» & pugnette. lucia maffei non ha tempo da perdere con la vab: niente festa per i “quintini” delle elementari e può pensarla come gli pare e come crede: in democrazia è perfino consentito (vedi cosa accade in Italia con gli italiani che continuano a votare Pd) baciare non la pantofola, ma addirittura lo stesso piede (magari anche sudicio) che ti ha appena tirato un calcio in culo.

La cosa cambia leggermente quando questo gentile signore, che non distingue tra facebook e una testata giornalistica, si sente – come dice lui – indirettamente investito dal mio (lo scrive lui) squallido articolo, che aggredirebbe la signora Maffei «e senza colpa anche noi…», espressione con cui, forse, vuole dire che le mie parole avrebbero offeso la Vab.

Se veramente lo avessi fatto, avrei fatto una cosa buona e giusta, dato che Massimiliano.Vab evidentemente non capisce l’italiano. Del resto non è il solo: le scuole, le caserme, i tribunali, gli ospedali, il parlamento, la santa chiesa sono pieni di quadrupedi che non capiscono neppure una frase semplice come Giovanni mangia la mela.

Il fatto è che il pezzo, un vero e proprio razzo lanciato sulla rappresentante ufficiale della [d]istruzione, appartenente – direi solo nominalmente – al ruolo di quello che dovrebbe essere un dirigente, sarebbe dovuto servire a elogiare l’idea della Vab chiaramente ostacolata dall’angolo ottuso della burocrazia di tipo, più che pisano, borbonico-napoletano.

Poi Massimiliano.Vab si indigna e chiede di sapere «con quale diritto e chi […] ha passato le notizie del progetto ultima campanella, tra l’altro non veritiere».

Evidentemente è meglio che Max vigili sugli incendi piuttosto che su cose più grandi di lui, se non sa che i diritti di chi scrive sono stabiliti da quella Costituzione, art. 21, che i suoi amici del Pd masticano sempre come si faceva un tempo con il tabacco da bocca, per poi sputarlo in terra in un maestoso nerastro scaracchio.

All’improvviso, infine, ecco un pellerossa dei film anni 60 che chiede: «Io gradire delle scuse pubbliche». In prima persona rispondo, come viso pallido che parlare con lingua biforcuta, che «io non gradire rotture di palle» con discorsi senza sale. Dica, Max, ai suoi amici che l’hanno caricato come un topino a molla, di smetterla di strumentalizzare ogni cosa che accade in ogni momento del giorno e della notte.

Il mio «artico» – non sapevo di avere scritto un oceano! – non ha danneggiato né alunni di quinta elementare né Vab: nessuno ha trovato in giro né pezzi di bambino come quelli delle bambole rotte; e, se la manifestazione è stata annullata, Massimiliano.Vab la racconti tutta.

La verità, infatti, è che, nella scuola della Cgil, troppe maestrine della Cgil e una troppa dirigente Cgil al timone hanno deciso di fare saltare la manifestazione probabilmente per evitare il puttanaio che è scoppiato nei giorni scorsi a Prato, per l’iniziativa di una maestra che, per aver letto fiabe alla propria classe all’aperto, è stata bastonata come un ciuco da un distinto signore della Cisl di Firenze.

Dinanzi a un’organizzazione scolastica che funziona come un Lager stile Auschwitz-Birkenau, con regole rigide tra il sindacaloso (petaloso, ve lo ricordate?) e il mi[ni]steriale senza ossigeno in zucca; dove nessun dirigente si piglia mai una responsabilità neppur se pagato a peso d’oro; dove regna il sinistrismo che ha sfasciato lo Statuto dei lavoratori e l’articolo 18, le uniche scuse pubbliche possibili che posso fare, per contentare Max, sono le parole di un democratico che non può essere messo in discussione. Le ascolti bene e riferisca a chi di dovere.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Libertà di stampa e di espressione

Per la signora Maffei: «Aprite una scuola serale per adulti al Fermi di Casalguidi».


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