SE LA RIDONO, QUELLI DEL COLLETTIVO SNELLIMBERG

Il cast al gran completo di «Sogni di gloria» ieri ha incontrato il pubblico pistoiese al cinema Roma
Il regista Patrizio Gioffredi
Il regista Patrizio Gioffredi

PISTOIA. Ha ragione ad essere raggiante, Patrizio Gioffredi. La sua seconda pellicola, fatta grazie alla solita connivenza del collettivo John Snellimberg, da quando è uscita nelle sale cinematografiche, in massima parte lungo l’area metropolitana Pistoia-Prato-Firenze, spopola.

“A me è sembrato che sia decollato e che stia volando – puntualizza immediatamente il regista, incontrato ieri sera al cinema Roma per la proiezione-dibattito del suo Sogni di gloria, a proposito delle nostre amene obiezioni -; piace molto alla gente e noi siamo felici, tanto che in cantiere c’è già la terza creatura, per la quale ci auguriamo di trovare patrocini più consistenti e fare un lavoro ancora migliore”.

Francesca Sarteanesi, Anaide Castellani, Nicolò Belliti, Flora Cecchi, Patrizio Giofrfredi
Francesca Sarteanesi, Anaide Castellani, Nicolò Belliti, Flora Cecchi, Patrizio Giofrfredi

Alla gente piace, Sogni di gloria, è vero. Ieri sera, prima della proiezione, tutta la gente che è arrivata si è voluta fisicamente complimentare con tutti gli attori presenti alla rassegna; gli onori di casa li ha fatti Francesca Sarteanesi, naturalmente, grazie alla residenza artistica offerta loro, agli Omini, per le loro felicissime e particolari rappresentazioni teatrali.

La sua bellezza, soave e francese, ben dispone, anche se inganna parecchio: è difficile metterla in difficoltà; il palco le ha insegnato a saper bilanciare sacro e profano; sulla nuca, i capelli, hanno stizze viola, la fronte è libera, sgombra. C’era anche Nicolò Belliti, un altro del cast e Anaide Castellani e Flora Cecchi, le sorelle battute in semifinale al torneo di carte, il plot che suggerisce a Xiazhong Zhang, il protagonista cinese, di restare ancora un po’ in Italia per imparare a giocare a carte e a districarsi nella vita quotidiana  prima di tornare in Cina a non fare l’ingegnere.

Nel giro di una decina di minuti, via Laudesi è un viavai di amici-spettatori-fan  che cercano posto dove parcheggiare le vetture con le quali, da Prato, Montecatini, ma soprattutto Montemurlo, sono venuti a gustarsi l’esibizione.

Elisa Baldini, Alessio Pepi, Laura Mongillo
Elisa Baldini, Alessio Pepi, Laura Mongillo

“La cosa che più mi incoraggia – aggiunge Patrizio Gioffredi – è l’escalation emotiva, scenica e finanziaria del Collettivo: abbiamo iniziato con alcuni cortometraggi, poi siamo passati al primo film, La banda del brasiliano, messo in piedi con soli 2.000 euro. Per fare Sogni di gloria ne abbiamo spesi meno di 30.000: 27.000 per l’esattezza. Per il terzo, che è in cantiere, ci auguriamo davvero di racimolare qualcosa in più, assicurando tutto e tutti che continueremo a lavorare sul territorio, sulla sua storia e sulla sua cultura, casomai allargando vedute, prospettive, orizzonti e campi scenici”.

Continuano ad arrivare ragazze e ragazzi: li hanno visti crescere quelli del Collettivo e sono felici di sapere che in così breve tempo siano già arrivati dove sono. I sorrisi dei mittenti e dei destinatari sono autentici, genuini, passionali. Si capisce che nessuno è ostaggio delle circostanze, delle convenzioni, delle diplomazie. E anche se ci fosse stato Carlo Monni, assente purtroppo giustificato, l’aria sarebbe stata la stessa, senza alcuna differenza, con la stessa identica leggerezza.

E poi, il meglio e il più, devono ancora arrivare, pur senza Carlo Monni: figuriamoci che succederà.

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