SECONDA SETTIMANA, LA SCOMMESSA DEL FESTIVAL

Gli Arctic Monkeys
Gli Arctic Monkeys

PISTOIA. Domattina, lunedì, sarebbe stato il giorno dei bilanci: i detrattori avrebbero tirato un lungo sospiro di sollievo, i nostalgici avrebbero versato qualche lacrima. Tafuro e il Sindaco di turno avrebbero allestito la conferenza stampa e tutti, interventisti e neutralisti, ci saremmo rimessi in buon ordine ad aspettare il Festival che verrà.

Domani invece, lunedì, mentre la città che non ha ancora chiuso, non è andata in vacanza e non ha ancora trovato un’occupazione – è questa terza fascia, quella che interessa – il Festival continua. E anche questa è un’altra scommessa di questo Festival 2014, che spegne, in questa anomala settimana, le sue 35 candeline.

E la scommessa è di quelle epocali, perché in piazza, eccezion fatta, perché già vinta, del concerto degli Arctic Monkeys, effetto inglese dei Negramaro, ai quali Tafuro ha affidato l’onore dell’arrivederci, domani, lunedì, martedì e mercoledì, Pistoia sarà teatro di altrettanti eventi che non sono, chimicamente oceanici.

Domani, procedendo in ordine temporale, saranno l’afroblues Bombino e l’hawaiano Jack Johnson l’attrazione di piazza del Duomo, così come martedì i nostri (la band è toscana) General Stratocuster and the Marshals (ma al Bolognini), Jonny Lang e The Lumineers, direttamente dal Colorado; mercoledì invece il compito di tenere a galla, se non spumeggiante, il Festival, toccherà a due lady: Joan as Police Woman e Suzanne Vega, concerto questo che i residenti nel comune di Pistoia potranno gustare, così come anticipato nella Sala del Gonfalone nella conferenza di presentazione del Festival, gratuitamente. Giovedì, gran finale, con un prologo molto rock e gustoso, quello dei The Kills e il gruppo che più convincerà il popolo della notte, in particolare quello meno anziano, gli Arctic Monkeys.

Nomi questi che, con il solito e doveroso rispetto che portiamo, almeno in fase di presentazione, a chiunque si esibisca, non sono certo una garanzia popolare di gusto e dunque di biglietto. A questo, aggiungiamo poi, in un briefing virtuale di spettatori, che la città sarà regolarmente indaffarata nelle proprie cose quotidiane come si conviene da un lunedì ad un giovedì qualsiasi e che il mercatino, fonte di caos ma anche di grande passaggio, per discutibili motivi di sicurezza è stato spalmato sul resto della città troppo lontano dal cuore della piazza e dunque non è più una delle caratteristiche fisse del Festival per arrivare alla conclusione che il secondo step del Festival sarà veramente la grande novità, l’ago della bilancia, almeno in via sperimentale e battesimale, di quella piccola grande trasformazione in atto, corso d’opera e intenzioni.

Aspettiamo. Con la solita onesta passione, quella che da inguaribili puristi ci ha trasformato in pentiti possibilisti.

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