SEL ESCE DALLA MAGGIORANZA DEL COMUNE DI MONTALE

Montale dall’alto
Montale dall’alto

MONTALE. Il Circolo di Montale di Sel ha annunciato la rottura con la maggioranza guidata dal Sindaco Betti.

La scelta di Sel rappresenta l’arrivo al capolinea di un’alleanza frutto di un’ improvvida operazione politico-elettorale.

Come è noto il centro-sinistra di Montale, nella primavera del 2014, in base ai vari posizionamenti in campo, organizzò le elezioni primarie della coalizione di centro-sinistra alle quali parteciparono l’attuale sindaco Betti, per la componente renziana del Pd; Valentina Meoni per la sinistra Pd ed il Prof. Galardini della lista civica “Progetto Comune” sostenuta da Sel, Rifondazione Comunista, dissidenti del Pd, oltre a vari indipendenti genericamente qualificati “di sinistra”.

Alla consultazione delle primarie risultò vincitore Ferdinando Betti.

Mentre Valentina Meoni decise di ritirarsi dalla scena politica locale, il Prof. Galardini, invece, non esitò ad accordarsi con Betti, suo avversario e concorrente alle primarie, per la formazione di una lista di centro-sinistra in contrapposizione alla lista di destra capeggiata da Gianna Risaliti, già vice sindaco della Giunta Scatragli.

Le trattative, con il candidato sindaco Betti, per la formazione della lista “Montale Democratica”, furono condotte unilateralmente da Galardini che, oltre alla sua, propose le candidature di Cinzia Chiti, dell’Italia dei Valori e di Paola Petruzzi, indipendente , escludendo dalla lista la rappresentanza di Rifondazione Comunista e dei Socialisti che, peraltro, avevano proposto una sola candidatura .

Di fatto Galardini fece il proprio gioco, presentando due candidature deboli allo scopo di non avere concorrenti di peso che lo avrebbero potuto contrastare nella corsa per l’elezione al Consiglio Comunale. Infatti sia la Chiti, pseudo rappresentante dell’Italia dei Valori, partito inesistente a Montale, e sia la Petruzzi, indipendente, furono ambedue non elette e l’unico eletto fu Galardini.

Il logo di Sel Montale
Il logo di Sel Montale

A seguito dell’esclusione, Rifondazione Comunista, organizzando la raccolta delle firme in tempi brevissimi, riuscì a dar vita alla lista “Sinistra unita per Montale” che conseguì un seggio in consiglio comunale con l’elezione di Lara Bilenchi, mentre il candidato socialista, Guarro, si candidò nella lista della Destra e non risultò eletto.

Sinistra Ecologia e Libertà pur non riportando alcun seggio ed esclusa dal Consiglio Comunale continuò a sostenere il Galardini, divenuto assessore, come proprio rappresentante nella maggioranza del sindaco Betti.

Fu una scelta politicamente incongrua per una forza politica della sinistra alternativa sostenere un candidato con un profilo politico discutibile e, comunque, non contiguo a Sel.

Ricordiamo che Galardini, già esponente dell’Ulivo e della Margherita, fu il promotore, insieme a Sandro Nincheri, ex vice sindaco della Giunta Razzoli, della lista di centro-sinistra “Progetto Comune” che alle elezioni comunali del 2009 si collocò in contrapposizione dell’altra lista di centro-sinistra capeggiata dall’ex Sindaco Razzoli.

Ferdinando Betti
Ferdinando Betti

Il risultato dell’accesa diatriba fu che il centro-sinistra, dopo circa 40 anni, perse le elezioni regalando il governo del Comune al centro-destra e con l’elezione di Scatragli alla carica di sindaco.

A distanza di un anno e mezzo dalle elezioni comunali e dall’insediamento della Giunta Betti risultava oltremodo pesante e politicamente controproducente per Sel continuare a far parte della coalizione “Montale Democratica” senza propri rappresentanti in Consiglio Comunale e con Galardini saldamente attaccato alla poltrona di assessore ed in piena sintonia con la maggioranza Pd che, peraltro, fino ad oggi, non ha, certo brillato, per abilità di governo del Comune.

A fronte di un fuoco incrociato delle opposizioni, di destra e di sinistra, di attacco alla Giunta Betti (177 istanze di sindacato ispettivo dei consiglieri di opposizione), Sinistra Ecologia e Libertà di Montale, dopo essere precipitata in una sorta di “limbo politico”, non potendo né fruire dei vantaggi della sua collocazione nella maggioranza né della libertà di azione propria delle opposizioni ha creduto oltremodo opportuno uscire dalla coalizione “Montale Democratica”.

È stata una scelta ineludibile e politicamente ragionevole per una forza politica della sinistra alternativa. Diciamo che era l’ora!

Carlo Papi, Coordinatore dei Circoli della Piana
Prc – Federazione della Sinistra

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