SENESI E BARDELLI (FDI): “LA SCUOLA ITALIANA VA AVANTI GRAZIE ALL’IMPEGNO DEI DIRIGENTI E DEI DOCENTI. MA È A RISCHIO SANITARIO ED EDUCATIVO”

PISTOIA. L’organizzazione della scuola italiana in tempo di Covid-19 si è rivelata un disastro.

Il ministro Azzolina aveva promesso un rientro sui banchi in sicurezza, opponendosi al ritorno della didattica digitale integrata stabilito da Conte, quando però i dati del Ministero dell’Istruzione sui contagi nelle scuole italiane fino al 31 ottobre, si sono rivelati allarmanti, parlando di circa 65mila casi positivi. Davanti a un tale scenario si può parlare di sicurezza negli istituti scolastici?

Gli studenti, il personale scolastico e le famiglie possono stare tranquilli? Il governo tace ma la Scuola italiana è uno fra i settori più a rischio per gli alunni e per i docenti che lavorano in presenza. Purtroppo non sono state adottate le misure adeguate, che Fratelli d’Italia ha sempre proposto: la rilevazione della temperatura per tutti mediante termoscanner; il distanziamento attraverso l’utilizzo di altre strutture o degli edifici di scuole paritarie con un patto educativo che avrebbe di fatto garantito il decongestionamento dei plessi e l’assorbimento degli alunni in altri edifici; lo scaglionamento degli ingressi nelle scuole, l’aumento dell’offerta di trasporto pubblico coinvolgendo i pullman privati.

Inoltre, stabilendo il ricorso alla DaD, il governo avrebbe dovuto intervenire tempestivamente per assicurare il diritto all’istruzione agli alunni diversamente abili, agli studenti penalizzati dall’assenza di connessione – soprattutto nel centro sud – e a quelli socialmente meno abbienti, privi degli strumenti informatici necessari per il collegamento, alle piattaforme scolastiche.

L’Istat stesso ha certificato il fallimento del Governo sulla riapertura delle scuole e le conseguenze negative della didattica a distanza.

Sono circa 70mila gli alunni con disabilità esclusi dalla scuola tra aprile e giugno. Nonostante ciò, a distanza di mesi, nulla è stato fatto per potenziare la mobilità né per tutelare le famiglie e gli alunni più fragili. La scuola, che avrebbe il compito prioritario di abbattere le barriere culturali e integrare coloro che hanno più difficoltà, mediante la socializzazione, in realtà, aumenta i disagi, le distanze e le discriminazioni dei ragazzi più fragili o meno abbienti.

Coloro che da sempre affermano che la scuola deve essere al centro dell’azione del governo, dovrebbero agire in tal senso.

Michela Senesi ed Elena Bardelli — Responsabile e Viceresponsabile del Dipartimento regionale Istruzione, Fratelli d’Italia – Toscana

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