SENZA PESTARSI I PIEDI (SE POSSIBILE…)

Il caso Quarrata-Monsummano: perché non cercare di coordinare gli appuntamenti fra tutti i teatri della provincia?
In rotta di collisione...
In rotta di collisione…

NON SAPPIAMO che sangue corra tra Saverio Barsanti (direttore artistico dell’Atp) e Claudia Cappellini (addetta stampa del Comune di Quarrata e press agent culturale): li invitiamo però, a prescindere, a organizzarsi un briciolo meglio, la prossima stagione.

La premessa è doverosa perché giovedì prossimo, 6 marzo, come già annunciato dal nostro quotidiano, a Quarrata andrà in scena Una piccola impresa meridionale, di e con Rocco Papaleo e cinque strumentisti tutti da ascoltare, ultimo spettacolo stagionale, tra l’altro, del Nazionale, in perfetta contemporaneità al penultimo show del cartellone del Montand di Monsummano, dove invece saranno Ivana Monti, Daniele Liotti, Rosario Coppolino e Debora Caprioglio ad animare la trasposizione teatrale di Elephant man, per la regìa di Giancarlo Marinelli.

D’accordo, sono due spettacoli diametralmente opposti: il primo scanzonato e semiserio, musicale, un tuffo nel passato e una speranza per il futuro; l’altro, invece, una storia dolorosissima, dove la commozione prenderà il sopravvento su tutte le altre forme psichiche che aleggiano nei teatri. Così come è altrettanto innegabile che gli spettatori di Quarrata non sono quasi mai a Monsummano e viceversa.

Però, siamo onesti, ci vorrebbe davvero poco a fare un summit settembrino e stabilire, almeno tra i teatri che sottostanno alla provincia pistoiese, come accontentare tutti senza pestarsi i piedi.

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