serravalle alla rovescia. ARLECCHINATE: SALVADEO IL GEOMETRO, LE LACRIME DI COCCODRILLO, LE MINACCE DELL’AVVOCATA E «IL RESTO DEL CARLINO DI CASALE» PARTE PRIMA

Salvadeo, Gargani, Lunardi, commissione edilizia: parliamoci chiaro. Le cose non funzionano proprio così: io le mie palle ce le ho in mano e non le lascio in mano a voi. È per questo motivo che sono agli arresti domiciliari. Mi sono spiegato?

Si sa che la Giustizia (?) lavora a occhi chiusi: non importa che ce lo dica l’AvvocatA Gargani. La quale non ha ancora capito che un dipendente comunale con responsabilità esterna quale il suo assistito, per prima cosa ha il dovere di non parlare di fatti del suo ufficio; per seconda è un personaggio pubblico come un’avvocatA o un giornalistO o un giudiciO; per terza non può chiedere ascolto e affondare il pugnale nel collo di Cesare nello stesso momento in cui piagnucola. È un comportamento non altrimenti definibile se non “infame”. Note di latino per il GeometrO lettore di Catone: la traduzione del motto degli avvocati di Prato, non è affatto sbagliata. Dilexi è un famoso “perfetto di consuetudine” – come quella di certi dipendenti pubblici che ciacciano dei fatti del loro ufficio

 

FAR COME I GATTI QUANDO FAN L’AMORE:

PIANGERE (MA GODER VENTIQUATTR’ORE)

 


Cercare di intimidire chi scrive e informa la gente, è diventato lo sport nazionale di molti augusti cervelli ben aiutati da solerti legulei pronti ad aggrottar le ciglia per spargere il terrore…

 

UN’AVVOCATA, Francesca Gargani di Prato, patrona di Federico Salvadeo, il geometrO capo del Comune di Serravalle Pistoiese, incomprensibilmente convinta di farmi venire attacchi di diarrea e tremori alle mutande, è dal 2 febbraio che mi fa sgarganare dalle risate.

Prima di raccontarvi cosa è successo di preciso, vorrei però ripetere ai lettori la domanda che mi pongo spesso: come fanno, oggi, a laurearsi tanti managerI rampanti (al femminile manàgerE rampante) che, nell’esercizio delle loro professioni, finiscono per mettere in luce quasi sempre un pensiero più debole di uno schoinìon? Lo schoinìon per il commediografo ateniese Aristofane è un piccolo «giunco di fiume» ma, al tempo stesso, una ben chiara allusione a un pipino piccino-picciò come quello che il Corona di Crozza attribuisce, ridendo, a George Clooney: «Clooney ce l’ha… piccolo».

Tutti sanno, nelle terre di Castruccio, che l’ufficio tecnico del Comune dopo il Pollerone è passato in mano a un certo geometrO (è maschile, quindi O; fosse femminile come l’Irene Gori cara al La Pietra, allora sarebbe geometrA, no?) Federico Salvadeo. È lui che firma, è lui che fa, è lui che chiacchiera di qua e di là. Per leggere tutta la lettera, scaricala da qui.

E quando chiacchiera con geometrica disinvoltura e va a ruota libera, pur essendo geometrO piglia tutte le buche di via Valli: sia quelle dei marciapiedi che picchiano contro un muro di cinta (non senese) che si sporge sulla strada (chi lo ha autorizzato? E di chi è quel bel muro in strada, Salvadeo?); sia quelle che stanno cerchiate in certe foto da lui-Salvadeo postate su un suo profilo Facebook, in questo momento – mi dicono – opportunamente soppresso a corsa in quanto ha fatto più puzzo dell’Agricola quando svuota i bottini a Pistoia e provincia.

Per chi non lo avesse visto, il pezzo da me dedicato al geometrO Salvadeo è qui: bello, chiaro, limpido e trasparente. E mostra tutto il puzzo che può emanare da un troiaietto scritto da un funzionario di un Comune che, assai impropriamente, mi viene da dire, mesta la materia peggiore del servizio di cui è responsabile e gongola.

Questa mail mi è stata inoltrata il 2 febbraio. Stesso giorno in cui Salvadeo aveva già chiesto e sottoscritto l’intervento dell’avvocata Gargani. Non vi sembra un po’ schizofrenica la cosa?

Dunque manipola il famoso “guano delle aquile della torre di Castruccio”, mentre il suo dovere sarebbe di starsene zitto zitto a basso profilo senza andare a far sfavare i cittadini che, pagandogli lo stipendio, hanno tutto il diritto di segnalare i marciapiedi che battono sui muri di cinta (non senese).

Sopra tali marciapiedi c’ha lavorato con grande impegno anche Claudio Nardi, capo dei vigili di Serravalle, chiamato appositamente in causa. Lui – a quanto mi si dice – non ha trovato niente di anòmalo: ma rispondete voi (geometrO Salvadeo compreso e sua avvocatA Gargani) se vi par normale che, nel 2020, si possa prevedere che un marciapiede debba finire a secco contro un muro; e che una strada, che già da sé fa schifo, via Valli, possa procedere, come all’epoca dei ciuchi e dei barrocci, a “denti di sega”, mezza in fuori e mezza in dentro.

Il Salvadeo, con aria da geometrO ganzèo, era intervenuto su un suo profilo privato sputtaneggiando un non meglio indentificato cittadino definito avvistatore di muri di cinta degli altri (cittadino innominato, ma riconducibile, di riffa o di raffa, all’allusione della cerchiatura nella foto scòptica – per gli avvocati giovani: a presa di culo – pubblicata e fatta commentare non da tutti, ma da una buona parte di fans del geometrO: il che, gira gira, ha reso il suo scorrettissimo intervento “di dominio pubblico”.

Quando io ho pubblicato il mio pezzo sul fatto, il geometrO che deride gli avvistatori dei muri di cinta, sentendosi il culetto non al caldo e sotto un tetto, come prima cosa (mi hanno confermato certi lettori) avrebbe cancellato del tutto il suo profilo privato Facebook: e così facendo, se con la prima mossa aveva fatto il passo più lungo della gamba facendola fuori del vaso, con la seconda s’è assolutamente sciancato e l’ha sparsa dappertutto. Deve essersi reso conto d’averla fatta grossa: perciò ha usato subito la gomma e il bianchetto.

Preso da un qual senso di fifa (di rimorso no, perché chi si comporta così, non sembra avere piena coscienza di ciò che fa) ha pensato bene di cercare, nell’ottica dell’accomodismo, che va per la maggiore in certe aree politiche di mentalità filo-veterosovietica (è inutile che il sindaco Lunardi mi assicuri che Salvadeo non è un comunista: il suo comportamento non solo lo dice, ma lo dimostra); il geometrO, dicevo, si è rivolto a un suo antico compagno di scuola: ha telefonato a corsa a Alessandro Romiti, che addirittura mi ha confermato di esserne stato compagno di banco (e spero non di merende). Lo stesso Romiti che, credo, ha fatto il servizio militare con Paolo Ricci.

Così il Romiti mi ha contattato per perorare la causa del compagno di banco Salvadeo. Bla-blà ci-ci-cì, gli ho risposto come dicevo sùbito ai miei studenti all’università di Perugia a ogni prima lezione di letteratura latina: «Non venite all’esame impreparati… non ci provate!».

Molto onestamente il Romiti mi ha risposto: «C’ho provato…». E la battuta è stata: «Ma allora…, nonostante tutto il tempo che hai passato con me, non hai ancora capito come mi funziona il cervello…! Digli, al Salvadeo, che nei giornali ad articolo si risponde con lettera scritta».

Il Romiti lo ha fatto e il geometrO Salvadeo ha scritto al direttore mandandogli il proprio numero di cellulare. Leggete la mail, vedrete che s’arrota alla mia caviglia come la gatta Miele del Bolognini, quando gli fa le feste.

Seconda lettera di Salvadeo ai Corinzi: «Fratelli, ho tirato una coltellata nel groppone al Bianchini con l’aiuto dell’avvocatA Gargani, ma non fa niente. Con quella mossa astuta lo costringerò a togliere il suo articolo sulla cazzata che ho fatto…». Ma il Bianchini dice no

Va detto, però, che solo per un senso di ruffianevole piagnucolio, nessuno – neppure io – è tenuto a rispondere nel giro di 3 minuti e 20 secondi. Gentilmente il geometrO avrebbe dovuto esercitare la pazienza come Enrico IV a Canossa: e camminare senza scarpe né zoccoli sulla neve diàccia dell’Appennino della Marchesa di Toscana.

Ma Salvadeo è furbo, astuto e abituato all’etica vetero-staliniana: t’invita a pranzo e, sùbito dopo, passati i biscotti e il vinsanto, ti ammazza come un cane. Consiglio, a questo proposito, a tutti (compagni, amici, camerati e pure avvocati) di guardare con attenzione il film Sole ingannatore per capire cosa significhi Stalin e vetero-stalinismo della mentalità sinistra di oggi.

Nel momento stesso in cui Salvadeo – il geometrO di Piero, tenuto alla discrezione ma ciarliero – si strusciava alla mia caviglia come la Miele del Bolognini, il responsabile dell’edilizia di Serravalle era già stato dall’avvocatA Gargami, amica (mi dicono) della figliola salvadea, e mi aveva già minacciato di querela chiedendomi 2 mila euro di risarcimento del danno della sua intangibile immagine.

Perché la sua verginità costa tanto: 2 mila euro. Come al solito, poiché io non sparo a salve(adeo), vi pubblico le letterine lacrimose (come la fava del Frate di Certosa dei canti goliardici) del Salvadeo e la sbrodolata a sproposito dell’avvocata Gargani – si abitui, Costei, a pigliarsi le critiche tecnico-stilistiche come chiunque sia persona pubblica in quanto avvocatA, geometrO, giornalistO, giudiciO/A etc..

Il cerchio di Salvadeo si chiude…

Ve la abbrevio. Telefono al sindaco e gli dico: «Di’ al Salvadeo di chiamare l’avvocato e di fargli ritirare quell’insulto di lettera». Niente: la superbia (che non di rado è anche sinonimo di intelligenza a km zero) impone che, per ritirare la lettera della Gargani, si debba cancellare da internet l’articolo sul geometrO Salvadeo.

A parte che non ho intenzione di togliere un bel niente, perché quando la verità è storica, è tale e basta; perfino le pronunce della Corte Europea (obbligatorie anche per questo paese delle menti perdute che è l’Italia) vietano di togliere ciò che è stato pubblicato sul web. Riflettete: se avessi scritto le stesse cose su un giornale di carta, cosa si sarebbe fatto? Si si sarebbe chiesto di dare le rotative della Nazione o del Tirreno alle fiamme? Vi sembra logico?

Ora vi inizio a spiegare come stanno veramente le cose? Devo dirvi tutto apertis verbis (tanto il geometrO Salvadeo è un latinista e capisce bene, se legge anche Catone, peraltro non facilissimo) e – come vuole qualcuno politicamente corretto – “fuori dei denti”?

Vi accontento. Lo farò volentieri e con dovizia di particolari, ma in una prossima puntata. Allora si capirà

Perché prendere in giro l’avvistatore dei muri di cinta? Una strada conciata così sta bene davvero nel 2021?

che Salvadeo, come pubblico dipendente e, soprattutto, responsabile di quel servizio specifico (edilizia) aveva il dovere assoluto di starsene zitto e di non prendere per il culo chi gli paga lo stipendio

che un funzionario serio non parla in pubblico per ambages (questo ce lo traduca l’avvocatA Gargani) dei “cazzi del suo ufficio”

che non si chiede di parlare con qualcuno per trovare concilianti soluzioni, sapendo di avere già firmato stalinianamente la condanna a morte della persona che hai invitato a parlare

che il capo di un ufficio non può tener per le palle, a mani strette e non da solo, un sindaco che, magari, può aver bisogno di un qualche piccolo favore da un geometrO tuttofare (ma, purtroppo, anche tuttodire).

Salvadeo, Gargani, Lunardi, commissione edilizia: parliamoci chiaro. Le cose non funzionano proprio così: io le mie palle ce le ho in mano e non le lascio in mano a voi. È per questo motivo che sono agli arresti domiciliari. Mi sono spiegato?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

 

Vi piace la tragicommedia? Divertitevi con questo bel pezzo di sàtira alla pajata che, secondo quello che dice il Marchese del Grillo alla cantante lirica francese «È merda, Olympià… Merda, solo merda».
E questa è satira, proprio sàtira. E gli avvocati andìano a far processi seri, non richieste estorsive di dindi a favore dei loro sprovveduti clienti!


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT64H0306913834100000008677 su Intesa San Paolo Spa - Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email