serravalle allo specchio. DOPO IL “BARBA E CAPELLI” DELLA LISTA LUNARDI AL PD, ECCO COME APPAIONO I TRE ANNI DEI CIVICI AGLI OCCHI DI RAFFAELE LANDI, USCITO DI MAGGIORANZA E MOLTO CRITICO PER LA MANCANZA DI COMUNICAZIONE FRA GIUNTA E CONSIGLIERI

Uscito dalla maggioranza di Lunardi, Raffaele Landi lamenta un’assoluta mancanza di comunicazione fra giunta e consiglieri. E ci offre la sua analisi della situazione del Comune conquistato dai civici dopo oltre 90 anni di sostanziale dittatura: 20 del regime (Mussolini è ancora cittadino onorario del Colle e tormenta i sonni della sensibile Simona Querci) e più di settanta di sostanziale dittatura rossa…

LÀ SUL COLLE DI CASTRUCCIO

SENTO ODOR DI RIMPASTUCCIO?


Francesco Bugiani ha deluso un po’ tutti

 

LANDI è critico nei confronti della maggioranza della lista civica che conquistò il colle di Serravalle. È rimasto deluso rispetto alle sue aspettative ed esterna parole di amarezza e di autocritica per avere accolto, tre anni fa, l’invito a scendere in campo con Lunardi. Di ciò che si aspettava, niente è tornato… 

Dopo la vittoria di tre anni fa, cosa è cambiato a Serravalle?

Risposta non facile. Diciamo che le aspettative erano tante, che venivamo da 5 anni durante i quali più che le politiche, non era piaciuto il Sindaco, e abbiamo trovato terreno fertile soprattutto per una Lista Civica senza simboli.

Infatti i partiti, che ci appoggiavano e che volevano piazzare i loro simboli, alla fine hanno desistito (leggi Lega) e qualcuno ha preferito andarsene, direi coerentemente, dalla lista.

Approfitto per dire che Mungai non era un Sindaco appariscente, ma era preparato, semplice, forse un po’ distaccato, ma coerente e di questi tempi non è poco. Questo l’ho capito dopo averlo ascoltato nei primi consigli comunali…

Ma lei è uscito presto dalla lista civica… 

Purtroppo mi sono quasi subito reso conto che una segreteria che detta le condizioni, o qualcosa di simile, è indispensabile in politica.

In due anni non c’è praticamente mai stato il collegamento tra i consiglieri di maggioranza e gli assessori (più il sindaco), cosa che avrebbe dovuto fare il capogruppo Bugiani, ma che evidentemente non ha fatto molto bene. Personalmente credo di averlo sentito al telefono 3-4 volte durante tutta la mia permanenza in maggioranza.

Di conseguenza noi consiglieri spesso non eravamo a conoscenza dei lavori di giunta, che, come si sa, decide la maggior parte dei provvedimenti. Una volta ho chiesto notizie su un provvedimento del quale ero all’oscuro. Mi è stato risposto «Vai sul sito del Comune, e leggiti la delibera». Dovetti rispondere: «allora faccio il cittadino normale, non il consigliere».

Quindi la sua uscita è stata causata dall’inefficienza del capogruppo Bugiani? 

Non ho detto questo. Certo ha contribuito la scarsa comunicazione tra noi. Mi ha fatto la domanda e io ho detto una delle cose principali.

Comunque, le dice niente l’uscita di Giovannoni, La Pietra e Agostini tutti insieme per dare vita a un gruppo FdI? Guarda caso sono tre consiglieri di maggioranza, ma che hanno preferito formare un gruppo all’interno della maggioranza, e che, fin dai primi mesi del mandato, condividevano con me gli stessi problemi. Chissà perché?

Adesso di consiglieri “semplici” senza deleghe c’è rimasta solo la Flore Filoni.

Gli altri del gruppo (assessori e sindaco) partecipano attivamente ai lavori della giunta, quindi sono informati su tutto… Meno lavoro per il capogruppo.

Che ci dice della formazione del gruppo FdI? 

Penso che se non hanno un progetto per il futuro non ha senso, a meno che, come ho detto prima, non siano usciti per il mio stesso motivo. Sarebbe poi cosi strano?

Comunque, ho pensato anche a una situazione tipo Italia Viva in parlamento.

Cioè: «Sindaco, noi vogliamo fare questa cosa. Se non sei d’accordo e non ce la fai fare, noi non votiamo più i tuoi provvedimenti in Consiglio!», una sorta di braccio di ferro con ricattino finale. A quel punto addio maggioranza! Però loro hanno dichiarato che non è così, che appoggeranno la maggioranza…

Io mi fido, ma mancano due anni e hanno il collo lungo… 

Uniti per Serravalle può rivincere, secondo lei, alle prossime? 

Perché si ripresenterà? Io ho i miei dubbi, scusi…

Temporibus illis… Il Sen. FdI Patrizio La Pietra, la sorella del senatore, Patrizia La Pietra e Elena Bardelli

Dopo la mossa di FdI, che dicevo prima, vedo una situazione molto più complicata di tre anni fa; una situazione fluida e suscettibile di qualsiasi cambiamento.

Ormai la storiella della Lista Civica non ha più credito, non è chiara.

Gli elettori votano le persone, votano la faccia del sindaco alle amministrative, questo lo sappiamo.

Ma tre anni fa i miei elettori non mi avrebbero mai dato il consenso se avessero saputo che dietro la Lista Civica c’erano i partiti di destra alla finestra; e che dopo, in qualche modo, hanno fatto vedere i loro visi. Quindi più chiarezza in questo senso è d’obbligo.

Anzi, oggi chiedo scusa a chi si è sentito tradito, ma ero e sono in buona fede. L’ho dimostrato uscendo appena mi sono accorto di cosa stava accadendo.

E allora, scusi, quali sono le sue previsioni?

Nel 2022 mi aspetto almeno quattro liste.

Centrosinistra, Centrodestra con i suoi partiti e almeno due civiche, ma che dovranno avere una chiara provenienza politica: non appoggi ma simboli!

Credo che vincerà il partito o la lista più coerente, che poi sia di destra o di sinistra non lo so: ma coerente, perché la gente, non tutta, ha la memoria lunga ed è stufa.

Lei si ripresenterà tra due anni?

Ho un po’ di esperienza in più, anche se altri due anni da solo è dura. Chissà…

Di certo non rifarò gli stessi errori: e se le cose non sono chiare, avanti un altro! Io non voglio esserci per forza.

IN PUNTA DI PIEDI…

 

Per finire, al di fuori della vicenda Landi e per tornare alla bruta realtà di Casalvalle… Ammesso che ci siano tutti i presupposti per operazioni chirurgiche Lega/Giunta, favorite dalla gattoneria del Senatore La Pietra (anche lui simile a un felinone come quello che rappresenta alla perfezione il fu-sindaco Mochi), vediamo difficoltoso l’asporto di Gorbi che – per dirla tutta – o lo gambizzano o resta anche su una gamba sola.

Una cosa è certa: Giovannelli, con la mossa Pira-La Pietra, è bruciato e con una fiammata di quelle brevi e fumose non diversamente da quando si prende una cartuccia, si apre, si mettono via i pallini, e con la polvere ci si diverte a fare puuufffff… Chi ha avuto cacciatori in casa lo sa bene.

Ma dopo – secondo quanto ci dicono – le sciacquonate toccate a Stefano Agostini per essersi fatto sgamare a sobillare gli FdI contro la Bardelli, quale potrebbe essere il nome della Lega più adatto a intendersi di bilanci per essere innestato in giunta?

«Se lo sapessi, lo dissi» (Massimo Boldi). Ma un nome, in mezzo ai corbelli che girano, gira… Ed è quello di tal Luca Agostini, leghista, commercialista e persona (si dice) seria.

Sarà quello lo scacco adatto per la «mossa del cavallo»…?

[Intervista a cura di Linea Libera]
[redazione@linealibera.info]

Uno spirito ameno mi ha chiesto di domandare a certo signor Caprini di Casale cosa ne penserebbe lui se, alle prossime, tra due anni, si ripresentasse in lista anche Ermanno Bolognini.

Il sor Caprini sarebbe d’accordo?


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email