serravalle. BARDELLI (FDI-AN): «TRALLORI? IL SEGRETARIO DEL pREGIUdIZIO!»

Riccardo Trallori
Riccardo Trallori

SERRAVALLE. Il Pd provinciale replica alla sottoscritta ma alla sottoscritta avrebbe dovuto replicare l’Amministrazione di Serravalle Pistoiese, visto che il comunicato sullo sportello informativo per i migranti chiamava in causa proprio la Giunta.

Quest’ultima e non altri avrebbe dovuto rendere conto della sua scelta al Consiglio Comunale e a tutta la cittadinanza.

Invece ancora una volta il Sindaco e gli Assessori tacciono, lasciando ignobilmente la loro difesa ai vertici provinciali del partito, i quali senza fare riferimento alcuno alla situazione concreta del Comune di Serravalle Pistoiese – che peraltro dimostrano di non conoscere – si preoccupano solo di difendere ad oltranza l’operato dell’amministrazione.

La cosa appare ancora più triste se si considera che tra gli autori dell’intervento compare la sig.ra Querci, che, pur facendo parte di quella Giunta, preferisce nascondersi dietro la veste di rappresentante di partito e farsi forte dell’appoggio dei compagni per continuare a non spiegare un bel niente, elogiando e sostenendo in maniera grottesca da responsabile della cultura Pd il proprio comportamento di assessore e quello dei suoi colleghi serravallini.

La sottoscritta però in qualità di consigliere comunale non ha bisogno di appellarsi ai responsabili provinciali del proprio partito per ribadire la sua convinzione e la sua proposta, che al di là di ogni tentativo di ideologizzazione da parte della sinistra, intendono ispirarsi solo alla logica e al buon senso.

I sig.ri Trallori, Nanni e Querci probabilmente si sono limitati a leggere il titolo del comunicato o comunque hanno saltato dei passi significativi, altrimenti saprebbero che reputo importante al pari loro l’integrazione e l’inclusione sociale e culturale degli stranieri e che non ho chiesto la soppressione dello sportello, bensì che questo venga gestito dal personale interno all’Ente comunale – in special modo da quello dei Servizi Sociali – anziché da cooperative esterne, al fine di risparmiare le somme che ogni hanno vengono destinate a questo servizio (complessivamente circa 20.000 euro ad oggi).

Simona Querci
Simona Querci

La proposta è sostenuta da motivazioni ben precise: la Giunta lamenta ristrettezze economiche sempre maggiori che hanno imposto quest’anno una razionalizzazione delle spese concentratasi per la scelta insensata degli amministratori nel settore della manutenzione ordinaria delle aree verdi e della pulizia dei locali pubblici; la presenza degli immigrati nel territorio comunale è pari al 7,5% sull’intera popolazione e la maggior parte di essi è ormai stabilizzata e integrata all’interno della vita sociale e civile; il servizio svolto dallo sportello per migranti viene effettuato anche presso i sindacati e i patronati della provincia.

Le conclusioni sono logicamente due: o la Giunta è incapace di amministrare il denaro pubblico in quanto non si rende conto degli sprechi oppure mira a fare gli interessi economici delle cooperative.

Giustificare il ricorso a queste ultime considerandole “professionisti del settore”, come fanno Trallori, Nanni e Querci, mi sembra in primo luogo offensivo per i dipendenti comunali esperti in questo ambito, come le assistenti sociali, che sono figure altamente qualificate, e in secondo luogo irrispettoso nei confronti dell’Ente Comunale, che quindi assumerebbe o avrebbe alle sue dipendenze personale incompetente.

Mi chiedo poi quale tipo di specializzazione sia richiesta per adempiere ai compiti dello sportello descritti nella relativa deliberazione di giunta (n. 73 del 14/05/2016), ossia “svolgere attività di consulenza e servizio informazioni per la popolazione straniera migrante in materia di normativa sull’immigrazione, compilazione delle richieste di ricongiungimento familiare e per l’ottenimento della cittadinanza italiana, compilazione documenti per il rimpatrio volontario assistito o per i trasferimenti in altri Stati Europei nonché organizzazione di corsi di lingua”.

Come non capisco quale sicurezza dovrebbe scaturire per la società civile dallo svolgimento di queste operazioni. La sicurezza pubblica nasce dalla condivisione dei principi della convivenza sociale e civile e dall’osservanza delle regole, che le istituzioni a tutti i livelli sono chiamate a far rispettare.

Se c’è qualcosa che oggi avvilisce il dibattito politico è sicuramente l’atteggiamento di chi si pone di fronte all’interlocutore, che in questo caso è l’avversario, facendo prevalere il PregiuDizio ideologico sull’ascolto e sulla conoscenza dei fatti e dei dati reali e attribuendogli per di più ciò che non ha detto, e per quanto riguarda le questioni amministrative locali il ricorso al partito quando non si hanno risposte concrete da dare o non si sa motivare il proprio operato di assessori.

Elena Bardelli
Consigliere Comunale Fdi-An

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