serravalle. BOLOGNINI A RISCHIO: VOGLIONO CANCELLARLO CON QUALCHE “SCHELETRINO” PRIMA CHE FACCIA TREMARE E VENIRE GIÙ LA ROCCA COME LA TRIVELLA DEL TRAFORO?

Intervista semiseria al “rompi di Casale”, già contattato da simpatizzanti e nemici che vorrebbero sapere di più sul suo progetto di una nuova lista-tsunami per impedire che la Torre di Castruccio rovini in testa ai cittadini

 

Ermanno Bolognini sta facendo sudare tutti a Serravalle?

 

A VOLTE con i miei studenti, nei momenti di divertimento, dicevo: «Che posso inventare di cattino?». Questa domanda mi è venuta ieri mentre pensavo al rompi di Casale, Ermanno Bolognini. perciò l’ho chiamato per una rapida intervista, visto che ha intenzione di ribaltare il Comune e sta mettendo tutti alla graticola.

– A Serravalle si dice che tu, Ermanno, sei come il treno che ha fatto saltare la casa della Debora Del Cortona. Peggio di un trapanone sotto il camposanto della Rocca che si sbriciola… Ma sei sicuro di potercela fare? Qualcuno mi soffia all’orecchio che c’è chi sta cercando di scoprire qualche tuo scheletrino in qualche armadio…

Lo so che ti piace prendere in giro e te lo lascio fare volentieri. Ma non credo che possa accadere che mi tirino fuori scheletri e scheletrini da qualche armadio. Vedi? La giunta Lunardi non ha saputo tirar fuori le ossa degli elefanti che hanno lasciato i Pd che hanno governato per 75 anni prima della destra civica, figuriamoci se sapranno fiutare come un cane qualche mia briciola. Voglio ricordare a tutti che non ho paura di niente. Ci provarono a piegarmi i compagni con una storia di donne che finì dai carabinieri e da allora si dovettero tagliare la lingua…

– Ma se qualcuno se le inventasse?

Io scherzo poco, lo sai. Mi piace ridere e scherzare. Poi, quando è il tempo di smettere, fo fare silenzio… Te la ricordi la storia degli orologi e dello Spinelli? Ti rammenterai anche che lo Spinelli mi querelò, ma poi dovette fare marcia indietro e alla svelta, anche senza Kawasaki…

– Certo, Ermanno, tu che passi per un unno, un Attila con un’orda di 150-200 òngari scalmanati, rischi di diventare un ago della bilancia per le prossime elezioni…

Sì. Ed è per questo che tutti tremano. Anche quelli che sembra che siano calmi e placidi come il Piave il 24 maggio. Anzi, credo che siano proprio loro quelli che hanno più paura di dover scollare il sederone dalle seggiole comode su cui l’hanno adagiato in questi cinque anni.

– È vero che hanno già cominciato a fare la fila alla sacra fonte della grotta di Alternativa Democratica, il gruppo che hai deciso di aprire per le prossime amministrative?

La galleria del Serravalle la scaverà Ermanno Bolognini sotto maggioranza e opposizione?

Intanto correggiamo il tiro. Probabilmente non si chiamerà Alternativa Democratica. L’idea è stata buttata là così, ma il nome vero e proprio verrà fuori dopo che avremo discusso fra noi, quelli che collaboreranno a questa mia idea di rifare tutto da capo come diceva sempre Bartali.

Quanto al fatto che in molti mi siano venuti intorno a saggiare il terreno, questo è vero. E non sono stati pochi. Qualcuno s’è fatto vivo in prima persona.

Altri, più discreti, più volponi, mi hanno mandato emissari bene informati per informarsi bene da me. Ovviamente per ora è tutto molto riservato: non è il tempo di scoprire le carte e il vero motore della faccenda…

– Di cosa stai parlando, scusa?

Del gruppo che si sta formando; che viene su bene e che somiglia tanto a quel carrarmato che all’epoca di don Camillo e Peppone se ne stava in un campo coperto di frasche e che, all’improvviso, salta fuori e spara una cannonata che butta giù il campanile.

Ecco: quello che noi stiamo cercando di realizzare è un fattore sorpresa. Ci pigliano e mi pigliano in giro perché ho 70 anni? Nessuno è vecchio se è una persona che ragiona col sale nella zucca e non con il cervello industriale di un partito o, peggio, di interessi personali. Non è così che noi vediamo la politica comunale…

– Ma se scoprono che tu hai un ossino da qualche parte, come la metti, Ermano Bolognini?

Te la dico tutta. L’unico ossino che ho e che rode, sia a me come che a chi ha deciso e deciderà di lavorare per questa nuova lista, è la voglia di preparare una politica e una amministrazione che dia davvero qualcosa a questo comune scassato. Qualcosa che, mi dispiace dirlo ma lo dico ugualmente, quelli che dovevano cavare gli scheletri dei Pd dagli armadi, non hanno saputo offrire ai cittadini per una vera svolta nella vita serravallina…

– Occhio, Ermanno… ti vogliono far fuori in una maniera o nell’altra!

Galleria 2 del Serravalle. Si parte con un buchino ino-ino e poi viene giù tutto: dal camposanto alla casa della Deborah…

Non sono punto preoccupato! Sotto l’arme mi buttavo sotto i carrarmati in movimento senza pensarci. E col fucile in mano pigliavo una boccetta di gazzosa a 50 metri. Figurati se mi fa impressione l’idea di qualcuno che mi vuole mettere fuor-gioco.

Voglio vedere bene chi ha le palle e chi sa spararle…

Ermanno mi saluta così. Lui, il rompi di Casale, il fuciliere scelto che trapana l’amministrazione serravallina come la trivella che ha fatto quasi cadere a pezzi la casa della più politically correct di Serravalle, l’intellettuale doc Deborah Del Cortona, donna impegnatissima nel lavoro e nel cancellare tutte le opinioni diverse dalle sue…

In bocca al lupo!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di satira e libertà di scherzo

Ma chi insidia il Bolognini
va a finire nei tombini?


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