serravalle & dintorni. AMENITÀ, CIANCE, PALESTRE, UNA DOZZINA DI BOTTIGLIE DI PROSECCO E QUALCHE PUTTANATA DI POLITICA

Cronache degli ultimi eventi – fra l’inventato e il reale – nel paese più divertente del mondo, dove, nel giardino di qualcuno, una mattina si scopre che il pratino verde è stato ingessato con il calcestruzzo (ma sarà vero?)…

Dopo l’incendio improvviso e la diarrea degli abitanti del centro nella notte del fuoco, il palazzo sarebbe dovuto tornare all’apertura – fu detto – in un mese

 

NEL PAESE DI CASALE

CHI STA BENE E CHI STA MALE

MENTRE IN ZONA SERRAVALLE

TUTTO SCIVOLA GIÙ A VALLE

 


 

MIO COGNATO, tanti anni fa pretore a Pescia, una volta mi raccontò che, in un rapporto di polizia giudiziaria, che era finito sul suo tavolo, in una diatriba tra vicini bizzosi, un tale, con la macchina, aveva rovinato il muro dell’antagonista fatto di (lo vedo ancora ridere a crepapelle) «calce e struzzo». Forse sei i Benetton avessero rinforzato il ponte di Genova murandoci dentro 7-800 milioni di struzzi insieme alla calce, il Morandi sarebbe ancora lì e niente sarebbe accaduto.

 

GALLERIA FF.SS.

BUCO N. 2 INSTABILE

 

Il buco 2 – la vendetta. Trenta centimetri al giorno, levan le case di torno

 

La furbata eccelsa del Rossi, uscente dalla Regione per finire (lui, Granduca) a fare l’assessore (cioè il fattore o il fattorino) nella fattoria di Signa, fu – dopo tutti i danni fatti a sanità, trasporti locali e Terme di Montecatini – l’dea del raddoppio della ferrovia fino a Lucca: monta qua, tu vedi Lucca! Monta qua, la vedi tutta!

Quel buco 2, che non sta in piedi in nessun modo, che fa crollare case, camposanti e torre di Castruccio, sembra che ne abbia combinata un’altra ancora. Per ora la raccontiamo, ma chiediamo sin da sùbito, di confermare o smentire.

Si dice che una signora pochi giorni fa si sia alzata e, aprendo le finestre di casa, abbia corso il rischio d’essere ricoverata d’urgenza dalla Lucilla Di Renzo, non per Covid, ma per «calce e struzzo».

Che era successo? L’erba che, se è dalla parte del vicino è sempre più verde, a casa sua dicono che fosse letteralmente incementata.

Mistero fitto. Diavoli e streghe o chi avrebbe scaricato il «calce e struzzo» in giardino? Poi sembra che si sia capito l’arcano mistero: è vero che l’acqua la va alla china (dicono a Firenze), ma, poiché sotto la casa della signora stanno facendo il buco 2 – la vendetta qualcuno s’è chiesto anche se la «calce e struzzata» del giardino non fosse opera delle punture di cemento di rinforzo all’interno del buco che avanza alla folle velocità di ben 30 centimetri al giorno.

Sarà vero? Non lo so: ma, garantito al limone, se dovrò andare a Lucca in treno, andrò a pigliarlo, il treno, a Montecatini. Non vorrei…

 

IL COMUNE DI CASALE CHIUDE?

 

Dopo l’incendio improvviso e la diarrea degli abitanti del centro nella notte del fuoco, il palazzo sarebbe dovuto tornare all’apertura – fu detto – in un mese.

Invece pare che almeno il primo piano sarà chiuso. Che c’è di vero e che c’è di non vero? la gente se lo chiede e lo chiede agli addetti ai lavori.

Si attende risposta da chi di dovere.

 

ASILO NIDO SENZA GRU

«CALCE E STRUZZO»

 

La scorsa estate l’asilo nido casalino (non Rocco, né Siffredi né quello di Conte) ha chiuso. Sarebbero dovuti iniziare i lavori a tutto fòo per rimetterlo in sesto, mentre invece pare che a tutt’oggi nessuno abbia neppure alzato una gru per dare inizio alle opere.

Anche gli struzzi possono finire nel cemento…?

Il paese è piccolo e la gente mormora. A Casale di più. Intanto le giunte comuniste avevano deciso di vendere l’edificio (si sa perché? Non è chiaro: ci sia spiegato). Qualcuno mormora che sotto l’asilo scorra un fiume di… cloruro di vinile; qualche altro che si sia rotto un tubone della fognatura.

Noi non ne siamo convinti: e non crediamo neppure a quello che scrivono sui social, dove si legge – fra le altre mille stronzate – che da lì passava, in origine, l’autostrada Firenze-Mare, tronco collinare fatto girare dall’Arno, zona Signa-Empoli, verso San Baronto e giù; e che più o meno nei dintorni dell’asilo in questione ci fosse un distributore come quello del rifornimento autostradale di Serravalle.

Un malignetto sembra addirittura che abbia scritto che stanno facendo delle trivellazioni per aprire dei pozzi di petrolio, che lì (stando alle dicerie) sarebbe abbondante.

Allora: come stanno realmente le cose? S’è rotta una fogna e la cacca esce a ondate o che altro?

Si attende risposta da chi di dovere.

 

PALESTRA CHIUSA

(MA FORSE… PALLE ESTRA)

 

È stata fatta chiudere a rotta di collo per rischio crollo. Ma era davvero tanto pericolosa la palestra? Quella decisione presa di rincorsa era davvero irrinunciabile?

Qualche malalingua narra che anche ai tempi del Mochi un tizio si presentò e disse che lì veniva giù tutto.

Prendi pure un pillolone, sentirai quanta emozione!

E infatti così fu, perché (stando sempre a gola profonda) Renzone acchiappò, per la testa e per il culo, chi gli si era presentato, e l’arrandolò giù da qualche parte, levandoselo, pare, di torno, in maniera immediata ed efficace.

La palestra restò aperta fino alla decisione di chiusura adottata dalla giunta Lunardi. Ognuno fa le sue scelte, ma se dovessero crollare tutte le opere di questa terra, quante scuole resterebbero in piedi in Italia? E quante farebbero come un pipi rinforzato da un Viagra da 100 dopo quattro ore di sesso sfrenato?

Pigliamola sul ridere, per ora. Poi, magari, ci si torna, su certi progetti di alienazione della… Palle-Estra. In altro momento, però.

Perché ora si deve parlare di politica e roba più seria (si fa per dire, perché la storia Bardelli-FdI di Casale è tutta da sghignazzo e m’incazzo).

 

44 TESSERE

IN FILA PER SEI COL RESTO DI DUE

 

S’è detto e si ripete: la gestione democristiana del partito gestita dal senatore, ha portato a una stagione di datteri secchi. Li avete presenti quelli che, nella confezione di cellophane, sono grinzosi e duri come se fossero di «calce e struzzo»?

Il partito della Giorgia ha raccolto, specie nel pistoiese, non larga messe di voti, ma più che altro coproliti (sono le merde pietrificate dei dinosauri del Giurassico).

Mistero buffo

Poi ci s’è messo anche Patrizio a far casino con la Lega e la Pira e con l’idea bislacca del gruppo FdI (inutile) e dell’assessorato a Cristiano Giovannelli. E il gioco è stato fatto. Din don dan, campane a martello, fuori la Bardelli e… dentro il macello.

FdI è rimasto scampanato, frastornato e senza portavoce: sede vacante, come si dice per il papa. Ma il peggio  sembra essere venuto quando – lo dicono tutti: anche gli archi della chiesa di Casale – è scoppiato il candelotto delle tessere.

La Bardelli ne aveva fatte 44, appunto. Ma molti suoi tesserati non vedevano il cartellino MasterCard targato Meloni. Che sarà, che non sarà… Sembra che il coordinatore provinciale, il senatore appunto, non avesse vistato l’iscrizione degli adepti e, in pratica, le palle erano tutte ferme e congelate. Ora dicono che Patrizio vuole disintegrare la sezione casalino-serravallina con la spada laser dei cavalieri Jedi. Siamo a Guerre stellari!

Così si dice. Noi siamo qui, come Ficarra e Picone, pronti a rettificare tutto se il partito, prima di querelarci, deciderà di degnarsi di rispondere e smentire. Certo che dinanzi a una smentita lo scriveremo, ma andremo anche a interrogare direttamente i 44 tesserati in fila per sei col resto di due…

 

ALLA FINE DELLA STORIA

TUTTI I SALMI FINISCONO IN GLORIA

 

Quel mattacchione di Ermanno Bolognini – il rompi che metterà su una lista civica malvista da tutti perché scassapalle a 360 gradi – aveva scritto, sul suo Facebook, di avere chiesto al Comune un contributo di 1.500 euro con la seguente motivazione:

«Vorrei andare a cena Viareggio con il direttore Bianchini per una grande abbuffata. Chiedo 1.500 € di contributi a perdere, perché vorremmo che ci accompagnasse un tassista (o anche due, per il cambio, magari), dato che sia io che il direttore avremmo deciso di prendere una sbornia sonora, ma, da buoni cittadini rispettosi delle leggi, non guidiamo in stato di ebrezza».

Questa notizia va assolutamente corretta. Come contributo il rompi di Casale ha ottenuto un buono da soli 500 €, che ha ridimensionato parecchio le sue aspettative. Ma, in fondo, non è andata male.

Personalmente confermo che abbiamo fatto una solenne strippata alla Braceria di San Baronto, insieme al nostro autista di taxi, che ha bevuto solo Coca-Cola Zero.

Mentre noi ci siamo scolati ben 12 bottiglie di Prosecco e, al ritorno, abbiamo perfino cantato di poesia.

Santé, alla salute di chi se lo beve!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di satira (ma senza satirìasi: troppo impegnativa!)


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