SERRAVALLE. DUE RIGHE APPENA DA GIANNI CATALANO

Gianfilippo Catalano
Gianfilippo Catalano

SERRAVALLE. Il Consigliere Catalano scrive:

Caro direttore,
permettimi un atto di piaggeria: apprezzo lo stile narrativo pungente e sarcastico.

Poi. Con preghiera di pubblicazione: «Con riferimento alla nota del Capogruppo Montini ribadisco che sono e rimarrò all’interno del Partito Democratico e della maggioranza senza mai abbandonare lo spirito critico e costruttivo che mi caratterizzano».

__________

 

Un grazie al Consigliere. Al quale tutti vogliono mozzare la testa e proprio mentre lui sta lì a ripetere che resta dentro: ma – giustamente – non a testa bassa come vorrebbero i maggiorenti serravallini.

Consiglio dantesco: non ti curar di lor, ma guarda e passa…

e.b.

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

5 thoughts on “SERRAVALLE. DUE RIGHE APPENA DA GIANNI CATALANO

  1. Dunque: il Pd in questo periodo stà finalmente compiendo il “grande balzo in avanti” di maoista memoria. balzo che se capisco bene consiste nell’isolare e possibilmente espellere validi amministratori delegati, consiglieri che fanno lavorare il cervello e persone che comunque ancora si scandalizzano per certe telefonate. A questo punto, perchè continuare a far parte di tale PD? Pechè permettere loro di fregiarsi della presenza e dei voti che persone valide ma emarginate, portano a questa congrega? Cari Lauria, Laing, Catalano…fatevi un movimento, un partito, una lista…fatelo e vedrete che chi ha da perdere non siete voi ma loro…loro e il Braccobaldo (i) Show che hanno messo in piedi: dovete capire che a voi questo PD non serve, se restate siete le foglie di fico sulle loro vergogne. D’altro canto il loro lider maximo sa perfettamente che se l’economia non riparte davvero (e non nei suoi sogni) anche lui chiude bottega: disoccupazione giovanile al record storico in luglio (mi sembra 44%), disoccupazione complessiva dal 12.3% di giugno al 12.7 di luglio….altro che Italia riparte!
    Massimo Scalas
    PS. carri piddini, boschini, maddini, bini….fate sapere a Renzi che ha buttato via un anno e mezzo di tempo per fare riforme fatte coi piedi (vedi Rai, Italicum, Senato, Provincie…tutto un agitarsi senza costrutto per dare fumo negli occhi alla gente) e non finite mentre la cosa più urgente, per far ripartire il paese, cioè la riforma del Fisco, non è pervenuta.

  2. Caro Scalas,
    bel commento, come sempre. Il discorso fila e l’impianto logico è impeccabile.
    Però, in un certo senso e nel mio piccolo, mi sono sentito chiamato in causa anch’io, come tuttora iscritto al P.D e fautore, finché sia possibile e ragionevole, della lotta condotta dall’interno, e non della fuoriuscita dal partito.
    Senza alcun tipo di chiusura e pregiudizio verso chi, in materia, la pensa diversamente da me, faccio due riflessioni:
    1) In un panorama politico già estremamente frastagliato e caotico, fondare un nuovo partito/partitino, molto probabilmente, servirebbe solo ad aumentare la confusione, a togliere qualcosa al vecchio partito, ma senza avere la forza numerica di far decollare alcunché di veramente nuovo ed alternativo.
    Semmai, per chi esce dal P.D, è molto più opportuno aderire a formazioni già esistenti e, sia pure in modo molto relativo, radicate sul territorio.
    2) Quando una persona fosse davvero uscita da tale partito, il rischio di non contare più niente sarebbe più che concreto, ed il partito, una volta liberatosi dal pidocchio di togliattiana memoria, sarebbe in grado di proseguire imperterrito per la sua, sia pur discutibilissima, strada.
    Mentre invece, rimanendo all’interno, si è spesso in grado di dare fastidio alla cricca al comando e questa è costretta a rispondere alle critiche, anche se magari in modo stizzito e superficiale.
    E questo a me è capitato diverse volte, ad es con Vannino Chiti, Enrico Rossi, Valeria Fedeli, quando in una lettera, dopo il nome e cognome faccio seguire il mio numero di tessera.
    Ed allora, per il momento e per il niente che può interessare a chi legge, la mia intenzione è di mantenere la tessera, la quale, per il modico prezzo di euro quindici annuali, mi consente di rimanere informato di tutto ciò che si muove all’interno del P.D, ma di decidere, volta per volta, per chi votare, e votare P.D solo se e quando tra i candidati, ci sono personaggi che mi convincono. Alle ultime regionali, ad es, anch’io ho votato Cinque Stelle, sia pure senza essere grillino.
    Per intendersi meglio, prima di chiudere, faccio un paragone di stampo calcistico: un partito è un po’ come una squadra di calcio. Il nome, la bandiera, il colore della maglia hanno, per chi ama quella squadra, un grandissimo valore simbolico ed affettivo; ma poi, la grandezza della squadra è, in ogni stagione, fatta dagli uomini che scendono concretamente in campo, dalla intelligenza dell’allenatore, dalla saldezza della società, ecc. E così è per il P.D: non resta che sperare che anche al suo interno cambino, una buona volta, giocatori, dirigenti, modulo di gioco. Detto da uno, e lo voglio precisare a scanso di equivoci, che, comunque vada il mondo, continuerà sempre e comunque, ad amare molto più la sua squadra del cuore (che nel mio caso veste la maglia bianconera, ha per simbolo una zebra ed ha sede a Torino) che il P.D o qualunque altro partito.
    Sperando di non averla delusa troppo, sia come juventino che come, almeno per adesso, iscritto al P.D, un cordiale saluto,
    Piero

    1. Salve Piero!….ma che deluso!…se una persona che non conosco ma con la quale è un piacere dialogare, mi fa un ragionamento che ha i suoi perchè io ci penso su e lo ringrazio per avermi dato una visione delle cose diversa dalla mia, ma non per questo sbagliata…anzi.
      Buona notte!
      Massimo

  3. Scrive il consigliere regionale Massimo Baldi su facebook:

    “Condivido le posizioni di Gianni (Catalano, ndr), che non ha nulla da giustificare. Se è in atto una caccia al renziano – a Serravalle con Catalano come a Pistoia con Bartoli – sarà bene che si palesi in quanto tale e che le strumentalizzazioni vengano messe da parte”.

    1. Eccolo là il Baldi…la caccia al Bartoli….ma questi sono proprio di fuori…oh Baldi! Ma che vino bevi? Eppure al Conad hanno anche una discreta cantina…

Lascia un commento