serravalle-elezioni. «BEL PAESE È CODESTO» DISSE CALANDRINO

Fermento e agitazione in corso. Ma non senza qualche timore per gli esiti dei foglietti della Procura…
Renzo Mochi
Renzo Mochi

SERRAVALLE. Come è terribile dover vivere, per i politici – specie quelli di periferia –, l’avventura delle elezioni, così è divertente occuparsene da pettegoli (come noi giornalisti siamo) per tutto l’andirivieni di chiacchiere che ne nascono intorno.

Chiacchiere, è vero. Ma non poi più di tanto. E quelle che circolano adesso su Serravalle, già in fibrillazione per il futuro del “bene comune” dei cittadini, sanno – per usare una metafora culinaria – di pepata.

Partiamo dal margine, dalla Fiera di Casalguidi, per la quale – ci dicono – erano stati fatti alcuni progetti ambiziosi che però sono stati (sembra) accantonati.

Il motivo? Troppi foglietti in giro dalla Procura; foglietti che, quando parlano di conclusione delle indagini, di solito non portano niente di buono. Impianti di tennis? Altro? Chi lo sa di preciso? Ma intanto Mungai tira dritto a testa bassa e non recepisce.

Die Deutsche Demokratische Republik (DDR)
Die Deutsche Demokratische Republik (Ddr)

Ah, per chiarezza: i progetti poggiavano (ci suggeriscono) sulla potenza di fuoco delle sponsorizzazioni di Pistoiambiente. È ero? Per ora, però, sobrietà, compagni…

Torniamo a Mungai che, Sindaco da cinque anni, s’aspetterebbe di essere confermato (anche se qualche cavallino sta scalpitando per insidiarne la sedia, per certi aspetti – sempre pensando alla Procura – elettrica).

Ma più che cavallini recalcitranti, sembra che si sia risvegliato un bel cavallone normanno di attempati natali: stiamo parlando del poderoso Mochi, di cui tutto Serravalle ormai sa l’ambizione a tornare in pista, o meglio nell’arena, come imbattibile forzuto gladiatore.

Si sa anche però – così raccontano i suoi vecchi (anche d’età) compagni di partito e di cacce – che Mochi potrebbe avere qualche piccolo problema: anche se lui gira tutto il giorno dicendo che un problema con la giustizia in Germania (fucili di troppo durante una battuta all’anatra?) non dovrebbe influire sulla sua ricandidabilità.

Simona Querci
Simona Querci

Non sarà mica che lo proteggerà e lo appoggerà Angela Merkel, nata e cresciuta all’ombra della Ddr, che con la sinistra comunista ha sempre avuto un’inclinazione speciale per non dire un vero e proprio trasporto amoroso…?

Fra i puledri, invece, la scalpitante Simona Querci vorrebbe… Vorrebbe (dicono) le primarie. Le punta e le spinge con tutte le forze. Ma la bella vicesindaca e intraprendente assessora all’istruzione, ha meno forza (si mormora) di altri marpioni che da sempre vivono e regolano (da eminenza grigia) la vita di Serravalle e il suo “bene comune”.

E il carrozzone (non quello di Renato), più simile alla locomotiva di Guccini, va. A tutta birra.

Forse per sfondare, con un colpo solo, la nuova galleria del raddoppio ferroviario ai piedi del Serravalle?

(continua)

[Edoardo Bianchini]

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6 thoughts on “serravalle-elezioni. «BEL PAESE È CODESTO» DISSE CALANDRINO

  1. UN AMICO MI SCRIVE:
    _________________________

    Divertente, ma non dimenticare, nelle puntate future, il vero Richelieu di Serravalle, alias Leardo Corsini, uno che non ha ruoli nel Pd, non si vede mai, ma così potente che nessun possibile sindaco può permettersi di non passare dal suo studio di architettura (ed è proprio per questo che la Querci non la spunterà mai, in quanto invisa all’eminenza grigia)…

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