serravalle. FRATELLI D’ITALIA, LA FIAMMA S’È DESTA: COSÌ ALL’AGOSTINI FA MALE LA TESTA…

 

Elena Bardelli, la donna che vive all’ombra del mandarino, è capace di dividere anche la pietra…

TUTTI SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI?


 

CHE GRAN CASINO! Serravalle sottosopra e non solo per il cloruro di vinile. Quello sarebbe il meno a questi chiari di luna tormentati. È la giunta di Lunardi che traballa, perché dal senato e dal partito sono iniziate le rivendicazioni per un assessore in giunta e si parla – come già avevamo scritto qualche giorno fa – sempre della solita Elena Bardelli, personalità di spicco in FdI, ma anche (lo diciamo?) una bella “rompiballe”,  di quelle che se ti si attacca al groppone è un po’ difficile scuotersela di dosso.

In giunta c’è uno sciame sismico perché si interrogano su chi sarà il «prescelto» per lasciare il posto al potenziale nuovo assessore. Chi trema da una parte e chi dall’altra: alla Rocca è come quando la trivella delle ferrovie comincia a bucare la collina e, di sopra, tremano e cedono tutte le case lungo il percorso del traforo.

Lo dicevano che non c’è pace fra gli ulivi. Ora l’hanno capito in diversi. Gli ulivi sono quelli della terra del Comune sotto la torre di Castruccio. Dicono che l’Ilaria Gargini non stia tanto bene perché si sente il fiato sul collo come uno di quei negri che fuggiva dalle piantagioni di cotone del Sud, alle cui spalle venivano sguinzagliate mute intere di segugi (senza punto it, però!).

Ilaria Gargini

Il top della preoccupazione, tuttavia, sembra toccarlo l’Agostini. Pare che il “mandarino” di Shangai, partito da Pechino e approdato a Predappio seguendo il cammino del sole da Est a Ovest, veda nella Bardelli (come l’Unione Sovietica in Wojtyla) l’elemento scardinante in grado di far crollare i suoi sogni e le sue aspirazioni. Se la Bardelli entra, cade il muro della torre di Castruccio?

E non cercate di dire che non è vero. La avete toccata troppo e tutti, questa cacca di Serravalle, perché – come nelle migliori famiglie – la cosa non sia scappata di mano… alla ricerca del sole.

Anche se poi, en plein air, ognuno dei protagonisti della storia esclamerà: «Questo mi secca!», disse la merda al sole.

Consigliamo a tutti un pellegrinaggio di rasserenazione a Czestochowa, in Polonia, seguendo le preghiere del famoso breviario, caro a San Giovanni Paolo II, dal titolo significativo di Droga do Boga, la via verso il Signore…

Il breviario di San Giovanni Paolo II

La soluzione dell’enigma? Chiedetela a Scelta, quello che dice che quasi quasi il cloruro di vinile fa bene perfino a calli e duroni: lui è un comunista di fede, per giunta parla il tedesco e – ultimamente – pare sia stato anche fatto fuori dal Facebook di Rondine, quindi ora può giocare come libero a tutto campo.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
«Lasciatemi divertire», disse Aldo Palazzeschi


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