serravalle jazz in chiesa. SUCCESSO OLTRE OGNI PREVISIONE PER LA PRIMA EDIZIONE

Il direttore artistico Maurizio Tuci e gli organizzatori esprimono grande soddisfazione per la qualità musicale e il successo di pubblico che hanno caratterizzato il viaggio della manifestazione nelle chiese della Diocesi di Pistoia
Il Serravalle Jazz in chiesa a Carmignano

PISTOIA. L’intenso viaggio di Serravalle Jazz attraverso alcune delle più belle chiese della Diocesi di Pistoia si è appena concluso. La rassegna musicale – promossa da Associazione Teatrale Pistoiese con la direzione artistica di Maurizio Tuci e il sostegno di Fondazione Caript e Comune di Serravalle Pistoiese – ha portato a Pistoia, Valdibure, Carmignano e Artimino artisti di grande spessore che hanno intrattenuto, coinvolto ed emozionato il pubblico, sempre particolarmente numeroso, esplorando lo spiritual, il gospel e il jazz di matrice spirituale.

A dare il via a questa prima edizione di Serravalle Jazz in chiesa è stata la potentissima voce di Sherrita Duran, accompagnata al pianoforte da Luca Luglio. Dimitri Grechi Espinoza e Carlo Maver hanno regalato al pubblico suggestioni inedite attraverso sax, bandoneon e flauto. Piero Frassi e Anna Picchiarini hanno dialogato magistralmente attraverso gli organi della chiesa di Sant’Ignazio a Pistoia. L’incredibile voce di Amanda Tosoni e il basso elettrico di Andrea Caggiari hanno incantato gli spettatori a San Bartolomeo. Daniele Biagini, Alessandro Agostini e Antonella Grumelli hanno acceso La Vergine con il loro jazz spirituale. Deviana P., Yelena Baker e Fatimah Provillon hanno percorso la storia del gospel e dello spiritual accompagnate dal magico organo Hammond di Joe Prencipe.

Il direttore artistico Maurizio Tuci

“Sei splendidi luoghi di culto, scelti con cura sul territorio – commenta il direttore artistico Maurizio Tuci – con altrettanti storici dell’arte, bravissimi, a raccontare le magnificenze delle strutture religiose e dei preziosi tesori d’arte custoditi all’interno.

Una grande quantità musica spirituale, gospel e jazz, presente con moduli espressivi minimalisti ma estremamente efficaci. Tanto, veramente tanto pubblico, competente ed entusiasta. Questo è stato il Serravalle Jazz in chiesta 2019, grazie anche all’abilità del gruppo Batosti nel domare i difficili “contenitori” sacri e alla partecipata ospitalità dei padroni di casa, cioè di tutti i parroci interessati.

Un ringraziamento gigantesco a don Umberto Pineschi, che non solo ci ha aperto la porta della sua splendida chiesa, ma ha facilitato in ogni modo la riuscita dell’iniziativa”.

“Anche l’esperimento del jazz nelle chiese pistoiesi – aggiunge Giuseppe Gherpelli, presidente dell’ATP – ha dato buon esito. Il binomio arte/musica ha incontrato l’apprezzamento del pubblico, che ci incoraggia a procedere in questa direzione.

Il Serravalle Jazz è una fucina di idee che riesce a interpretare le curiosità e i gusti della collettività pistoiese, introducendo novità a raffica. Nelle prossime settimane discuteremo con Maurizio Tuci e con la Fondazione Caript, insieme al Comune di Serravalle Pistoiese, il programma 2020, convinti che sapremo ancora migliorarci”.

Serravalle Jazz in chiesa, la locandina 1

“Si è conclusa a Carmignano – spiega Ezio Menchi, consigliere d’amministrazione della Fondazione Caript – di fronte al capolavoro del Pontormo, in una Chiesa piena, la prima esperienza del Serravalle Jazz in Chiesa. Successo completo, in termini di qualità delle proposte musicali e di presenze, di una bella idea di Maurizio Tuci. Le buone idee debbono trovare chi le apprezza, le finanzia e le rende possibili.

La Fondazione Caript sostiene con convinzione la diffusione del Serravalle Jazz sul territorio, prima nella Montagna pistoiese, ora nelle Chiese, domani forse in altri contesti. In ogni caso si accompagna la musica con la bellezza, quella naturale della montagna e quella prodotta dal genio degli uomini, le Chiese, le opere d’arte, gli organi storici.

È una sinfonia di suggestioni e di emozioni che abbiamo il privilegio, come cittadini del territorio, di poter godere e condividere. Si deve ringraziare la Diocesi di Pistoia e Umberto Pineschi per aver accolto e accompagnato questa idea. Non è sempre facile trovare in altre Istituzioni la disponibilità a collaborare e a sperimentare il nuovo.

Grazie anche agli esperti che ci hanno aiutato a entrare in sintonia con le opere d’arte. Benvenuta infine l’Associazione Teatrale Pistoiese che da quest’anno, con il sostegno economico della Fondazione, è titolare anche del Serravalle Jazz, e porta un contributo di professionalità e di capacità organizzativa e promozionale che nel tempo sarà decisiva per la qualità e la diffusione di queste preziose iniziative”.

Il 2019 è stato un anno particolarmente ricco per Serravalle Jazz, sia in termini di offerta musicale che di soddisfazioni. Ora che il sipario è calato, il festival dà appuntamento al 2020 per nuove emozioni e sorprese.

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